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martedì 11 dicembre 2012

Uganda, appello alle Istituzioni italiane delle associazioni Glbt contro la legge "anti-omosessualità"

Numerose sigle dell'associazionismo lesbico, gay, bisessuale e trans italiano hanno scritto alle più alte cariche dello Stato per esprimere la loro preoccupazione per la presentazione di un progetto di legge "anti-omosessualità" in Uganda.

Nella lettera - indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Consiglio Mario Monti, al presidente della Corte Costituzionale Alfonso Quaranta, al presidente della Camera Gianfranco Fini e al presidente del Senato Renato Schifani - si legge che la proposta di legge ugandese prevede "che venga introdotta anche la pena capitale, così come sono certe altre nuove tipologie di reato con relative condanne, tra le quali quelle che possono essere comminate a chi non denuncia persone omosessuali di sua conoscenza (ad esempio un genitore che non denuncia il figlio o un insegnante che non denuncia un allievo), o chi promuove l'uguaglianza e il rispetto dei diritti delle persone lgbt".

Le associazioni chiedono alle Istituzioni di promuovere "tutte quelle azioni che possano impedire che la legge in oggetto possa essere approvata e e auspicano che anche le autorità italiane, al pari di quelle di altri Paesi dell'Ue e occidentali, vogliano "dissuadere l'Uganda dal promulgare una legge inumana e contraria ai Diritti Umani, ai Principi dell'Unione Europea e alla nostra Costituzione".
L'appello è firmato da Flavio Romani, (presidente Arcigay), Paola Brandolini (Presidente Arcilesbica), Rita De Santis (Presidente Agedo), Porpora Marcasciano (Presidente MIT), Giuseppina La Delfa (Presidente Famiglie Arcobaleno), Cecilia d’Avos, Fabrizio Paoletti, Valentina Violino (Esecutivo Rete Genitori Rainbow).

Vi abbraccio
Marco Michele Caserta