ciao

sabato 16 aprile 2011

Intervista. Luca Sappino di Sel spiega a Queerblog perché Nichi Vendola non vuole il matrimonio gay

La settimana scorsa ci siamo occupati di Luca Sappino, giovane esponente di Sel, Sinistra, Ecologia e Libertà. Sul suo blog Sappino ha sostenuto che il partito di Nichi Vendola, di cui lui fa parte, è favorevole al matrimonio gay. Le posizioni ufficiali del presidente della regione Puglia sembrano essere diverse. Vendola non ha mai parlato in pubblico di matrimonio gay. Probabilmente teme le ripercussioni dell’elettorato cattolico. Se così fosse la sua titubanza è persino più grave.

Sempre dal suo blog Sappino ha risposto al mio ennesimo articolo contro Sel. Secondo me questo confronto a distanza non giova ai lettori. Per questo motivo Sappino ha deciso di farsi intervistare da Queerblog. Con lui abbiamo provato a capire perché Vendola è così titubante sul matrimonio gay e se Sel, sui diritti, potrebbe tramontare come il Pd.

Nella risposta al mio articolo che hai pubblicato sul tuo blog scrivi: “Non essendo in periodo elettorale non esiste un programma sintetico”. Non credi che per emanciparsi Sel abbia bisogno di condividere i propri valori con l’elettorato anche nei momenti lontani dalla campagna elettorale?
Assolutamente sì. Credo però anche che, fuori dai periodi elettorali, i partiti abbiamo molti strumenti per comunicare, condividere e approfondire le loro analisi e le loro proposte. Strumenti spesso più utili del semplice slogan. Per questo nella risposta che ho scritto al tuo articolo ti citavo l’ordine del giorno discusso e approvato dal congresso nazionale del partito che detta la linea sul tema dei diritti civili. Lì parliamo chiaramente dell’estensione della legge Mancino, del diritto di rassegnazione del genere e del nome per le persone trasgender, di coppie di fatto e di matrimoni. Certo se questa nostra posizione fatica ad uscire un problema c’è, e dovremmo chiederci come essere più incisivi. Magari copiando proprio da Arcietero.

Tu come molti altri credi nel riconoscimento delle coppie di fatto omosessuale. La tua storia assomiglia a quella di Paola Concia, deputata del Pd che ha presentato una legge contro l’omofobia. Se Sel non inserirà nel proprio programmare il matrimonio gay tu lascerai il partito?
La differenza tra me e la Concia è che il mio partito queste cose già le dice. Quindi il problema non si pone: noi siamo per il riconoscimento delle coppie di fatto, che interessa tanto gli omosessuali quanto gli eterosessuali che non vogliono sposarsi ma desiderano formalizzare comunque la loro unione e godere di adeguati diritti e tutele, e siamo anche - non in alternativa ma in aggiunta - per l’estensione dell’istituto matrimoniale alle coppie gay, che comporta l’estensione di tutti i diritti oggi riconosciuti agli sposi etero anche a quelli omo, compresa la genitorialità, le adozioni e la possibilità di ricorrere alla fecondazione assistita, che comunque dovremmo pensare di rendere più semplice e giusta.

Perché Nichi Vendola non è favorevole al matrimonio gay? La sua posizione sull’argomento credi che abbia compromesso la credibilità di Sel?
Nichi non ha mai detto di essere contrario ai matrimoni gay, e Nichi è presidente di un partito che lo ha eletto all’unanimità votando nella stessa giornata una linea politica sui diritti civili fatta di parole chiare: matrimoni, unioni civili e lotta all’omofobia. Certo che se la nostra posizione e quella di Nichi su questi temi non arriva a destinazione con adeguata forza- come dimostra la polemica su Queerblog - significa che dobbiamo impegnarci tutti a comunicarla meglio, con più entusiasmo e più coraggio.

Idv e Pd hanno già aderito alla campagna pubblicitaria dell’Europride. Sel è favorevole all’Europride? Perché Nichi Vendola o altri esponenti del partito non invitano i cittadini a partecipare all’evento?
Anche Sel aderisce al Pride! Io sarò li, come ogni anno, e con me ci saranno tanti altri compagni e compagne, tutti impegnati affinché questo Europride sia quanto più efficace possibile, e non sia solo un momento di orgoglio e visibilità ma anche occasione per rivendicare i diritti negati. E sarà tanto più efficace quante più persone riusciremo a portare in piazza. Dobbiamo far sfilare non solo la comunità Lgbtq e friendly, dobbiamo portare con noi la vicina di casa, il capoufficio, il giornalaio all’angolo. Dobbiamo spiegare che una società che nega i diritti ad alcuni è una società ingiusta per tutti.

Arcietero, l’associazione appoggiata da Sel, è una delle tante realtà che gravitano al movimento omosessuale italiano. La frammentazione di questa realtà ha giovato ai gay e alla società del nostro paese?
L’importante è remare nella stessa direzione. E Arcietero - di cui Sel, attraverso me, Gennaro Migliore e altri dirigenti sta sostenendo la petizione, da firmare sul sito arcietero.com - nasce proprio con questo spirito: far remare nella stessa direzione del movimento Lgbtq anche chi di quella comunità magari non fa parte, convinti che spetti proprio a chi ha già i diritti battersi affinché vengano riconosciuti a chi non li ha.


Vi abbraccio

Marco Michele Caserta