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sabato 14 gennaio 2012

“Il mio nome non era più Eric, ma finocchio”

Si suicida uno dei ragazzi che aveva partecipato al progetto It Gets Better

Eric James Borges era un ragazzo di 19 anni che in qualche modo ce l’aveva fatta a superare i suoi problemi, o meglio, i problemi che la società gli aveva gettato addosso: difficile vivere nelle scuole americane dopo aver fatto Coming Out, aver confessato la propria omosessualità. Nel video che aveva registrato per il Progetto It Gets Better (come fece pure il piccolo Jamey Rodemeyer), Campagna per “dare alla gioventù omosessuale speranza e futuro”, aveva raccontato tutte le difficoltà da lui superate che, alla fine, lo convincevano a dire: “Ragazzi, andrà meglio”.

IT GETS BETTER – Purtroppo, non ce l’ha fatta, e si è suicidato ieri. Così parlava nel suo video.

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“Sono stato cresciuto in una famiglia molto religiosa”, diceva Eric. “Sono stato fisicamente, mentalmente, emozionalmente e verbalmente assalito ogni giorno per l’orientamento sessuale che dimostravo. Il mio nome non era più Eric, ma “finocchio”. Mia madre ha fatto un esorcismo per tentare di curarmi dalla mia omosessualità, prima di cacciarmi da casa”, raccontava Eric, che alla fine però era riuscito a trovare un modo per andare avanti.

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KEEP WRITING, KEEP DREAMING – Era diventato Attivista presso il Progetto Trevor, una Campagna di Sensibilizzazione che mirava a proteggere e prevenire proprio i suicidi fra gli adolescenti gay, ed era diventato istruttore supplente presso il College delle Sequoie, un’università pubblica americana di buon livello; intanto, si dilettava di filmmaking. “L’avevo conosciuto poco, ma mi sembrava un giovane a posto. Mi dispiace, ora non lo conoscerò mai più”, scrive un Blog LGBT. Ecco uno dei cortometraggi girati da Eric, il cui motto, sintetizzato dal suo profilo Facebook, era “Keep writing, keep dreaming”.

Fonte: Giornalettismo
Vi abbraccio
Marco Michele Caserta