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lunedì 14 gennaio 2013

In ricordo di Alfredo Ormando che si uccise per protestare contro l'omofobia della chiesa

Era il 13 Gennaio del 1998 quando Alfredo Ormando si diede fuoco in piazza San Pietro per protestare contro la chiesa che demonizza l’omosessualità. A distanza di quindici anni le cose non sono cambiate affatto: la chiesa cattolica (e non solo) continua a demonizzare l’omosessualità e a opporsi sempre e comunque ai diritti delle persone lgbt e queste ingerenze, soprattutto in Italia, pare vadano bene a tutti, visto che nessun governo prende mai posizione contro questi fatti.

Del resto, l’esperienza di Alfredo Ormando è stata emblematica fin dall’inizio: il suo gesto passò inosservato agli occhi dei media. Nota amaramente Gabriella Lettini nel suo breve saggio sull’omosessualità:
"Che cosa dire della banalizzazione e del menefreghismo nei confronti della sofferenza di uomini e donne omosessuali, come nel caso del giovane disoccupato gay datosi alle fiamme davanti a San Pietro a Roma? Il giorno dopo i telegiornali italiani non dicevano nulla della sua situazione di salute, ma trasmettevano un servizio sul fatto che per la prima volta il papa aveva ricevuto un serpente durante un’udienza in Vaticano."
Noi non dimentichiamo Alfredo Ormando e quanti, ogni giorno, in ogni parte della terra, sono vittime dell’omofobia anche per colpa delle religioni. Le parole di Alfredo suonano ancora oggi come un monito:
"Le gerarchie cattoliche arriveranno a dire che mi tolgo la vita per malattia, o debolezza, e non per urlare loro l’ingiustizia che infliggono agli omosessuali in questo Paese. Ed è per questo che nel mio giubbotto, che ho poggiato per terra, sui lastroni calpestati da migliaia di fedeli, ho lasciato una lettera di denuncia. Almeno le parole di un morto, di un martire, le leggeranno. Bisogna ammazzarsi per farsi sentire."
Non lasciamo che la sua morte sia inutile. Ci rivolgiamo in particolare ai candidati lgbt alle prossime elezioni: ricordatevi di Alfredo Ormando, della sua morte e dell’omofobia in cui viviamo in Italia se occuperete gli scranni del Parlamento. Fate in modo che la morte di Alfredo non sia stata inutile.

di Roberto Russo


Vi abbraccio
Marco Michele Caserta