ciao

mercoledì 28 settembre 2011

1 OTTOBRE 2011: STOP 2012!

Stp Stop Trans Pathologitation 2012
SABATO 1 OTTOBRE 2011 GIORNATA INTERNAZIONALE 
PER LA DEPATOLOGIZZAZIONE DEL TRANSESSUALISMO 
Pride Box
Lottare per depatologizzare il transessualismo significa lottare per i diritti di tutte e tutti, rigettare l'idea di "malato", affermare le nostre identità fuori da ogni manuale diagnostico!
PER L'AUTODETERMINAZIONE DI TRANS, LESBICHE, GAY, INTERSEX, BI, QUEER!

Dalle ore 17 a largo Goldoni, via del corso: pomeriggio di inform\azione
PRIDE BOX..PRIDE TUTTO L'ANNO!

Ottobre Trans 2011
Guarda il Video
Con il termine “Psichiatrizzazione” intendiamo la consuetudine di definire e curare la transessualità come disturbo mentale. Ci riferiamo anche alla considerazione di identità e corpi “non a norma” (quelli al di fuori della suddivisione dominante) come corpi e identità patologici. La psichiatrizzazione da' di fatto alle istituzioni medico-psichiatriche il controllo delle nostre identità di genere. La pratica corrente di queste istituzioni, motivate da interessi di stato, religiosi, economici e politici, riflette e riproduce il binomio maschio/femmina, spacciando questa posizione per quella “vera” e naturale. Questo binomio suppone la sola esistenza di due corpi (maschio o femmina) e associa un determinato comportamento a ciascuno di essi (maschile o femminile). Allo stesso tempo ha tradizionalmente considerato l’eterosessualità come l’unica possibile relazione tra i due. Quei corpi che non corrispondono anatomicamente all’attuale classificazione medica occidentale, vengono definiti “intersessuati” – condizione di per se già considerata una patologia.

Non intendiamo sottostare a nessuna etichetta o definizione impostaci dalle istituzioni mediche.

La patologizzazione della transessualità come “Disturbo dell'Identità di Genere” è un tentativo gravissimo di controllo e normalizzazione.
• Ritiro della transessualità da tutti i manuali diagnostici. 
• Diritto di cambiare nome e sesso sui documenti ufficiali senza doversi
sottoporre a valutazione medica o psichiatrica.
Lo Stato non deve avere nessuna giurisdizione sui nostri nomi, corpi o identità. 
• Prendiamo qui spunto dal movimento femminista nella sua lotta per il diritto all’aborto e al      proprio corpo: chiediamo il diritto di decidere liberamente se vogliamo oppure no modificare il nostro corpo. Chiediamo il diritto di proseguire nella nostra decisione senza impedimenti burocratici, politici o economici, né alcun altro tipo di coercizione medica. 
• Finiscano gli interventi chirurgici sugli infanti intersessuati.
Il Sito della Campagna Internazionale: