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martedì 22 maggio 2012

Un servizio di supporto psicologico ai gay, finanziato dall'Asl, propone "Terapie Riparative"

Si chiama Amico Segreto e a prima vista parrebbe uno dei tanti servizi telefonici di supporto psicologico offerto a gay e lesbiche. A gestirlo, però, è la cattolica Agapo (Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali), finanziata dai fondi pubblici dell'Asl di Milano.

Il Sito Vice.com ha provato ad investigare sull'operato del servizio, scoprendo dei particolari a dir poco allarmanti. Primo fra tutti, il fatto che agli utenti vengano proposte anche le cosiddette terapie riparative di Nicolosi, screditate dall'Ordine degli Psicologi ma tanto care a chi vuole tentare di considerare l'omosessualità come una patologia da curare.

In un'intervista effettuata proprio da Vice.com, un'operatore del servizio avrebbe spiegato che per loro non è un problema proporre quelle terapie dato che «Le argomentazioni dell'Ordine sono vergognose, non rispecchiano in alcun modo quella che è la vera terapia riparativa. Si tratta di un conformismo accademico all'insegna dell'anticonformismo di massa». Insomma, che che ne dica la scienza ufficiale, loro non si farebbero problemi a proporre con soldi pubblici delle terapie giudicare dannose dagli organi competenti.

Nell'intervista l'operatore non manca di lanciare critiche anche all'Arcigay, sostenendoche «Chi aderisce ad Arcigay fa una scelta di attrazione omo-erotica spesso di carattere socio-politico. C'è chi decide di vivere diversamente. Scegliere l'opzione gay non vuol dire ostentarla a tutti i costi. Negli ambienti religiosi ci sono tantissime persone che cercano di vivere la propria omosessualità in modo casto e il più delle volte sono più felici così».

Oltre a sostenere che la castità possa rendere felice, l'operatore si scaglia anche contro il coming out: «La libertà sessuale ha reso più facile fare outing, anche quando non ce n'era bisogno. Non occorre essere trasparenti, non sempre. Rendere evidente a tutti i costi una cosa personale è una pretesa totalitaria». Il tutto in barba agli studi scientifici ufficiali che hanno dimostrato come il coming out possa portare ad un miglioramento della salute psichica e fisica.

Non solo. L'operatore intervistato avrebbe preso le difese degli omofobi, sostenendo che «L'eterosessuale in genere non ha problemi con l'omosessuale, non a distanza. Quando i due si avvicinano le cose cambiano. Non è omofobia, quando l'etero si immedesima nell'immagine dell'omo, c'è rigetto. Fa parte dell'uomo ed è così da millenni. Si tratta di semplice difesa, soprattutto in termini maschili. Vale anche per i più progressisti. Il rigetto è una reazione spontanea, succede a tutti». Nel casi di familiari, invece, sul loro sito viene offerta una preghiera pensata per aiutare i genitori a sopportare quella che loro definiscono «la sofferenza di avere un figlio gay».

E per le famiglie gay? «Una famiglia gay non è mai esistita, in nessuna civiltà -prosegue l'intervista- La rivendicazione politica esiste da vent'anni. Se la famiglia gay vuole il suo riconoscimento si deve dimostrare come tale, diventando un fenomeno tipico delle relazioni gay, e da questo siamo molto lontani. I matrimoni non sono stati creati dall'alto, il matrimonio naturale è venuto prima della legge, mentre qui la richiesta vuole un riconoscimento a priori. Il problema poi è un altro: esistono rapporti omosessuali stabili ed esclusivi? Abbiamo esaminato una trentina di persone, appartenenti alla classe media, e non abbiamo trovato neanche una relazione di questo tipo». Il motivo? «Gli omosessuali spesso vorrebbero una relazione esclusiva ma non sono in grado di averla».

Di per sé è evidente la gravità nel presentare simili teorie a dei ragazzi che faticano ad accettare sé stessi, ma lo è ancor di più se si pensa che questo servizio di "propaganda" viene finanziato con soldi pubblici. La speranza è che gli organi competenti approfondiscano l'operato del servizio e, se quanto appare dovesse essere confermato, prendano provvedimenti duri nei loro confronti per fermare questa vergogna.


Fonte: GayBurg

Vi abbraccio
Marco Michele Caserta