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sabato 14 luglio 2012

Il maestro agli alunni: "Cambio sesso, sarò Greta".

L’annuncio alla scuola materna: mi hanno capito

Fabio in una foto recente (foto Biancamaria Monticelli) LIVORNO — Gli alunni della terza classe della materna di Coteto, quartiere di periferia nella Livorno che non ti aspetti, stravedono per il maestro Fabio. «È bravo, bello ed è buono come la mamma», ha scritto un bambino. E in quelle parole, senza saperlo, ha descritto un capitolo importante della vita del suo insegnante. A settembre il maestro Fabio, premuroso con i suoi bambini come il più affettuoso dei babbi, diventerà la maestra Greta.
«Sì, dopo una vita vissuta come una crisalide in un’identità non mia — dice Fabio Franchini, 46 anni, laureato Isef, per tre volte campione di pattinaggio e insegnante supplente alle elementari e oggi alle materne — ho deciso di cambiare sesso. Mi farò operare a Pisa.

Da maestro a maestra, la scelta di Fabio
Foto di Biancamaria MonticelliFoto di Biancamaria MonticelliFoto di Biancamaria MonticelliFoto di Biancamaria Monticelli

Fabio durante una gara di pattinaggio artistico, di cui è stato campione. Ho iniziato a prendere ormoni, tra poco farò un intervento per impiantare protesi al seno e a fine estate, finalmente, la fine di questo percorso. Avrei voluto cambiare sesso dodici anni fa, ma i miei genitori non erano d’accordo e io non ero pronto. Allora decisi di continuare a vivere nel mio bozzolo sbagliato». Fabio è una persona coraggiosa, dicono gli amici, un mix di gentilezza e rettitudine, professionalità e sensibilità. Cambiare sesso è sempre una scelta personale. Ma per un insegnante degno di questo nome una delle cose più importati sono i suoi alunni e anche i genitori di questi bambini. Così, un giorno, ha iniziato a raccontare tutto alle mamme. Temeva che il pregiudizio lo annientasse e potesse, ancora una volta, ritardare quel «passaggio » da un sé maschile a un sé femminile. «E invece sono state splendide — racconta — mi hanno aiutato, mi hanno detto che loro guardano nell’anima delle persone e che la mia era chiara e splendente ». Fabio si è commosso e si è ricordato quando, da bambino, collezionava bambole. Ne aveva 44, le amava e le curava come oggi fa con i bambini. Ma erano tempi bui, anche nella tollerante Livorno. E un giorno il suo babbo, orgoglioso di quel figlio campione nazionale di pattinaggio dal fisico atletico, le gettò nel cassonetto.

I dirigenti scolastici non sembrano fare barricate. Però vogliono capire se i bambini avranno un impatto in questo cambiamento. «Nulla da dire sulla scelta personale di questo insegnante tra l’altro giudicato da tutti di valore — dice Elisa Amato, provveditore di Livorno — i bambini però sono molto piccoli e spero possano capire». Sarà un problema per quei bambini? «Assolutamente no per il fatto in sé — spiega Paolo Fuligni, psicologo e psicoterapeuta — semmai i problemi possono essere generati come riflesso dalle reazioni scomposte degli adulti». Ieri il maestro Fabio ha ricevuto tanti messaggi. E alcuni già come maestra Greta. Il più emozionante è stato quello di Bianca, la mamma di uno degli alunni. «Ho avuto la conferma di quello che pensavo. Lei è una persona meravigliosa, le mando tutto il mio affetto e la mia ammirazione, un appoggio e un bacio grande e un abbraccio forte anche da mio figlio Michelino e dal suo babbo. Benvenuta, Greta».

di Marco Gasperetti


Vi abbraccio
Marco Michele Caserta