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venerdì 30 novembre 2012

«Doppio libretto per gli studenti trans»

La proposta inviata al rettore da un’associazione padovana, col supporto del rappresentante degli studenti in Senato

PADOVA - Se lui diventa lei (o viceversa), deve avere il diritto di ricevere un secondo libretto universitario, che riporti il suo nuovo nome: è questa la proposta lanciata da «Antéros», neonata associazione padovana per la difesa delle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisex, transgender e intersessuali), con il supporto del rappresentante degli studenti in Senato accademico, Marco Zabai. In una lettera al rettore dell’Università di Padova, Giuseppe Zaccaria, i membri dell’associazione invocano la «piccola soluzione», ovvero la concessione di un nuovo libretto per chi ha deciso di sottoporsi alle cure ormonali per cambiare sesso: il percorso può durare diversi mesi, così come l’attesa per una risposta da parte di tribunale e ufficio anagrafe, chiamati a decretare il cambio di generalità.

Il libretto di «riserva » comporterebbe la restituzione del primo in segreteria studenti, e potrebbe registrare la nuova identità di chi attraversa questo periodo di «transizione» sessuale, in anticipo sui tempi di medicina e burocrazia. La «piccola soluzione», insomma, darebbe ai transgender universitari la possibilità di cambiare il proprio nome anagrafico, per adeguarlo al loro nuovo aspetto esteriore: in Italia, è già stata messa in pratica dall’Università di Torino, dal Politecnico del capoluogo piemontese e dall’Università di Bologna, ed è in corso di discussione anche a Roma e Milano. «Questi Atenei permettono agli studenti transgender di richiedere il cambiamento del proprio nome nel libretto e nei documenti universitari - scrivono i membri di Antéros nella lettera spedita a Zaccaria -. In questo modo, possono frequentare i corsi, rispondere agli appelli e sostenere gli esami senza che la loro privacy venga costantemente violata, e senza sottoporsi a situazioni imbarazzanti e umilianti, che attualmente costringono una buona parte di questi studenti ad abbandonare l’università».

Pochi giorni fa, in piazza delle Erbe, «Antéros» ha commemorato le vittime di violenza transfobica, più di duecento nel solo 2012: 
«In Italia la discriminazione e l’odio non producono solo morti, ma impediscono di vivere, negando alle persone transessuali e transgender il diritto all’autodeterminazione e al lavoro. In un paese che non riesce ad approvare una legge contro l’omofobia, ci sembra fondamentale dare strumenti concreti di lotta alla discriminazione - afferma Marco Zabai, rappresentante degli studenti al Senato accademico -. Se adottato, il doppio libretto per gli studenti in cambio di genere renderà l’Università di Padova un esempio per tutte le istituzioni italiane in materia di diritti». 
E a dicembre, dopo la lettera aperta, potrebbe seguire una proposta formale al Senato accademico.

di Alessandro Macciò