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lunedì 3 dicembre 2012

A Parigi la prima moschea gay friendly. L'indirizzo del luogo è tenuto segreto per paura di rappresaglie.

Gay friendly e femminista: nasce a Parigi la prima moschea europea aperta a omosessuali, trans e donne. L'idea è di un giovane franco-algerino gay, Ludovic-Mohamed Zahed, 35 anni, dottorato in antropologia e psicologia, fondatore dell'Associazione degli Omosessuali musulmani di Francia che milita per un "islam aperto".

"Nelle moschee tradizionali le donne devono stare sedute dietro o in salette separate, e indossare il velo, mentre i gay rischiano di essere aggrediti fisicamente o verbalmente - spiega Zahed, che ha sposato il suo compagno prima con una cerimonia civile in Sudafrica e poi con quella religiosa in Francia -. Invece qui le persone potranno venire come sono. I gay musulmani non devono vergognarsi.

L'omosessualità non è condannata da nessuna parte, nè nel Corano nè nella sunna (cioè il sistema comportamentale istituito dalla predicazione di Maometto, ndr.)". E ancora: "Se Maometto fosse in vita sarebbe il primo a celebrare il matrimonio delle coppie omosessuali". Ma avverte: "Questa è una moschea aperta a tutti non una moschea per gay, e non si celebreranno nozze tra omosessuali".

La sala di preghiera si trova nella proprietà privata di un monaco buddista gay che abita nei pressi del parco di Vincennes, alle porte della città, in Val-de-Marne. L'indirizzo del luogo è tenuto segreto per paura di rappresaglie e la prima celebrazione religiosa avrà luogo questa sera e sarà tenuta da un imam membro dell'associazione. L'annuncio postato su facebook è stato subito ritirato a causa di alcuni commenti molto offensivi.

Zahed sogna "un islam sereno, riformato e inclusivo" delle diversità, che accetti il blasfemo perchè "il pensiero critico è essenziale allo sviluppo spirituale". Il suo progetto è riuscire a inaugurare una moschea vera, nel cuore di Parigi, che possa accogliere almeno 300 persone, aperta a tutti, gay, etero e donne, come ne esistono già negli Stati Uniti, in Sudafrica e in Canada.

Le proteste dei responsabili religiosi non si sono fatte attendere. "Non condanno gli omosessuali, siamo in un paese di libertà - ha detto Dalil Boubakeur, rettore della Grande Moschea di Parigi - ma queste pratiche sono formalmente respinte dall'Islam e in contraddizione totale con la lettera del Corano". Per lui, "questo nuovo luogo di preghiera non può pretendere in alcun modo di essere chiamato moschea". E aggiunge: "È impensabile associare la religione all'omosessualità. Le moschee sono già aperte tutti".

"Ci sono musulmani omosessuali ma aprire una moschea per loro è un'aberrazione", dice anche Abdallah Zekri, presidente dell'Osservatorio degli atti islamofobi, sotto l'autorità del consiglio francese del culto musulmano.

Intanto oggi i principali responabili religiosi, tra cui l'arcivescovo di Parigi, Andrè Vingt-Trois, sono stati ricevuti all'Assemblea nazionale per spiegare perchè ebrei, cristiani e musulmani si oppongono al progetto di legge sui matrimoni gay, voluto dal presidente francese, Francois Hollande. 

di Aurora Bergamini / Ansa


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Marco Michele Caserta