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martedì 19 aprile 2011

In chiesa canta il coro gay

Dopo i concerti negati dalle Curie negli anni scorsi, il gruppo Komos riesce ad esibirsi durante una messa. E’ successo ieri, a Montalcino
Questa volta il rischio di un concerto annullato è oggettivamente impossibile: il coro gay Komos di Bologna (il primo in Italia, tutto al maschile con una ventina di voci) si è (già) esibito in una chiesa cattolica, e per la prima volta ha cantato durante una messa. E’ successo ieri durante la messa delle Palme, celebrata alle 11 nella parrocchia di Torrenieri, frazione di Montalcino (Siena).
I CONCERTI NEGATI – Una bella rivincita per il coro, diretto da Paolo Montanari, dopo il braccio di ferro di due anni fa con la Curia bolognese: a metà luglio 2009 i coristi avevano ottenuto una sala prove all’interno della chiesa di San Bartolomeo della Beverara, periferia operaia di Bologna. Ma l’opportunità durò il tempo di un’estate. A metà settembre la sala fu loro tolta, dopo un messaggio dell’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra che ricordava un documento della Congregazione per la dottrina della fede sugli omosessuali del 1986, firmato dall’allora cardinale Ratzinger. Il copione del dietrofront si è ripetuto nelle Marche il 10 luglio scorso, quando il concerto del Komos, previsto nella parrocchia di Cristo Re di Pesaro, fu annullato dalla Curia pochi giorni prima e senza una motivazione ufficiale.

LA SODDISFAZIONE DEL CORO – In Toscana, invece, e’ andato tutto liscio. A settembre la corale di Torrenieri ha contattato i colleghi bolognesi (visto che uno di loro è originario del borgo toscano che si trova lungo la via Francigena) per invitarli a cantare. Ieri il Komos ha eseguito tre brani: Periti autem e Beati mortui di Felix Mendelssohn e il Sanctus della messa sull’aria del Granduca di Adriano Banchieri, in una chiesa piena, con un centinaio di persone. “La chiesa non è stata colpita da un fulmine e nessun fedele ci ha dato fuoco – ha ironizzato Montanari, che è anche il fondatore del coro – Tutto si è svolto nella massima serenità e con grandi ringraziamenti da parte del parroco, don Giovanni, e dei parrocchiani. Due “komosnauti” cattolici hanno pure fatto la comunione”. E ha aggiunto: “Speriamo non sarà l’ultima volta che animeremo una messa cattolica. Se ci sono le condizioni pratiche, siamo sempre disponibili per chiunque ce lo domandi, così da portare la nostra viva testimonianza che un dialogo tra persone civili e razionali è sempre possibile, al di là delle imposizioni delle gerarchie religiose”, precisando che cantare in chiesa o durante la messa “non è il nostro obiettivo, ma solo la dimostrazione che è possibile e che non vogliamo esibirci solo nelle catacombe”. Nel pomeriggio i coristi hanno partecipato alla rassegna corale Città di Montalcino cantando nel chiostro della chiesa di Sant’Agostino accanto ad altri cori.


Vi abbraccio

Marco Michele Caserta