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sabato 26 novembre 2011

Mostra Trans. Gandolfi (IdV): “Polemiche da bacchettoni del medioevo per la foto del 1860 “ermafrodita” di Nadar”.

COMUNICATO STAMPA

“Le polemiche che sono scaturite in Zona 2 relative alla Mostra sulla storia del transessualismo “Dal Mito alla Realtà” sono roba da bacchettoni del medioevo.”

E’ quanto afferma il Capogruppo di Italia dei Valori in Provincia di Milano Luca Gandolfi, dopo essersi recato venerdì pomeriggio a visitare personalmente la Mostra prodotta dal MIT (Movimento Identità Transessuale) e promossa da ALA Milano e Sportello Trans ALA Milano presso il centro civico di Viale Zara 100 a Milano (dal 22 al 26 novembre), dopo aver presentato una mozione per chiedere che una volta terminata in Zona 2 venga riproposta in Provincia mettendo a disposizione gli spazi e i pannelli, ma senza erogazione di fondi.

“Una Mostra con 39 immagini tra foto, riproduzioni, stampe e disegni – spiega Gandolfi – che ripercorrono la storia del transessualismo. Immagini che si trovano nel corridoio di una ex scuola ora divenuta centro civico con uffici, una biblioteca e il Consiglio di Zona 2. Quindi nessuna promiscuità con gli studenti, come qualcuno ci voleva far credere. La scuola primaria di primo grado c’è, ma è l’edificio accanto al centro civico.”

“Polemiche incomprensibili se si visita la Mostra. Chi si aspetta di vedere immagini scabrose o trasgressive rimarrà deluso. Mentre passavo da una immagine all’altra – racconta Gandolfi – mi chiedevo dove fosse il problema. Poi mi viene incontro Antonia Monopoli, dell’Associazione Ala Milano Onlus che ha organizzato l’evento, alla quale chiedo dove sia l’immagine che ha provocato le polemiche. Mi spiega che l’ha tolta dai pannelli, ma la va a prendere e me la Mostra.”

Foto T* Incriminata
Foto "Incriminata"
Vietata la Riproduzione
“Quando vedo la foto – continua Gandolfi – mi viene da ridere: è la riproduzione di una foto del 1860 “L’ermafrodita” di Gaspard Felix Tournachon, più noto col nome d’arte di Nadar, uno dei padri della fotografia mondiale. L’immagine raffigura l’ermafrodita durante una visita medica. Tutto qui? Si, tutto qui. Ma dove siamo finiti? Dov’è la libertà di espressione garantita dalla nostra Costituzione e, ancora di più, quella degli artisti di comunicare nei modi che scaturiscono dalla loro creatività. Perché censurare la foto? Perché indurre gli organizzatori a nasconderla sotto un telo? Queste polemiche sono figlie dell’ignoranza e di un bacchettonismo da medioevo.”

Conclude poi Gandolfi: “Sono sempre più convinto che sia giusto chiedere che la Mostra trovi anche altri luoghi dove poter proseguire il suo percorso culturale ed educativo contro il pregiudizio, per cercare di aprire quelle menti che, ancora oggi, sembrano rattrappite su preconcetti arcaici. Che sia la Provincia, come chiede la mozione presentata da IdV, oppure il Comune o le altre Zone di Milano, va tutto bene, purché si restituisca quella libertà di espressione artistica che non può accettare censure o veli. La cultura è la nostra arma contro il pregiudizio.”