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lunedì 3 dicembre 2012

Turchia, il governo vuole bandire i gay dall’esercito

Gli omosessuali tagliati fuori dall’esercito in Turchia. La norma è contenuta nel nuovo regolamento disciplinare militare che è in questi giorni al vaglio del governo Erdogan. Secondo quanto ha riferito ieri il quotidianoMilliyet i gay turchi saranno allontanati dall’esercito per le loro “scelte di vita” considerate “innaturali” . Se il regolamento messo a punto dal ministro della Difesa Ismet Yilmaz fosse approvato, per la prima volta nella storia della Turchia l’omosessualità verrebbe chiaramente considerata come “innaturale” in un documento delle forze armate.

Le relazioni tra gay non sono illegali in Turchia ma non c’è alcun riconoscimento per le coppie dello stesso sesso né alcuna legge che tuteli i diritti civili degli omosessuali. Nel Paese si sono verificati numerosi episodi di omofobia. La Commissione dell’Unione Europea per l’allargamento aveva bacchettato Ankara nel 2009 per gli scarsi progressi fatti sul tema: 
“Desta preoccupazione l’uccisione di molti transessuali e travestiti – si leggeva nel documento – . I tribunali hanno spesso avvalorato la tesi della provocazione a vantaggio degli assassini in questione”.
E’ anche vero però che la Turchia è stato il primo Paese musulmano a consentire un gay pride. A Istanbul dal 2003 e ad Ankara dal 2008 ogni anno gli omosessuali marciano per i loro diritti. E sono sempre di più. Dai primi sparuti gruppi di 30 persone ai 10mila del 2011. Tra l’altro lo scorso settembre la ministra della Famiglia e delle Politiche Sociali Fatma Şahin si era incontrata con un’organizzazione LGBT e aveva promesso che il governo avrebbe lavorato attivamente per includere nella nuova Costituzione i diritti delle persone LGBT: “Se la libertà e l’uguaglianza sono un diritto di tutti allora la discriminazione in base all’orientamento sessuale dovrebbe essere eliminata e i diritti di questi cittadini riconosciuti”.

Anche per questo il progetto di riforma che il ministro della Difesa sta per sottoporre all’approvazione del governo ha suscitato sorpresa nelle associazioni gay-lesbiche. La proposta è stata definita una violazione dei diritti umani e delle scelte di vita personali, “che non hanno nulla a che vedere con la capacità a svolgere il servizio militare”. Il nuovo regolamento prevede fra i motivi di una possibile espulsione dall’esercito anche l’omicidio, il furto, le frodi o una condanna a oltre un anno di carcere. Come a dire che un gay equivale a un assassino. Forse sarà meglio che il governo ci ripensi.



Vi abbraccio
Marco Michele Caserta