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giovedì 23 giugno 2011

Trans, Slow food, antagonisti e tute blu L'insolita mappa del popolo orange

NAPOLI — Nessuno ricorda lo struscio della Iervolino. 
Invece de Magistris lo incontri in strada un giorno sì e uno no. «Giggì vir' e fa’ ’e ccose bbone» gli urla un ragazzo coi capelli rossi in piazza Carità. Il sindaco sorride. La politica dal basso, anche in senso pianamente «on the road», ha pagato. È il credo del popolo orange, catapulta dell'ex pm verso palazzo San Giacomo. Arancioni sono parecchie anime cittadine, portatrici di interessi diversissimi, e che comunque non gli hanno firmato una cambiale in bianco. I trans per esempio.
«Ho fatto un campagna sfegatata per Luigi: su Facebook l’ho fatta "nera". Ho martellato fino alla noia mamme, fratelli e sorelle delle 300 associate» ricorda Loredana Rossi, presidente di Atn, associazione che dal 2007 riunisce le transessuali e transgender napoletane. Loro, più dei consessi ufficiali gay e lesbo cittadini, hanno promosso de Magistris sin dall’inizio. Perché? 

«Mi colpì ciò che disse a un incontro. Gli feci presente che le trans sono costrette a prostituirsi perché per pregiudizio nessuno offre opportunità. Rispose che la Costituzione riconosce il diritto al lavoro a tutti i cittadini e ogni discriminazione va abbattuta». Non a caso l’ex eurodeputato ha tirato in ballo il mondo trans alla presentazione della giunta , osservando: «Quote rosa? Non ci sono solo donne e uomini ma anche altri…». Loredana è di sinistra, «la destra non ci considera affatto, ho promosso una sfegatata campagna anti-Lettieri, quasi terrorizzando — ride — le mie associate sull’idea di un sindaco Pdl». Per De Luca, candidato del centrosinistra alle regionali non vi mobilitaste così. «No, infatti. Ma per Luigi sì. È un Masaniello, ha una carica da napoletano verace».

CUCINA E POLITICA - La google-map arancione piazza bandierine inconsuete. Sugli orti urbani di Posillipo incoraggiati da Slow Food. Buona cucina e politica? «Assolutamente. E de Magistris, a cui chiediamo proprio di sviluppare la filosofia degli orti in piena città, incarna in senso politico il nostro motto "Buono pulito e giusto"» chiarisce Pino Manadarano, medico, responsabile su Napoli dell’associazione fondata da Carlo Petrini. Slow Food vuole accorciare la filiera tra prodotti e consumatori «laddove il programma del sindaco è dimezzare la distanza tra cittadini e istituzioni. C’è assonanza: si tratta sempre di scelte, politiche o alimentari, che comportano cittadinanza attiva e partecipazione».

GLI ANTAGONISTI - Dalla politica a chilometro zero alle stanze tappezzate da stelle rosse e Che Guevara (e Maradona) del centro sociale Insurgencia ai Colli Aminei. Antonio Musella, storico attivista, ricorda una data sul calendario: «Luglio 2010: a Santa Maria la Nova tenemmo un’iniziativa con Margrete Auken eurodeputata dei Verdi, sul piano alternativo per i rifiuti». De Magistris vi partecipò. «Saresti il nostro sindaco ideale gli dicemmo dopo l’intervento. Da quel momento abbiamo mantenuto un costante confronto politico». Insurgencia non s’è limitata all’appoggio «esterno». È presente in consiglio comunale con Pietro Rinaldi (Napoli è tua) e alla VIII municipalità con Ivo Poggiani. «Sulla scelta di Narducci abbiamo abbondantemente dissentito, ma il giudizio sul resto della giunta è buono». Conclusione rivoluzionaria per gli antagonisti, teorici del non voto a tutte le latitudini.

GRILLINI DEFILATI - Fuori fuoco in questo contesto restano i grillini, i giovani del Movimento 5 Stelle, reduci da un mezzo flop (un solo consigliere municipale al Vomero) ma fautori di istanze molto simili, come acqua pubblica e rifiuti zero. Beppe Grillo litigò con de Magistris e dipinse Milano città di «Pisapippa»: la sua posizione è chiara. E i seguaci partenopei? Coerenti. Quindi nessun peana (ufficiale) da cantare al neosindaco. Secondo Musella però i grillini peccherebbero «nell’incapacità di costruire modelli alternativi. La loro visione antipolitica spesso sfocia nel qualunquismo».

I METALMECCANICI - La roulette orange prosegue il giro e si ferma sul rosso. Rosso Fiom. Il sindacato delle tute blu, in frizione, diciamo così, con la casa madre Cgil su Pomigliano, ha supportato dalla prima ora l’ex magistrato. Lo conferma Maurizio Mascoli, segretario regionale: «Molti dirigenti e delegati lo hanno sostenuto. Si sono susseguiti incontri alla Alenia, alla Ansaldo, alla Whirpool. Ci è parso l’unico che segna una reale discontinutà col passato». Gli spicchi di questa composita cocozza politica ci credono e in questi giorni di passione e monnezza per «Giggino» serrano i ranghi. Fortificati come sono da due mesi a rosolare nel fuoco gandhiano del «Prima ti ignorano poi ti deridono poi ti combattono. Poi vinci»


Vi Abbraccio 

Marco Michele Caserta