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domenica 17 luglio 2011

Omofobia. Alexandre Thomé Ivo Rajão, ad un anno dalla morte: "Le confessioni di una madre".


Una storia di omofobia...

Voglio dire che non esiste dimensione che la mie parole non possano raggiungere e non ho intenzione di rimanere in silenzio. Dopo, spero di essere in grado di spiegare in qualche modo quello che sto veramente vivendo, sentendo e lottando per la giustizia di Alexandre, per la nostra famiglia e le persone della nostra classe sociale, in modo da non smettere di credere che la giustizia sia per tutti, prendendo coscienza del fatto che, in quanto società, dobbiamo fare la nostra parte. Ora spero che le mie parole facciano capire che intolleranza, pregiudizio e mancanza di rispetto uccidono giorno dopo giorno e l'omofobia lacera le persone e le loro famiglie.


Alexandre Thomé Ivo Rajão 
1996 – 2010
(file personali)
Ho dato inizio alla mia famiglia a 23 anni, in seguito è nata la mia primogenita Paula (17 anni) e un anno mezzo dopo è arrivato Alexandre (14 anni); il mio matrimonio è durato un breve periodo di tempo, poi sono ritornata a casa dei miei genitori e ho continuato la mia vita con loro e i miei figli (tutti cresciuti in una struttura famigliare di classe media, con tutto quello che potevo ed ero in grado di fornire loro). Per quanto riguarda l'affetto, non è mai mancato nella nostra vita, ancor più che i miei figli riempivano la nostra vita di gioia e Alexandre era il ragazzo di casa, molto protetto da sua sorella e dalla nonna; ha sempre richiamato l'attenzione perché era molto bello ed intelligente e non era intimidito di partecipare a qualsiasi questione. A causa della mia separazione, ed essendo io la figlia più giovane, tutta la mia famiglia abbracciò i miei figli con molto più amore, complicità e responsabilità.


Foto ricordo di Alexandre
(File personali)
Di fatto la scorsa settimana, per l'esattezza il 29/03/2011, mi sono resa conto che in udienza non è successo quello che si pensava venisse preso in considerazione sulla questione dell'orientamento sessuale di Alexandre e credo, per quello che so di Alexandre, che lui forse sapeva o era preoccupato di questo problema per il semplice fatto che stava entrando nella fase di scoperta. Quanto al fatto se amare o non amare mio figlio per il suo orientamento sessuale: 
"Non sarebbe mai andato via dalla mia mente e neanche dal mio cuore". 
Non sarebbe stato facile, non è una situazione facile da gestire, anche se la situazione lo avrebbe portato o meno a molti momenti di auto-affermazione di sé; come genitori, abbiamo paura per i nostri bambini e che possano soffrire ma, nel mio caso in particolare, a mio figlio non è stata data nemmeno questa opzione...lo condannarono a morte.

La nostra famiglia crede nel contesto della parola VALORE, poi siamo abbastanza eclettici nei contesti RELIGIOSI (cattolici, evangelici e spiritualisti), nei contesti di RAZZA (nera, portoghese e italiana) e  nell'ambito sessuale (omosessuale ed eterosessuale);  allora, non potrei non educarli senza rispettare la diversità, viviamo in Brasile e dobbiamo educare i nostri figli a crescere con questa consapevolezza e soprattutto a renderli consapevoli sul significato del rispetto per gli esseri umani.


I tre ragazzi sospettati di aver ucciso Alexandre
Non ero a conoscenza di crimini motivati da omofobia (crimini d'odio). Non ero a conoscenza delle raffinatezze di crudeltà che un individuo, con le proprie mani e motivati dall'omofobia, può esercitare su un altro essere umano, ne tanto meno accettare ciò che porta un individuo a commettere un tale crimine. Nel mio caso, Alexandre è stato rapito, torturato fisicamente e psicologicamente, è stato torturato per circa tre ore e ciò l'abbiamo saputo attraverso il medico legale che dice avrebbe lottato per la sua vita, ma in una lotta ineguale con tre uomini di dimensione fisica superiore alla sua (23 anni).

Mi chiedo come mio figlio abbia pregato per la sua vita, come abbia chiesto di non fare tanta violenza contro di lui; era un ragazzino tranquillo, aveva paura della violenza e ha sofferto nella sua interezza.

