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martedì 19 aprile 2011

Gay pride delle polemiche - La comunità omosessuale critica il simbolo della marcia di Parigi.

Mancano ancora due mesi al Gay pride, e c'è già chi grida allo scandalo. E fin qui niente di strano. Ma questa volta a esser stati tacciati di omofobia e razzismo sono stati gli organizzatori dell'evento.
Ad aver spaccato in due la comunità omosessuale parigina sarebbe stato il manifesto ufficiale della manifestazione, ideato e realizzato dall'associazione Inter-Lgbt (Lesbiche, bay, bi e transessuali).

Presentata la scorsa settimana, la locandina della marcia dell’orgoglio omosessuale raffigura un pollo bianco avvolto in un boa di piume di struzzo rosso fiammante. Un’immagine che per molte associazioni della comunità gay non è altro che una «triste stigmatizzazione» dell'omosessualità.
LA PROTESTA DI LE REFUGE. Quello che è ancora più grave è che questa volta i vecchi simboli dell’omofobia sono proposti da membri della stessa comunità gay, ha dichiarato l'associazione Le Refuge, che sostiene e difende tutti gli individui toccati dalle discriminazioni sessuali.
In un comunicato stampa pubblicato su Le Figaro l'associazione ha chiesto che il manifesto sia ritirato. L'associazione è infuriata per quello che giudica un «grande passo indietro» nella lotta alle discriminazioni. «L’idea che delle persone omosessuali si siano ridotte a pollame avvolto in piume di struzzo» dimostra, secondo l’associazione, che «33 anni dopo il film Il Vizietto, i cliché e gli stereotipi sugli omosessuali restano veicolati nella società, toccando il loro parossismo proprio quest'anno».
Un messaggio che va nella direzione opposta rispetto a quelli che Le Refuge cerca di trasmettere sul campo nel suo lavoro di ogni giorno: «I nostri psicologi lavorano incessantemente a smontare questi stereotipi interiorizzati dai giovani che rifiutano l'omosessualità, e quindi rifiutano loro stessi creando un profondo malessere della personalità».
«Polemica ridicola e infondata»

Gli organizzatori del Gay pride tutto si aspettavano, ma non di essere accusati di omofobia. La risposta di Nicolas Gougain, portavoce della Lgbt, non si è fatta attendere. «Questa polemica è ridicola e infondata» ha risposto il comitato organizzativo.Gougain ha voluto chiarire, su Le Parisien, che «la volontà era quella di cambiare rispetto al passato, insistendo su una politica di comunicazione in grado di interpellare persone anche al di là delle movimento Lgbt».
L'invito è quello di guardare nel manifesto la seconda chiave di lettura: «Abbiamo voluto riproporre un simbolo della repubblica, il gallo, e farlo nostro attraverso queste piume di struzzo, simbolo di trasgressione, travestimento. La trasgressione fa parte degli elementi identitari del movimento Lgbt».
L’obiettivo è quello di invitare i francesi a «riflettere nel 2011» sul principio «dell'uguaglianza», adottato come slogan del movimento, per «votare bene» alle presidenziali del 2012. Il quotidiano parigino ha sottolineato come il movimento, che non ha nessuna intenzione di modificare il manifesto, sia stato appoggiato da importanti esponenti del mondo politico associativo come Gilles Bon-Maury, presidente di Omosessualità e socialismo (Hes) che ha dichiarato «l'immagine del gallo apre un’autostrada alla lotta per l'uguaglianza del movimento Lgbt».
POLEMICHE SUL WEB. Ma sarà da vedere se il manifesto saprà resistere anche alle polemiche che stanno nascendo in rete. Il giornale Liberation ha rivelato che «sia contro il gallo, sia contro le piume di struzzo» sono molte le contestazioni sul web. Il quotidiano progressista ha anche citato un gruppo su Facebook che si è formato apposta per contestare il manifesto della marcia del 25 giugno.
Per ora, in realtà, nel gruppo ci sono «solo una quindicina di persone». Ma ai membri non manca l’ironia: «Il gallo, le piume» recita il testo di presentazione del gruppo «tutti gli omosessuali portano un boa di piume di struzzo. Lo sanno tutti».


Vi Abbraccio

Marco Michele Caserta