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lunedì 22 aprile 2013

Deborah diventato Lele si candida al Comune

PISA. Sui cartelloni elettorali delle prossime amministrative, nella lista di Sel comparirà un nome che potrà suscitare qualche incertezza: Deborah Baldini (detta Lele). Soprannome maschile per un nome evidentemente femminile: ma ancora per poco. Il candidato in questione è infatti Emanuele Baldini, la prima donna che è diventata uomo grazie ad un intervento nel nostro ospedale. Un caso che il nostro giornale aveva già affrontato un anno fa, proprio alla vigilia dell’operazione. Adesso Lele - 44 anni, di origine milanese ma da anni trapiantato a Pisa - ha completato quel percorso ed attende solo l’ufficializzazione del cambiamento di sesso. «Ufficializzazione – ci dice – che avverrà a Luglio, ponendo quindi fine alla contraddizione tra il mio aspetto ed il mio codice fiscale». Lele è ormai un uomo a tutti gli effetti, anche se deve ancora superare le diffidenze di chi gli chiede i documenti e vede il nome femminile. Sicuramente la sua candidatura, la prima in assoluto a palazzo Gambacorti per una persona che sta cambiando sesso, servirà a dare visibilità alla condizione di chi vive una diversità.

«È accaduto tutto all’improvviso – spiega - Un amico comune ha raccontato la mia storia a Dario Danti. Mi ha chiamato immediatamente proponendomi di candidarmi. Non ho mai fatto politica, ma ho accettato con entusiasmo». Una candidatura che, formalmente, fa saltare tutti gli schemi; soprattutto quelli delle così dette “quote rose”. Lele, fino a quando a luglio il tribunale non sancirà il suo cambiamento di sesso, è a tutti gli effetti una donna. Quindi nella lista di Sel rappresenterà proprio le donne anche se ormai è di fatto un uomo. «Effettivamente sulla lista devo ancora mettere il mio nome attuale – scherza - ma poi l’elettore quando mi vedrà, capirà subito che non sono più Deborah».

Come detto Lele Baldini non ha mai fatto politica, ma ovviamente in questa nuova avventura porterà la sua esperienza. «Una esperienza fatta di tante difficoltà – dice tornando serio - a cominciare dal rapporto con i genitori. La gente deve capire che chi compie un passo come il mio, sia uomo che donna, si scontra con il mondo. Difficoltà a trovare lavoro, ad avere rapporti interpersonali, con la famiglia. Io sono disoccupato e, ad esempio, non posso rivolgermi alle agenzie interinali perché il codice fiscale è femminile. Nella scelta di accettare la candidatura di Sel, ci metto ancora una volta la faccia – insiste - così come in occasione dell’intervista in cui annunciavo l’operazione. Voglio impegnarmi per aiutare coloro che vivono la mia condizione. Perché – conclude – la mia e la nostra non è una scelta, ma una condizione».

Al coordinatore provinciale di Sel Dario Danti il commento su questa sua decisione. «Pisa è sempre stata all’avanguardia nella difesa dei diritti di tutti, contro l’omofobia; come non dimenticare ad esempio il registro delle unioni civili. Una forza come Sel ha voluto dare un corpo ed un volto, quelli di Lele, a questa battaglia per i diritti di tutti. Mi chiedete se Lele appartiene alle quote rosa nella nostra lista – conclude sorridendo - Sicuramente l’elenco dei candidati sarà a maggioranza femminile, quindi dovremo parlare di quote celesti».

di Daniele Benvenuti


Vi abbraccio
Marco Michele Caserta