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venerdì 22 aprile 2011

Paola Concia, mano nella mano con la sua compagna, è stata insultata: "Lesbiche di merda, vi dovevano bruciare"

E mentre tutto sembra essere più importante e urgente di una legge contro l’omofobia, si aggiunge un altro caso di violenza verbale, questa volta accaduto a Paola Concia. È successo ieri sera, poco lontano dalla Camera dei Deputati: la donna stava passeggiando con la sua compagna, mano nella mano, per le vie della città, quando un uomo le ha raggiunge, insultandole e minacciandole:

“Lesbica di merda, vi dovevano bruciare nei forni”

In loro soccorso è arrivato Antonino Lo Presti, deputato di Fli, mentre la gente intorno, invece di intervenire, criticava anche la coppia di donne. La Concia era insieme a Ricarda Trautmann e stava percorrendo via di Campo Marzio quando un uomo sui 30 anni le riconosce e inizia ad inveire:

“Lesbiche di merda, mi fate schifo. Ti ho riconosciuto. A me non me ne frega niente che sei parlamentare. Vi dovrebbero mettere ai forni”

Nonostante la situazione delicata, la Concia non si lascia intimorire e gli risponde: “Come ti permetti di insultarmi così?“:

“Non ho avuto paura, e penso che sia un mio dovere preciso replicare e reagire a questo tipo di aggressioni. Deve essere un diritto mio e di tutte le persone omosessuali, il poter camminare mano nella mano, in strada, col proprio compagno o compagna - spiega la Concia a Repubblica.it - lui continuava a insultarmi e ad avvicinarsi verso di me. Ovvio che non avesse buone intenzioni nei nostri confronti”

I presenti non sono intervenuti, anzi qualcuno ha anche criticato la dura reazione della Concia, mentre altri passanti le consigliavano di lasciarlo perdere perché “intanto è matto”:

“Alcuni mi rimproveravano perché gli avevo risposto male. Qualcuno ha cercato di minimizzare (”è un matto, fa così con tutti”) ma “quella persona era lucidissima e mi ha offesa con cognizione di causa”

Arriva quindi il collega Lo Presti e i carabinieri, proprio mentre l’uomo si stava allontanando. La Concia prova rabbia ma anche esasperazione per la situazione che si è creata e la delusione della gente:

“È un fatto grave che avvengano ancora cose del genere. Ho dovuto reagire. Se non lo faccio io, che ho le spalle grosse, chi può farlo? E se quell’uomo avesse fatto lo stesso con due ragazze, in una strada di periferia? Come avrebbero reagito loro? Cosa sarebbe arrivato a fare? Penso a queste cose, e provo rabbia. Se ci fosse una legge contro l’omofobia, sarebbe assai più facile evitare il ripetersi di episodi di questo tipo. Mi ha anche colpito il fatto che tutta quella gente sia rimasta là a guardare. Evidentemente siamo diventati un popolo di spettatori. Non mi aspettavo che la gente intorno non solo non dicesse nulla, ma arrivasse anche a riprendermi, perché mi ero permessa di rispondergli”

Tutto questo succede a Roma, a meno di due mesi dall’immenso ed atteso Europride 2011

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta