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domenica 9 dicembre 2012

Pisa 1979, un documentario sulla prima marcia gay italiana


Il 24 Novembre 1979 si è svolta a Pisa la prima marcia nazionale contro la violenza agli omosessuali. Il corteo ebbe un insperato successo, con centinaia di gay e travestite da tutta Italia, a viso scoperto.
Quella giornata è raccontata da un documentario, realizzato l’anno scorso (e finanziato in parte da Arcigay) in occasione delle celebrazioni del trentennale dal primo corteo del movimento LGBT italiano. Abbiamo intervistato uno dei protagonisti, Andrea Pini.

E’ passato più di un anno dal convegno Pisa ‘79, che ha ricordato i 30 anni dalla prima marcia nazionale contro la violenza sugli omosessuali, Avete fatto il punto su 30 anni di marce dell’orgoglio lgbt…
Abbiamo fortemente voluto un convegno nella stessa città, Pisa, in cui si è svolta la prima marcia gay italiana, perché ci sembra fondamentale ricordare un pezzo della nostra storia, la storia di una giovane e tuttora non troppo solida comunità GLBT, per costruire memoria condivisa, per rafforzare la nostra identità.
È importante far conoscere alle nuove generazioni da dove veniamo, chi siamo stati e quindi chi siamo. Quando nel 1979 si svolse quella marcia, ovviamente il movimento gay italiano era già nato, con il FUORI, l’evento di Sanremo del ’72, la rivista Fuori!, i primi incontri nazionali dei collettivi gay, come quello di Bologna del ’78, la rivista Lambda, il primo gay camping a Capo Rizzuto nell’estate del ’79….
Ma quella manifestazione fu il primo evento nazionale di piazza organizzato dal movimento gay del periodo, fatto da tanti collettivi sparsi lungo lo Stivale e fu una uscita pubblica, a viso scoperto, con la rivendicazione coraggiosa di pari diritti e di rispetto. Ed ebbe l’appoggio del Comune di Pisa, già allora all’avanguardia come istituzione vicina ai cittadini.

E’ vero che avete realizzato un documentario con video inediti di un evento che ha aperto la strada ai pride di oggi?
Sì, nell’ambito del Convegno abbiamo presentato il video, di circa 40 minuti, Pisa 1979-2009. La prima marcia gay 30 anni dopo che ricostruisce l’evento attraverso foto della manifestazione ed interviste a dieci protagonisti che raccontano, e si raccontano, ieri e oggi.
Sono i ventenni di allora che oggi, cinquantenni, testimoniano la loro esperienza pioneristica.

Chi c’era tra i militanti che, negli anni, hanno dato impulso alle battaglie della militanza?
Ad esempio Porpora Marcasciano, che oggi è una delle personalità di spicco del MIT, Gigi Malarodache poi ha fondato il Circolo torinese Maurice, Ciro Cascina che è diventato l’attore più rappresentativo del movimento gay italiano di quegli anni, io stesso che poi sono stato tra i fondatori del Circolo Mario Mieli di Roma…

Che altro c’è di esclusivo nel documentario?
Ad esempio i racconti personali ed emozionanti di quello che ha significato per ciascuno dei testimoni, che arrivavano da Roma, da Napoli, da Torino, da Bologna in ordine sparso, senza sapere bene quello che avrebbero trovato, con la paura di ritrovarsi in quattro gatti… E invece andò benissimo, centinaia di gay e alcune trans a testa alta, attraverso una città a volte incredula, a volte divertita, a volte ostile….

E’ vero che il documentario è stato finanziato, in parte, da Arcigay?
Certo. Il Comitato organizzatore ha scelto con convinzione una linea che abbracciasse il più possibile le diverse realtà collettive italiane, si è rivolto ad Arcigay Pisa e ad Arcigay nazionale, ma anche al Mario Mieli, a Gay.it, e da ciascuno ha ricevuto un contributo. Ma anche altri ci hanno aiutato, sempre con piccole cifre, e nell’insieme siamo riusciti a pagare tutte le spese del convegno e le spese di produzione del video.

Dove è stato proiettato?
Il documentario ha partecipato fuori concorso al 25 Glbt Festival da Sodoma a Hollywood, Torino (Aprile 2010), alla Rassegna di cinema trans Divergenti a Bologna (Maggio 2010), al San Pietroburgo, festival per il gay pride (Giugno 2010) e al Florence Queer Festival di Firenze (Novembre 2010), ma sarebbe a mio parere importante che arrivasse anche nelle città e nelle provincie italiane.
Nel caso qualcuno volesse proiettarlo come deve fare?

Fonte: PIANETAGay

Vi abbraccio
Marco Michele Caserta