In realtà la mia lotta è cominciata quando ho appreso della morte di Alexandre, principalmente perchè la polizia iniziasse a lavorare al caso e mi portasse i fatti reali e poi quando mi hanno detto la vera motivazione dell'omicidio di mio figlio che non potevo nascondere...sarebbe come uccidere Alexandre di nuovo; non nascondo e non ho paura o vergogna di parlarne, anzi, la gente deve capire che i crimini come questo possono capitare a chiunque. Mio figlio non è stato ucciso in comunità, è stato assassinato da individui della classe media che hanno accesso agli Avvocati...dobbiamo svegliarci e fare rumore, quindi farò GIUSTIZIA per il caso di Alexandre Ivo. Purtroppo, in attesa del processo, gli assassini sono in piena libertà perché il nostro codice penale favorisce solo chi commette il reato e non la vittima; non risponderanno del reato di omofobia perché il senato del nostro paese è composto da fondamentalisti religiosi, purtroppo collocati lì grazie ad una parte della nostra società.


Alessandro Ivo e Angelica, figlio e madre separati dall'odio e l'intolleranza di tre ragazzi
 (file personali)
Io in realtà non ho avuto l'opportunità di relazionarmi con altri genitori ma, da quando mi sono imbattuta in alcuni giovani, mi considerano la Madre LGBT. Come ho detto, non sarà più facile perchè noi renderemo la situazione più difficoltosa; dobbiamo tenere i nostri figli lontani dalla violenza, includendo anche la nostra casa. Rispetta e con certezza sarai rispettato, parla, impara ad ascoltare e ad apprezzare la diversità...sarà così naturale.
"Come avrei voluto avere questa opportunità con mio figlio, omosessuale o no, ed essere qui oggi con lui tra le mie braccia..."

Infine voglio dire che tutti i cittadini hanno l'obbligo di rispettare la diversità di ciascuno e di inserirsi in essa. La lotta è per il rispetto della vita, oggi l'omofobia uccide e Alexandre Ivo raffigura letteralmente tutto questo, a dimostrarlo ci rimane solo questa domanda senza risposta:
"Oggi avrebbe cosi importanza sapere se Alexandre fosse o meno a conoscenza del suo orientamento sessuale?"
Questo non lo sapremo mai perché lui non è più presente.

Grazie!

Per la criminalizzazione dell'omofobia!
Per la vita, per la pace, tortura e impunità mai più!

Angelica Ivo
(Madre di Alexandre Thomé Ivo Rajão)


Tradotto da me

E SE QUEL BAMBINO FOSSE TUO FIGLIO?

Un bambino, 14 anni. E SE QUEL BAMBINO FOSSE TUO FIGLIO? che credeva di vivere in un mondo diverso ed è stato ucciso all'alba del 21 Giugno 2010 a São Gonçalo - RJ ... Un atto vile di omofobia...che si ripete ogni giorno in tutto il mondo.
Alexandre Ivo Thome Raja credeva in tutte le pubblicità, in tutti i romanzi  e in ogni film che gli mostrava che il mondo era diverso.
Egli credeva nel potere delle sfilate dell'orgoglio gay in tutto il mondo ... credeva di poter essere felice e di essere esattamente chi era ...
Ma non era vero ...
Alexandre non si rese conto che il rispetto, la tolleranza e la diversità sono solo belle parole usate per vendere film, musica e una moltitudine di prodotti e servizi che funzionano solo nel mondo della fantasia e della pubblicità.
Alexandre è stato vittima di tutti noi ... che alimentiamo, direttamente e indirettamente, molti omofobi che ci circondano ogni giorno.
Alimentiamo l'omofobia, con battute, con gesti e con l'intenzione ...
Alimentiamo l'omofobia quando non riusciamo a fare un movimento serio ... quando trasformiamo la mobilitazione di migliaia di persone in centinaia di città in quasi tutto il mondo in un gigantesco carnevale senza senso.
Quello che Alexandre non sapeva era che non aveva diritto di esercitare pienamente la propria cittadinanza.
Il mondo senza Alexandre sarà triste ... ricorderò ogni giorno che il ragazzo che ha fatto tutto quello che io non ho il coraggio di fare ... è morto.
E 'morto per causa mia ... morto per colpa di tutti coloro che sono stati in silenzio davanti all' OMOFOBIA MONDIALE ...
Quando staremo guardando un programma umoristico, ricordiamo che la battuta senza malizia toglie il diritto a migliaia di persone di esercitare la propria cittadinanza IN pieno, che gli scherzi senza conseguenze alimentano l'odio e il disprezzo delle persone, come di coloro che hanno ucciso Alexandre ... e che uccideranno molti altri ancora.
E' tempo che i sacerdoti, pastori, insegnanti, attori, registi, giornalisti...si rendano conto che l'odio seminato nei cuori delle persone malate ... alimenta OMOFOBIA tutti i giorni ...
Vanessa Mazza

Fonte: http://www.vanessamazza.org/2011/07/e-se-quel-bambino-fosse-tuo-figlio_15.html

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta