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sabato 1 ottobre 2011

HIV: UN NUOVO VACCINO DECLASSA IL VIRUS AD UN HERPES

I risultati dello studio condotto dimostrano che i soggetti hanno sviluppato una risposta immunitaria pari al 90%

29.09.2011. Nuove speranze si scorgono all'orizzonte per la sindrome da immunodeficienza acquisita, che ha segnato una tragica pagina nella storia delle patologie dell'ultimo trentennio.
È da più di venti anni, infatti, che i ricercatori e gli studiosi cercano un vaccino che riesca a sconfiggere del tutto il virus, o almeno ad arginarlo per evitare il grandissimo tasso di mortalità che ingloba i malati nella sua spirale. Quello che un'equipe di studiosi spagnoli ha sperimentato nell'ultimo periodo lascia buone speranze in merito ad una definitiva svolta nel campo della cura e delle terapie riguardanti il virus dell'HIV.

I ricercatori del Centro Nazionale di Biotecnologie madrileno, guidati da Mariano Esteban, hanno infatti sviluppato in collaborazione con l'Hospital Clinic di Barcellona un nuovo vaccino (l'MVA-B) che potrebbe declassare il virus dell'HIV ad un'infezione cronica minore pari al semplice virus dell'herpes o al virus che provoca l'epatite C. Il vaccino, che rientra tutt'ora in una fase assolutamente sperimentale, sembra regalare numerose aspettative ai pazienti che soffrono di AIDS: esso prometteva già bene sia al momento delle prime ricerche nel 1999, sia quando si era iniziato a sperimentarlo nel 2008 su topi e macachi che soffrivano di immunodeficienza. Tuttavia, rispetto alle ricerche condotte anni prima, sembra che ora possa essere utilizzabile a più ampio spettro e con più possibilità di riuscita: infatti, nella fase preliminare 1, i risultati dello studio condotto su 24 volontari hanno dimostrato che i soggetti avrebbero sviluppato una risposta immunitaria pari al 90%, di cui l'85% manteneva la risposta per un periodo pari a circa un anno. I risultati del vaccino, inoltre, hanno coinvolto anche la sfera della produzione dei microrganismi deputati al riconoscimento del virus e alla sua sconfitta, ovvero i linfociti T e B, decretando un loro aumento medio del 55% circa. I ricercatori ci tengono a specificare che il vaccino deve ancora essere testato nelle fasi 2 e 3 su pazienti che soffrono di HIV e che non distrugge il virus, ma lo tiene sotto controllo permettendo che il sistema immunitario disattivi l'infezione sconfiggendo le cellule infette.
di Alice Manza



Vi abbraccio

Marco Michele Caserta