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domenica 3 aprile 2011

No a filtri anti-gay nelle reti scolastiche statunitensi

Il problema è sempre quello: termini quali gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, queer, intersessuali e simili vengono sempre considerati, in un modo o nell’altro, collegati al mondo del porno. Per questo diverse reti internet – tanto pubbliche che private – impediscono l’accesso a siti “gay” in genere, operando, così, una forte discriminazione. È successo diverse volte anche qui in Italia e noi di Queerblog vi abbiamo tenuto informati sulla situazione. Tolto il clamore iniziale, però, le cose sono rimaste uguali e non c’è stata una linea comune per affrontare il problema.

L’American Civil Liberties Union (ACLU), invece, non ci sta e ha sollecitato le scuole pubbliche del Missouri e del Michigan a smetterla di impedire l’accesso degli studenti a siti che contengono informazioni su lesbiche e gay e inoltre ha richiesto informazioni sui programmi di filtraggio del web usati nei distratti scolastici di diversi stati, quali l’Alabama, l’Arkansas, la California, il Nevada, il New Jersey, la Pennsylvania, il South Carolina, il Texas e Washington.

Le scuole non sono autorizzate a limitare l’accesso solo perché in disaccordo con il punto di vista di un gruppo.

Ha dichiarato Jay Kaplan dell’ACLU. Operando in questo modo, infatti, le scuole inviano un messaggio chiaro e forte agli studenti omosessuali: l’omosessualità non è da trattare e la cosa migliore da fare è ignorarla. L’iniziativa dell’ACLU rientra nella campagna "Don’t Filter Me" che chiede agli studenti di verificare se le scuole blocchino o meno l’accesso alle informazioni lgbt: vengono dati agli studenti otto indirizzi web, di cui cinque forniscono sostegno educativo e tre invitano alla guarigione dall’omosessualità. Migliaia sono state le risposte degli studenti a questa campagna: segno evidente che da parte dei giovani – gay o meno – non se ne può più di essere discriminati.


Vi Abbraccio

Marco Michele Caserta