ciao

giovedì 28 febbraio 2013

Pakistan e India, trans e intersex chiedono rispetto

Nella foto Michael Foley (CC)

Terra di situazioni controverse, il Pakistan ci offre nuovi spunti, ancora una volta sorprendenti per chi è ancorato al concetto di occidente assimilato a civiltà. Partiamo da una candidatura, quella di Sanam Fakir, una hijra (espressione che equivale più o meno a "donna transgender"), alle elezioni di Maggio che sanciranno il primo pieno passaggio di governo al popolo dopo 65 anni di vita del Paese (The News).

La possibilità per una hijra di candidarsi deriva da un'apertura concessa dal governo nell'autunno di due anni fa (Il grande colibrì), mentre fin qui intersessuali e hijra erano considerati più elementi coreografici, anche se nel passato avevano rivestito ruoli di qualche rilievo (Il grande colibrì). "Il nostro destino non dev'essere semplicemente quello di cantare e danzare", rivendica invece Sanam, che sa peraltro di avere poche chance di conquistare un seggio: "So che è molto difficile batterli, ma ognuno deve contribuire a migliorare la società. La gente era solita divertirsi con noi, ma ora ha iniziato a rispettarci".

Coy Mathis, transgender, a 6 anni non può usare il bagno delle femminucce


Coy Mathis, transgender, a 6 anni non può usare il bagno delle femmine scuola:succede a Fontana, nel Colorado.

Jeremy e Kathryn Mathis hanno incoraggiato il figlio Coy ad assecondare le sue tendenze nel momento in cui hanno compreso la sua sofferenza e la depressione in cui versava per non poter esprimere la sua identità di genere. Raccontano che Coy ha manifestato già nei primi sei mesi di vita le sue preferenze.

Essere gay in Afghanistan


Vivere da omosessuale in Afghanistan, in una società iper-conservatrice, non è certo semplice. Ma Hamid Zaher non si è arreso alle difficoltà, fuggendo in Canada e annunciando adesso il suo libro di memorie (“It Is Your Enemy Who Is Dock-Tailed: A Memoir”). Racconta la sua vicenda personale, simbolo della lotta di tanti gay, condotta non soltanto nel paese afghano, ma nelle diverse aree del mondo dove è possibile essere perseguiti soltanto per il proprio orientamento sessuale.

domenica 24 febbraio 2013

E ora 45 in lista d’attesa per cambiare sesso

UDINE - Quarantacinque in lista di attesa in Friuli Venezia Giulia per un’operazione che per loro significa “rinascita”. Persone che aspettano solo di poter concretizzare un sogno: sentirsi finalmente a proprio agio in un corpo di donna. Esseri umani che non vogliono altro che poter cominciare un nuovo capitolo della loro vita così come l’avevano sempre immaginato.

Ponendo fine a una sofferenza interiore che con il tempo diventa di continuo più grande e profonda. Negli ultimi tre anni, all’Ospedale Cattinara di Trieste, centro italiano di eccellenza per gli interventi di cambio di sesso, sono state effettuate 42 operazioni: 17 nel 2010, 14 nel 2011 e 11 nel 2012. Alcune delle quali previste anche in uno specifico progetto regionale. Un percorso lungo, quello che viene intrapreso da ogni singola persona in cui è seguita da una vera e propria équipe di specialisti. Nelle sedi presenti sia a Udine che a Pordenone dell’Aied (Associazione italiana per l’educazione demografica) si possono ricevere (tra i vari servizi offerti) tutte le informazioni necessarie, e quindi essere correttamente indirizzati e accompagnati da diversi esperti tra i quali uno psicologo, un endocrinologo, un avvocato, un sessuologo.

Come spiega il Professor Carlo Trombetta, specialista in urologia e andrologia e coordinatore del Cedig (primo Centro universitario per la diagnosi e la terapia dei disturbi d’identità di genere), con alle spalle centinaia di interventi, «nel tempo si è riusciti a creare una vera e propria “rete” che coinvolge l’intero Friuli Venezia Giulia». Un lavoro di squadra, dunque, che considera come obiettivo principale il benessere sia fisico che psicologico di tutti i pazienti.

Perché è così difficile andare a votare per un* transessuale

Siamo in periodo di elezioni e tra pochi giorni si va a votare. Il gesto pratico del recarsi alle urne non presenta particolari difficoltà per le persone che si riconoscono nel proprio sesso biologico.

E' quasi scontato arrivare al seggio elettorale, dirigersi automaticamente verso la fila "femmine" o "maschi", consegnare il documento d'identità, prendere la scheda elettorale e votare. Per le persone che non hanno disturbi rispetto alla propria identità di genere le difficoltà possono, a volte, concentrarsi solo su chi votare.

Per le persone transessuali non è così. Esistono tanti gesti quotidiani che noi diamo per scontati ma che a queste persone creano profondo disagio, imbarazzo e malessere. Per tale motivo le persone più fragili a volte si proteggono da queste difficili esperienze semplicemente non esponendosi. I maggiori problemi sono per quelle persone che si presentano con un aspetto diverso rispetto a quello riportato sul documento d'identità. La prima difficoltà insorge quando devono scegliere la fila dei maschi piuttosto che quella delle femmine.

venerdì 22 febbraio 2013

Progetto T*: "TransGender Italia"

TransGender Italia è il titolo provvisorio di un documentario -in fase di preproduzione – sulla vita di persone transgender osservate dall’occhio esterno di chi non ha mai dovuto confrontarsi con la situazione intima e quotidiana di non essere nato del sesso “giusto”.
Lo scopo dichiarato di questo film è quello di mostrare al più alto numero di persone possibile la quotidianità di chi, troppo spesso, viene discriminato e ghettizzato. In generale, ed in Italia in particolare, si relega la transessuale in un contesto di degrado e prostituzione e praticamente si ignora l’esistenza del transessuale FtM (da femmina a maschio). Con questo documentario vogliono mostrare senza schermi e senza pregiudizi la vita di persone normali che vivono una condizione particolare.
La macchina da presa sarà il veicolo dello sguardo di chi, non-transessuale, vuole conoscere il mondo e la quotidianità di chi invece è “nato del sesso sbagliato”. Lo sguardo di chi vuole capire le differenze, riscoprire le analogie, per creare una finestra da cui tutti possano guardare e confrontarsi.
Un progetto che vuole essere un passo più, a livello globale, verso l’integrazione di diverse realtà.

martedì 19 febbraio 2013

Né uomini né donne. Semplicemente Hijra

Il fotografo giapponese Takeshi Ishikawa, autore di una serie di volumi sugli Hijra, ha affermato: Sebbene io sappia che con gli Hijra sia inopportuno usare “egli”, “lui”, “gli”, dovremmo sapere che anche l’uso di “ella”, “lei”, “le” è inappropriato (T. Ishikawa, Hijra. The Third Gender in India, Seikyusha Pub. Co., Tokyo 1995).

sabato 9 febbraio 2013

Intervista esclusiva a Vittoria Schisano: ''Vi racconto la mia nuova vita da donna"

(Foto di F.Chiesa)
All’età di 32 anni ha capito realmente chi era: una donna. L’attore Giuseppe Schisano ha deciso di diventare Vittoria, una donna dal viso meraviglioso, femminile, con occhi azzurri e lucenti, voce delicata e gambe lunghissime, senza dubbio una vera donna. Un’identità riscoperta che finalmente le ha fatto ritrovare il sorriso, dopo un lungo periodo in cui ha nascosto chi voleva essere nella vita di tutti i giorni.

mercoledì 6 febbraio 2013

Trans e sacerdote con sette figli


La Welt racconta la storia di Elke Spoerkel, reverendo transessuale, genitore sette figli e accettata dalla comunità. 

IL CASO - Hans Gerd ha sempre saputo di avere l’anima nel corpo sbagliato e nel corso degli anni ha deciso di riappropriarsi della sua vera natura. Oggi è una donna sacerdote e ha sette figli. Elke è il nome che ha scelto con coraggio nonostante la paura di essere respinta dalla comunità perché la sua professione la porta ad avere contatto continuo con la comunità ma la sua è una storia felice con un bel finale e la racconta la Welt. 

Il matrimonio gay supera il primo passo in Illinois. Ora tocca al Senato


Anche nello stato dell’Illinois il matrimonio tra persone dello stesso sesso compie un passo in avanti: una commissione del Senato, infatti, ha approvato – con nove voti a favore e cinque contrari – la proposta di legge per la parità matrimoniale di tutti i cittadini.

Ora la proposta di legge passerà al Senato che è chiamato a esprimersi proprio il 14 Febbraio, giorno di San Valentino. Dopo il Senato sarà la volta della Camera, che vede una maggiore presenza della destra contraria al matrimonio gay. In ogni caso il Governatore Pat Quinn ha detto fin da subito che firmerà senza problemi la legge nel caso venisse approvata.

Francia, Inghilterra e Galles, Illinois… e l’Italia?

Il matrimonio ugualitario sta avanzando in tutto il mondo, meno che in Italia? A destra e a manca ci si vanta che il Bel Paese sia la culla della cultura, intesa in senso ampio: c’è purtroppo da notare che una volta cresciuta, la cultura ha abbandonato la culla e non ne vuole più sapere…

Nota Flavio Romani, presidente nazionale dell’Arcigay:
Di fronte a questo dato impallidiscono le timide proposte elettorali che vengono avanzate dalla Sinistra in Italia: i conservatori inglesi sono più a sinistra del maggiore partito di centro-sinistra italiano, il PD. Quanto ai conservatori italiani rispetto al tema delle libertà e dei diritti civili, che si riuniscano attorno a Monti o a Berlusconi o che parlino di Europa e modernità, sono più prossimi al medioevo oscurantista che alla tanto sbandierata Europa moderna, persino certa Europa conservatrice.
Che poi continua:
Continua a essere difficile sentirsi orgogliosi di questo paese e della sua classe politica, abituata ormai a esprimersi con la più vergognosa pavidità, giocando di fatto sulla pelle dei cittadini e delle cittadine lesbiche, gay, bisessuali e transessuali. È di tutta evidenza che viviamo in una Repubblica commissariata da Oltretevere.
di Roberto Russo

Fonte: queer | blog.it

Vi abbraccio
Marco Michele Caserta

Nozze gay, primo sì del Parlamento inglese


Con quattrocento voti a favore e centosettantacinque contrari la Camera dei Comuni ha approvato la legge sulle nozze gay (la maggioranza era di duecentoventicinque, quindi i sì sono stati schiaccianti!). Scrive l’ANSA:
Ora il provvedimento passa alla Camera alta del Parlamento, the House of Lords, che dovrà pronunciarsi a maggio. Poi tornerà ai Commons per un secondo voto.
Dopo un’intensa giornata di dibattiti e discussioni, il voto è un grande passo verso l’uguaglianza matrimoniale nel Regno Unito. Ricordiamo che David Cameron è sempre stato favorevole al matrimonio ugualitario e con lui lo erano la maggioranza dei liberaldemocratici e dei laburisti. Contrari, invece, diversi esponenti del partito di David Cameron, sostenuti anche dalla chiesa anglicana che non ne vuole sapere di matrimonio gay.

A proposito dei laburisti, Ed Miliband, leader del Labour Party, ha dichiarato:
È un giorno d’orgoglio e un importante passo avanti nella lotta per l’uguaglianza in Gran Bretagna. La stragrande maggioranza dei laburisti ha sostenuto questo cambiamento per assicurarsi che il matrimonio rifletta il valore che noi poniamo nel lungo periodo e che cioè si possa avere una relazione d’amore con chi si vuole.
E David Cameron, il grande artefice di questa legge ha esultato:
Oggi è un giorno importante. Io credo fortemente nel matrimonio aiuta le persone ad impegnarsi l’una con l’altra e penso che sia giusto anche per gay potersi sposare. Si tratta di parità. Ma anche di rendere più forte la nostra società. Penso sia un importante passo avanti per il nostro Paese.
di Roberto Russo

Foto | Live4Soccer(L4S) via photopin cc

Diritti Civili o Diritti Vitali?

Giovedì 7 Febbraio 2013 dalle ore 19.00 alle 21.00 c/o "Casa Internazionale delle Donne" Via della Lungara, 19 - Roma

La differenza di genere e il protagonismo delle donne, con la loro forza, stanno mutando la percezione del mondo, valicando gli steccati delle leggi, delle quote, degli stereotipi. Nel complesso arcipelago della diversità e della femminilità vengono espresse culture estremamente significative, con il loro carico di paure e conquiste, di opportunità e di sfide. La politica fatica talvolta a farsene interprete, spia di un’organizzazione sociale che tenta inutilmente di porre argini al mutamento. 
Ma qualcosa è davvero cambiato: le nostre città sono costellate di donne che raggiungono traguardi importanti, che si impegnano nel lavoro, nelle famiglie, nelle associazioni, per i diritti umani, per l'ambiente, per gli animali; e di omosessuali e di transessuali che si affermano pubblicamente portando una grande ricchezza al nostro tessuto civile e sociale. 
E’ questa la ricchezza di cui dobbiamo permeare la politica per concretizzare azioni coerenti di pari opportunità. E’ questa ricchezza che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni, attraverso percorsi di educazione sentimentale alle differenze, per far capire ai cittadini di domani che i diritti civili sono una questione vitale. 

PARTECIPANO 

Imma Battaglia presidente Di’Gay Project 
candidata alla Regione Lazio nella lista civica di Nicola Zingaretti 

Edda Billi presidente onoraria A.F.F.I. 

Monica Cirinnà presidente Commisione delle Elette di Roma Capitale 
candidata alla Camera dei Deputati per il Partito Democratico 

Carla Di Veroli assessora Politiche Culturali, Giovanili, Lavoro e Pari Opportunità Municipio Roma XI 

Dalila Novelli presidente Associazione Assolei Onlus 
candidata alla Camera dei Deputati per Rivoluzione Civile 

Carla Rocchi presidente nazionale E.N.P.A. 

Simona Clivia Zucchet vice presidente Equality Italia 

MODERA 

Francesca Kock presidente Casa Internazionale delle Donne 

Per info: 333/8598646


Vi abbraccio
Marco Michele Caserta

sabato 2 febbraio 2013

Il governo del Nepal emette documenti di identità con genere neutro


Le autorità del Nepal hanno preso la decisione di iniziare a emettere fin da subito documenti di identità di genere neutro per quei cittadini che non si identificano né nel genere maschile né in quello femminile.

Ad annunciarlo in conferenza stampa è stato il ministro degli interni, Bhola Siwakot. Il governo del paese asiatico ha inviato una lettera a tutti gli Uffici Amministrativi dello Stato perché inizino a emettere tali documenti con genere neutro senza ulteriori indugi.

La decisione comunicata dal ministro fa seguito a una sentenza della Corte Suprema del Nepal che nel 2007 si è espressa in merito. Secondo la Corte, infatti, le autorità devono emettere documenti di identità di genere neutro per i cittadini che non si ritengono uomini o donne: secondo i giudici non permettere tale possibilità, infatti, vuol dire discriminare le persone e violare la Costituzione.

Ad agosto 2010 si è avuto il primo gay pride in Nepal, mentre a giugno 2011 una coppia lesbica si è unita in matrimonio nel paese asiatico dopo che la sentenza della Corte Suprema del paese che garantiva uguaglianza di diritti per le persone lgbt, unendo in questa uguaglianza anche la possibilità di unirsi in matrimonio.

Via | Pinknews
Foto | Rei-artur pt en Rei-artur blog [GFDL, CC-BY-SA-3.0 o CC-BY-SA-2.5-2.0-1.0],attraverso Wikimedia Commons