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giovedì 8 novembre 2012

«Noi trans non siamo pedofili», Greta racconta la sua storia a Domenica In

LIVORNO - «Tra un’ora lei inizia le lezioni. Mi raccomando: vada vestito da uomo, si presenti come il maestro Fabio ed eviti ogni aczcenno alle interviste che ha fatto sul giornale, al cambiamento di sesso, alla notorietà che ha avuto in tv». 

Gianna Valente, dirigente scolastico del circolo Benci, ha provato fino all’ultimo ad evitare preventivamente qualunque tipo di problema, dopo aver dato l’incarico a Greta Franchini, Fabio all’anagrafe, di una supplenza in una terza classe delle elementari Carlo Bini. E dal suo punto di vista è anche comprensibile. Ma la maestra Greta non poteva tornare indietro dopo aver gridato al mondo la sua voglia di diventare donna, tenuta nascosta per oltre dieci anni. E così ha deciso di disobbedire al direttore didattico e presentarsi come Greta. 
La scelta le ha dato ragione.
«Sono state cinque settimane molto belle»
Racconta al Tirreno mentre si prepara a partire per Roma dove quest’oggi è stata ospite di Domenica In e dove ha raccontato la sua storia a Lorella Cuccarini, nella seconda parte del programma di Rai Uno, quella intitolata “Così è la vita”.
«Quando sono arrivata avevo tante paure - spiega -. Era la prima volta dopo 18 anni di supplenze come maestro che mi presentavo come una donna. E per di più mi sentivo addosso quella conversazione con la direttrice che mi aveva caricata d’ansia. Ma non potevo tornare indietro, anche perché sebbene non mi sia ancora operata, sono comunque un trans, non più un uomo. Ho trovato una classe tremenda ma rispettosissima. Una mattina una bambina di classe mi ha mostrato una collana bianca e una nera e mi ha chiesto quale delle due preferivo, un’altra mi ha fatto i complimenti per il mio rimmel. L’altro giorno invece un’alunna di prima elementare nel corridoio mi ha chiesto se ero un maestro o una maestra. Io gli ho risposto che sono una persona. Sono convinta che abbia capito».
di Giulio Corsi

Fonte: IL TIRRENO