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mercoledì 14 settembre 2011

Bambino maschio vuole cambiare sesso: i genitori lo accettano come femmina

Stati Uniti, stato dell’Ohio, Jack ha solo 10 anni, ma è già in crisi per la sua Identità di Genere. Anzi, a sentire la mamma, che ha raccontato la sua esperienza attraverso l’Huffington Post, Jack ha cominciato ad essere a disagio per la sua mascolinità all’età di 18 mesi. La natura lo ha fatto esternamente maschio, ma gli attributi maschili non bastano a far sentire il bambino un maschietto.
Anzi, Jack si riconosce di più in una identità femminile, come la sua sorellina più grande, alla quale ha confidato di volerdiventare una femmina. Fin da piccolissimo ha cominciato ad assumere atteggiamenti femminili, a giocare con le bambole, ma anche a vestirsi con vestitini rosa ornati di lustrini. Ora che ha 10 anni dichiara chiaramente di desiderare di essere una femmina. I genitori non hanno mai opposto nessuna resistenza agli atteggiamenti e poi ai desideri del figlio, anzi, hanno già cominciato a considerarlo la loro seconda bambina e a chiamarla Jackie. La decisione dei genitori del bambino che si sente femmina non è stata accolta all’unanimità nel contesto sociale in cui si svolge la vicenda: la realtà rurale del paese in cui vive la famiglia non aiuta a prendere decisioni così coraggiose.
Anche il nonno si è dichiarato contrario all’assecondare i desideri di un individuo in così tenera età da non poter essere in grado, secondo lui, di assumersi la responsabilità di una decisione che condizionerà tutta la sua esistenza futura.

Jackie
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Ma questa notizia, venuta alla ribalta dai media, è solo la punta di un iceberg. I casi riconosciuti di bambini transgender negli stati Uniti sembra non siano così isolati, e le istituzioni stanno adattandosi a questo fenomeno offrendo assistenza specifica ai bambini che vogliono cambiare sesso. È nata così anche la Trasgender Youth Clinic, all’interno dell’ospedale per l’infanzia di Los Angeles, considerata uno dei migliori centri specializzati nelle problematiche dell’identità sessuale dei bambini. La clinica è diretta dalla Dottoressa Johanna Olson, che dichiara di aver trattato in clinica circa 600 casi. Certo, l’attività di questi centri specialistici è appena all’inizio, ma è già chiara la filosofia che li guida: lasciare liberi i bambini di seguire la loro strada. Offrire sostegno al bambino che non si riconosce nel genere sessuale in cui è nato, imparare ad accettarlo e amarlo, ed aiutarlo, anche grazie all’assistenza dei suddetti centri specializzati per i bambini transgender. (Foto: twylah.com)



Vi abbraccio

Marco Michele Caserta