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giovedì 5 maggio 2011

Colosseo: coppia gay condannata per atti osceni


Al termine di una breve camera di consiglio, il giudice Cristina Scipioni, ha condannato Roberto L. (30enne di Roma) e Michele F. (38enne di Lecce), sorpresi da due carabinieri a scambiarsi effusioni in zona Colosseo, a due a a due mesi di reclusione (convertiti in una pena pecuniaria pari a 2500 euro) per atti osceni in luogo pubblico.
A nulla è servita la difesa di Daniele Stoppello, avvocato dell’Arcigay di Roma che aveva sollecitato l’assoluzione dei due imputati ritenendo, tra l’altro, contraddittorio e illogico quanto dichiarato in aula dai due militari e cioe’ che Roberto, seduto su un muretto, e Michele, leggermente piegato in avanti, stavano consumando un rapporto ignorando la presenza dell’auto di servizio che sostava a pochissimi metri di distanza con fari e lampeggiamenti accesi. In seguito alla sconcertante decisione, il legale ha commentato:

"Sono curioso di sapere come verrà motivata la sentenza e quindi giustificata la condanna alla luce delle in equivoche risultanze processuali che al contrario escludono la responsabilita’ dei due imputati. Mi chiedo come sia possibile ritenere che i due abbiano consumato un rapporto intimo in una zona buia del Colosseo senza notare che a pochi metri c’era un’auto con i fari accesi dei carabinieri. Farò certamente ricorso in appello."
Delusione anche da parte di uno dei due uomini incriminati:

"Non ha alcun fondamento di verita’ quanto detto in dibattimento tenuto conto che, pochi giorni prima di quell’episodio, avevo subito un delicato intervento chirurgico ed ero impossibilitato fisicamente a fare cio’ che mi e’ stato attribuito".

Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, fa sentire la sua voce:

"Ricorreremo sicuramente in appello sperando che la magistratura non voglia far passare semplici manifestazioni d’affetto o baci di una coppia gay come atti da sanzionare. Auspichiamo anche che in secondo grado le autorità competenti vorranno fornire, come giá ha chiesto dalla difesa in primo grado, i materiali video registrati dalle telecamere posizionate in zona Colosseo e che si voglia prendere in considerazione che uno dei due giovani condannati era nell’impossibilità per ragioni fisiche, dovute a un intervento chirurgico, di compiere atti sessuali in luogo pubblico. Le sentenze si rispettano ma se ci si trova di fronte, come in questo caso, ad un evidente errore si contestano."


Vi Abbraccio

Marco Michele Caserta