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mercoledì 27 giugno 2012

“Abortire un bimbo gay è un atto di fede”: il gruppo Facebook che sta facendo discutere

“Abortire un gay è un atto di fede”. E’ questo il nome di un gruppo Facebook che da diverse ore sta facendo discutere il popolo del web! “Abortire un futuro sodomita – si legge in questa pagina Facebook, che riporta in copertina l’immagine di Papa Ratzinger insieme ad alcuni bambini – non è peccato ma è il male minore. Abortire un futuro sodomita è un dovere morale”. Frasi destinate a far discutere quelle pubblicate dai creatori di questo ennesimo gruppo omofobo.
“I nuovi studi – si legge – hanno al mondo mostrato come l’omosessualità sia dovuta ad un gene e che questo gene sia identificabile a partire dalla settima settimana di gestazione. La Chiesa è ferma nella sua nuova posizione: non è peccato abortire un figlio gay. Anzi, è più grave tenerlo con sé e farlo crescere come se fosse normale”.
Una pagina che desta a dir poco scalpore, contro la quale si sono già scagliate non solo leassociazioni lgbt, ma anche tutti coloro che – siano essi etero, gay o transessuali – hanno a cuore il rispetto per i diritti della comunità lgbt.
All’interno del gruppo vengono riportati studi pseudoscientifici che dimostrerebbero che l’omosessualità è una malattia, o che si tratterebbe comunque di una “condizione” che porterebbe malattie.
“Estirpando questo cancro alla radice cari amici, solo così potremmo dire addio a tante malattie che colpiscono anche noi normali, causate da questi sodomiti satanici. – si legge sulla sconvolgente pagina Facebook, presente sul web dal 2 Febbraio scorso – Dite NO all’omosessualità ad principium. Liberatevi del male che il diavolo vi sta facendo covare donne. Noi vi aiuteremo senza giudicarvi, con la Sua benedizione, Amen”.
A denunciare tale gruppo alla Polizia Postale pare sia stata la deputata del PD Paola Concia, che – insieme all’avvocato Daniele Stoppello – ha fatto notare che in questo caso sarebbero “ravvisabili gli estremi del reato di abuso della credulità popolare – articolo 661 del codice penale – laddove si cerca di ingannare la gente rappresentando ipotesi scientificamente false e del tutto infondate, sfruttando ignoranza e suggestione. Non bisogna poi sottovalutare il fatto che, a partire da queste ipotesi, c’è anche una istigazione pubblica all’aborto”.
“Trovo semplicemente allucinanti le parole contenute in questa pagina, fuori da qualsiasi discussione civile – dichiara giustamente Anna Paola Concia – In questi casi, di fronte a queste affermazioni, mi metto sempre nei panni dei giovani ragazzi omosessuali, costretti a leggere queste cose. Mi chiedo cosa ne pensino di queste frasi i cattolici contrari all’aborto. Sono d’accordo con questo tipo di aborto?”.
Non ci resta che attendere un doveroso chiarimento da parte dei cattolici!