ciao

Iter di RCS


Iter in pillole


1.Percorso psicodiagnostico  (con il protocollo ONIG il percorso psicologico è obbligatorio con il protocollo WPATH è sufficiente solo quello diagnostico).

2.Percorso endocrinologico (quindi inizio della terapia ormonale, ovviamente previa autorizzazione dello/a psic*).

3. RLT  (Real Life Test -  Test di Vita Reale).


4.Primo ricorso in tribunale per ottenere l'autorizzazione ad effettuare gli interventi demolitivi (ovviamente con il supporto di un avvocato).

4*.Arrivo 1ª Sentenza.

5.Interventi (successivamente ritiro delle cartelle cliniche che serviranno per il secondo ricorso).

6.Secondo ricorso in tribunale per ottenere il cambio anagrafico (ovviamente sempre con il supporto di un avvocato).

6*.Arrivo 2ª Sentenza.

7.Documenti nuovi...yeha :P!

pprofondimenti


In uno dei miei primi articoli (precisamente qui) diedi una piccola infarinatura su tutto il percorso che noi persone transessuali facciamo. Quì di seguito farò un breve (cercherò ma non credo ci riuscirò :)) riassunto di tutti gli step che il nostro tragitto prevede: non sono pochi, ve lo garantisco!!!

1. Il Primissimo step, oltre a un lungo percorso di autodeterminazione che lo precede, è quello in cui ci si rivolge ad un* psicolog*/psichiatra/psicoterapeuta che usa il protocollo ONIG (Osservatorio Nazionale sull'Identità di Genere) o il protollo WPATH (World Professional Association for Transgender Health), di conseguenza che abbia esperienza in merito al percorso di transizione. Sarà l* stess* che diagnosticherà il DIG (Disforia d'Identità di Genere) alla persona in questione e a cui rilascerà il nullaosta per poter accedere  alla Terapia Ormonale Sostitutitva (TOS o, in inglese, HRT "Hormone Replacement Therapy "). Anche se c'è da sottolineare che, rivolgendosi in strutture in cui vige il protocollo WPATH (per ora attuabile al DISEM di Genova e al Policlinico Gaetano Martino di Messina), c'è qualche piccola variante sul percorso di transizione; nel senso che, con sudetto protocollo non viene rilasciato alcun nullaosta ma, dopo i 6 mesi (a volte anche un po' meno a volte qualcosina di più) di percorso diagnostico (test+diagnosi obbligatori...in aggiunta la psicoterapia ma non è obbligatoria), ti viene direttamente rilasciata la perizia psichiatrica (adibita ad escludere qualunque psicopatologia) che servirà sia per poter accedere alla Terapia Ormonale Sostitutitva e sia per poter intraprendere l'iter burocratico presso il Tribunale di propria competenza territoriale. Tramite ONIG, per ricevere sia la diagnosi che il nullaosta, di solito ci vogliono circa 3 mesi e per avere in mano la perizia psichiatrica altri 6 mesi circa di percorso psicologico (notare bene che il tutto può sempre variare ed essere a discrezione dello specialista); invece, con il  WPATH non c'è di mezzo alcun nullaosta e quindi ci vogliono circa 6 mesi tra test+diagnosi per riuscire ad avere la perizia in mano (come dicevo, la psicoterapia non è obbligatoria)...a volte capita che ci vogliano anche meno di 6 mesi e a volte di più (il tutto è sempre a discrezione dello specialista sul singolo caso).
2. Il Secondo step è quello in cui ci si rivolge all'endocrinolog*, tutto questo (di solito) solo una volta che si ha in mano il nullaosta dell* psic* (o la perizia...insomma, un qualcosa di scritto in cui vi sia citata la diagnosi DIG). L* specialista, visionerà il nullaosta o la perizia e poi farà fare una serie di esami clinici per confermare il buono stato di salute della persona in questione e dopo di ché la stessa potrà iniziare la Terapia Ormonale Sostitutitva . Il tempo varia in base alle tempistiche delle strutture ospedaliere alle quali ci si rivolge per effettuare gli esami.
3. Il terzo step è un pò soggettivo (per questo mi dilungherò un pochino) e si chiama RLT (Real Life Test, e cioè un Test di Vita Reale che prevede un periodo nel quale la persona transessuale in questione vive, in tutto e per tutto, nei panni del genere opposto: cioè quello sentito come proprio). Questo step, però, è molto soggettivo perchè da un lato il protocollo ONIG lo prevede tra il nullaosta e la Terapia Ormonale Sostitutitva, durante il percorso psicologico (cioè sotto ormoni, e di conseguenza con la totale discrepanza tra aspetto e documenti anagrafici: discrepanza dovuta al radicale cambiamento fisico procurato dalla stessa terapia ormonale); dall'altro lato, invece, il protocollo WAPTH prevede il RLT sempre durante il percorso psicologico ma prima di avere in mano la perizia e di conseguenza prima di iniziare la terapia ormonale: in questo caso, come dicevo poc'anzi, non esiste alcun nullaosta tra le due fasi (seguendo il protocollo WAPTH non è obbligatoria la psicoterapia, anche se spesso e volentieri viene consigliata). Inoltre, vorrei ricordare che, anche se spesso in questi ultimi anni non si parla più di RLT, la suddetta prassi esiste e viene adottata ancora. In poche parole non lo si nomina più ma esiste, visto che ci fanno andare bellamente in giro con un aspetto conforme al nostro sentire, grazie alla terapia ormonale, ma difforme rispetto ai nostri dati anagrafici. Tutto questo porta spesso a provare un un disagio non indifferente (al pari di un disagio per un DIG). Ritornando al discorso del protocollo WPATH, però, vorrei sottolineare che una persona transessuale Pre-Ormoni non potrà mai vivere un RLT autentico, dal momento in cui la nostra amatissima società non riconosce assolutamente il genere sentito come proprio, se non in presenza dei caratteri sessuali secondari in bella vista: caratteri secondari che solo la terapia ormonale può modificare. Perciò credo che questo RLT, in ogni caso, sia uno step totalmente  inutile ma lo è sopratutto sulle persone trans Pre-Ormoni. Il RLT in teoria dura tutti i 6 mesi di percorso piscologico (test+diagnosi+psicoterapia obbligatori per il protocollo ONIG e test+diagnosi obbligatori per il protocollo WPATH) e a volte anche di più, finché non si ha la perizia in mano. Poi, ovviamente, non è da sottovalutare il fatto che le tempistiche burocratiche non agevolano questa discrepanza, tra aspetto e dati anagrafici, della persona transessuale.

4. Il quarto step, invece, è quello in cui ci si rivolge ad un avvocato (prefribilmente esperto in Riconversione Chirurgia del Sesso - RCS) già in possesso della perizia psichiatrica, compresi tutti i documenti che verranno richiesti da lui stesso al momento del primo colloquio (di solito vuole 2 copie dell'Atto Integrale di Nascita, una copia del Certificato di Residenza e una dello Stato di Famiglia, oltre alle fotocopie della C.I. e del C.F...in presenza di matrimonio, richiede anche l'Atto di Matrimonio Integrale). Quando lo stesso avvocato avrà tutto in mano, potrà iniziare a depositare il primo ricorso aspettando, a sua volta, che venga fissata la data della prima udienza (con il nuovo rito delle cause di RCS di regola ci vogliono minimo 90 gg dal deposito del ricorso alla prima udienza); il primo ricorso è necessarrio al fine di chiedere l'autorizzazione per effettuare gli interventi demolitivi (Mastoplastica Riduttiva/Mammectomia/Mastectomia e Isterectomia-Annessiectomia-Bilaterale per i ragazzi FtM, Orchiectomia o Vaginoplastica per le ragazze MtF). Il tempo varia da residenza a residenza purtroppo; possono passare 6 mesi come un anno: dipende dalla mole di lavoro del Tribunale in questione e a volte può dipendere anche dal caso specifico.

5. Il quinto step prevede, appunto, gli interventi demolitivi (questo perchè altrimenti non ci sarebbe altro modo, purtroppo, di cambiare i propri dati anagrafici compreso il genere). Il tutto avviene mettendosi in lista d'attesa non appena il Tribunale emetterà la prima Sentenza passata in giudicato, (qui troverete le Strutture Ospedaliere Pubbliche nelle quali potrete rivolgervi per gli interventi demolitivi e ricostruttivi); in alcune Strutture Ospedaliere vi è la possibilità di mettersi in lista d'attesa ancor prima di avere in mano la sentenza. Anche in questo caso il tempo purtroppo varia: diciamo che va in base alle liste d'attesa della Struttura Ospedaliera alla quale ci si rivolge; possono passare 3-6 mesi come un anno (se non di più).

6. Il sesto step prevede il ritiro delle Cartelle Cliniche degli interventi effettuati, ritornando con le stesse dall'avvocato che, a sua volta, provvederà a presentare il secondo ricorso presso al Tribunale; il secondo ricorso è necessario al fine di chiedere  la rettifica anagrafica e di genere. In quel caso il tempo è relativamente più corto rispetto alle tempistiche degli altri step: diciamo che spesso passano solo pochi mesi.

7. Il settimo ed ultimo step prevede la rettifica dei dati anagrafici (e quindi il rilascio della C.I. nuova...per quanto concerne l'Estratto di Nascita, invece, verrà solo modificato). Il tutto recandosi presso gli Sportelli dell'Anagrafe del proprio Comune di nascita con in mano la Seconda Sentenza (di solito è il Tribunale stesso che, tramite l'Ufficiale Giudiziale, manda al Comune di Nascita l'avviso della sentenza passata in giudicato, però è sempre meglio non rischiare, presentandosi a propria volta provvisti di una copia della stessa...è sufficiente anche la fotocopia). Ovviamente dipende dalle prassi comunali interne; può capitare che, per poter rilasciare la nuova C.I.,  debbano necessariamente attendere che arrivi loro la Sentenza da parte del Tribunale. Per la rettifica del C.F., invece, bisognerà presentarsi presso lo Sportello dell'Agenzia dell'Entrate di competenza (con in mano la C.I. nuova e per sicurezza anche la copia conforme della Sentenza), oppure chiedere all'operatore anagrafe stesso se può effettuare lui la richiesta (a me lo hanno richiesto loro); poi, con in mano la copia cartacea del C.F. nuovo, ci si dovrà recare presso all'Asl di residenza dove effettueranno il reinserimento nel database dei nuovi dati anagrafici, rilasciando a loro volta la Tessera Sanitaria (la copia cartacea, la tessera vera e propria verrà spedita). Ora il C.F. magnetico non esiste più ed è un tutt'uno con  la tessera sanitaria. Per il cambio della P.A., invece, ci si dovrà recare presso gli Sportelli della Motorizzazione di competenza, facendosi rilasciare i bollettini come da prassi; dopo di ché si andranno a pagare in posta, si compilerà  il modulo da loro rilasciato in precedenza e successivamente si ritornerà presso gli stessi sportelli rilasciandogli l'attestato del versamento, il modulo compilato, la copia conforme della Sentenza, la copia della C.I. nuova, la copia della P.A. vecchia e 2/3 foto. Come seconda scelta (per la rettifica della P.A.) ci si può rivolgere anche all'ACI, ma credo proprio che il costo sia maggiore! Mi raccomando, con in mano il nuovo C.F., andate all'INPS a controllare se i vostri contributi sono stati spostati nel C.F. nuovo!!!

Wow...abbiamo finito...ora possiamo essere finalmente noi stessi!!!Mi sembra un pò eccessivo come percorso per riuscire a riappropriarsi di sé, non vi sembra?

Spero che qualcosa cambi, e sopratutto che la Legge 164/82 venga revisionata al più presto per tutelarci (perchè ora come ora non lo fa poi così bene); spero anche che il riconoscimento del genere vissuto e sentito come proprio avvenga al più presto per libera scelta e non più grazie ad una sterilizzazione forzata!!!E' inconcepibile che dei perfetti estranei possano avere il diritto di poter dare il loro verdetto giocando con le nostre vite: un verdetto che spesso pende sulla nostra testa come la spada di Damocle.

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