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mercoledì 11 maggio 2011

"Tomboy" vince il Torino Glbt Festival 2011


Un film che parla d'amore e di genere, una ragazzina che si sente maschio e vuole vivere come se lo fosse, un'amicizia speciale con Lisa, la difficoltà di crescere in un corpo che non le appartiene.

Un film toccante e commovente che con gli occhi e l'ingenuità dell'infanzia racconta al pubblico cosa significhi crescere in un corpo che non si sente proprio e attraverso etichette soffocanti."Tomboy" è la storia di Laure che arrivata in un nuovo quartiere con la propria famiglia, si finge un maschio e si fa chiamare da tutti Micheal. Anche da Lisa, la sua amica speciale, la ragazzina che le farà battere il cuore, che gli taglierà i capelli, che lo guarderà correre a torso nudo tra gli altri maschi sentendosi finalmente libero di essere se stesso. Ma è una libertà che l'adolescenza non concede per molto: è un conto alla rovescia contro il tempo, contro il corpo che cambia, che ti segna, che ti categorizza come uomo o come donna. Ed è il momento in cui la famiglia inizia ad invadere la tua individualità, è l'età in cui ci si deve mettere una gonna se si è donne e non si può continuare ad essere dei maschiacci. Tutto questo viene raccontato con sensibilità ed attenzione dalla regista Celine Sciamma, che soprattutto nelmomento più drammatico del film - quando la madre di Laure lo costringe a vestirsi da femmina - ci stupisce con un risvolto inaspettato... Per Lisa non cambia niente: che Laure sia femmina o maschio, resta sempre la persona che vuole accanto. Una bella riflessione sul genere di appartenenza, sull'orientamento sessuale e sulle paure che il codice binario della nostra società ci incute.



Evviva!

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta