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mercoledì 8 giugno 2011

Siria, sequestrata la blogger Amina La "ragazza gay" di Damasco

DAMASCO - Prelevata da agenti della polizia segreta, armati e in borghese, e condotta in una località sconosciuta. Il suo diario online era diventato fonte di informazione per molti media stranieri e luogo di dibattito su diritti e politica
Nella blogosfera era diventata uno dei nomi più noti della rivolta civile dei giovani siriani. Ora Amina Arraf è scomparsa, prelevata da uomini armati a Damasco e condotta in un luogo segreto.
Il blog di Amina era diventato popolarissimo negli ultimi tempi, grazie agli aggiornamenti in tempo reale sulla rivolta e al tema coraggiosissimo - per una giovane donna araba - del coming out omosessuale: "A gay girl in Damascus" era infatti il titolo del blog in inglese dove Amina raccoglieva appunti privati, notizie e commenti di natura politica in un complesso di certo indigesto per le autorità siriane.

La denuncia del rapimento di Amina è stata fatta sul suo stesso blog con un post dalla cugina di Amina Arraf, più nota come Amina Abdallah, che precisa che Amina è stata fermata da tre agenti in borghese armati e costretta a entrare nella loro auto nei pressi della piazza degli Abbasidi della capitale siriana. 

"Amina ha colpito uno di loro e ha detto alla sua amica di andare a cerca suo padre. Uno degli uomini allora ha messo la mano sulla bocca di Amina e l'ha trascinata in una Dacia Logan rossa con un adesivo di Basel Assad (fratello del presidente Bashar al Assad, ndr) sul finestrino". 

In un aggiornamento sul blog, la cugina di Amina racconta di essere stata al telefono con i genitori della ragazza che non ne hanno notizie e stanno disperatamente cercando di capire dove sia stata condotta.

"Purtroppo ci sono almeno 18 diverse polizie in Siria, oltre a bande e gruppi paramilitare. Non sappiamo chi l'ha presa e dunque a chiedere il suo rilascio. E' anche possibile che stiano cercando di deportarla. Da altri membri della famiglia che sono stati imprigionati, possiamo supporre che verrà rilasciata presto. Se avessero voluto ucciderla lo avrebbero fatto subito. Almeno, questo è ciò che speriamo e per cui preghiamo"

Figlia di un'americana e di un siriano, Amina ha la doppia cittadinanza e ha vissuto a lungo negli Stati Uniti. Era tornata in Siria nell'estate 2010 e sul suo blog raccontava la vita di una ragazza omossessule in Siria, dove l'omossessualità è considerata un reato come in gran parte dei Paesi arabi. Dallo scoppio delle proteste anti-regime nel marzo scorso e con la conseguente espulsione di gran parte dei giornalisti stanieri dalla Siria, il blog di Amina è diventata una delle fonti di notizie per la stampa internazionale. I suo post si erano fatti via via più diretti e aggressivi e domenica ad esempio scriveva: "Devono andarsene, devono andarsene subito. Non c'è altro da dire".


Vi Abbraccio

Marco Michele Caserta