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martedì 4 dicembre 2012

Pontifex vergognoso sul ragazzo suicida: "E' colpa della madre"


Il sito ultracattolico Pontifex specula sulla triste vicenda dello studente suicida di Roma vessato dal bullismo perchè considerato gay e scarica le colpe principalmente sulla madre.

Pontifex senza vergogna: il sito ultracattolico - tuttavia non espressione ufficiale della Chiesa Cattolica ma di alcuni politici del calibro di Scilipoti - ha voluto dire la sua in merito alla drammatica vicenda del ragazzo suicida di Roma a causa del bullismo omofobico. Ecco l'esordio shock del commento di Bruno Volpe:
"So bene che questa parole, crude, costeranno altre polemiche, altre critiche, ma Pontifex non vuole tradire sé stesso e i suoi lettori. Nei giorni scorsi un ragazzino, presunto omosessuale, si è tolto la vita; diciamo presunto omosessuale perché, a detta di molti, il povero ragazzo che si è tolto la vita risultava solamente essere molto sensibile, un pochino eccentrico nel vestire e molto educato. Secondo le prime ricostruzioni, comunque, il ragazzo si sarebbe ucciso perché vessato da scherzi di pessimo gusto dei compagni di classe. Davanti ad una vita che si spegne, e tanto giovane, occorre avere rispetto e delicatezza, ma ci vuole anche serenità di giudizio. Ho ascoltato in una trasmissione televisiva, la mamma del bimbo suicida. Ha avuto qualche sprazzo di rigore intellettuale affermando che forse aveva sbagliato tutto, ma ha rivendicato che, in fondo, indossare per un ragazzino pantaloni rosa e laccarsi le unghie sia sintomo di libertà."
Posto che "presunto omosessuale" è un'espressione raccapricciante degna degli anni Cinquanta purtroppo utilizzata anche da moltissimi quotidiani, Volpe condanna da subito la povera signora che ha rivendicato la libertà del figlio scomparso di indossare i pantaloni rosa e di laccarsi le unghie. E da qui parte un pippone assurdo da parte del Volpe:
"La libertà non consiste nel fare i comodi propri e tanto meno nell'assecondare i capricci. Se quella mamma avesse per tempo capito l'inclinazione (presunta) del figlio, che covava in lui il malessere della omosessualità, sarebbe intervenuta per tempo con adeguati ausili medici.

La parola "frocio" (scusate la volgarità) è entrata nel gergo comune e se dovessimo fare un processo ad ogni parolaccia, i tribunali scoppierebbero.
In quanto alla mamma del bimbo, rifletta, mediti. Ha la nostra piena solidarietà, ma avrebbe dovuto agire prima e non dopo. Nella tragedia e involontariamente, potrebbe avere delle colpe."
E queste sono solo alcune delle strambe teorie di Volpe, per il quale l'omosessualità è un malessere sul quale occorre intervenire con "adeguati ausili medici". Ancor più grave il parere sugli insulti omofobici: dare del "frocio" a qualcuno è un grave sintomo di inciviltà e in un contesto di ostilità e ignoranza certe parole equivalgono alla violenza fisica. La terza considerazione è ovvia, ma Pontifex dovrebbe avere pieno rispetto del dolore di una mamma. Cosa non si fa pur di acquisire visibilità ...

di Marcello Filograsso

Fonte: Gay.tv

Vergogna!!!Nemmeno più il dolore si rispetta!!!

Vi abbraccio
Marco Michele Caserta