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lunedì 11 aprile 2011

Almina, una trans* in politica

Almina Can, 34 anni, è il trans che si candida coi conservatori di Erdogan.
Trentaquattro anni, di professione musicista e una particolarità: è una donna transessuale. Di più: si candida al Parlamento turco. E ancora: lo fa nelle liste del partito musulmano conservatore del Premier Recep Tayyip Erdogan.
Almina Can è diventata così il simbolo della rivoluzione più incredibile che potrebbe segnare le elezioni politiche anticipate del prossimo 12 giugno. Per ora si è resa disponibile per il collegio di Izmir, la cittadina rivierasca occidentale che è anche la sua città natale. La scelta definitiva sarà presa dal partito.

Dall'indifferenza al rispetto

Intanto, però, la vicenda ha attirato l’interesse del Tagesspiegel, al quale Almina ha assicurato di essere stata ben accolta dai militanti del partito: «Mi trattano gentilmente e con rispetto», ha detto, «e già ora posso confermare che ne è valsa la pena, finalmente si può dire che nel mio Paese c’è democrazia». Se già l’omosessualità è argomento che lacera la società turca, la transessualità è stata a lungo semplicemente ignorata come tema di discussione. «Mi sono sempre interessata alla politica», ha proseguito la possibile candidata nell’intervista, «ma a causa del mio genere non potevo finora impegnarmi attivamente. Se verrò presentata ed eletta, non mi concentrerò solo sui temi cari ai transessuali, non porta da nessuna parte interessarsi solo dei problemi propri, intendo battermi contro gli sprechi pubblici. Di sicuro le aperture di Erdogan hanno permesso questa svolta, devo esserle grata per avermi dato il coraggio di compiere questo passo».

Le faticose trasformazioni della Turchia

Che l’Akp, il partito conservatore di ispirazione religiosa, l’abbia ben accolta è in verità un piccolo miracolo, che lancia un’altra luce sulle trasformazioni in atto nella Turchia contemporanea, un Paese che sta compiendo un faticoso e non lineare cammino verso l’integrazione con l’Unione Europea. Più spesso ci si occupa del paese per lamentarne i limiti su temi come la libertà di stampa e di espressione, per le pressioni nei confronti degli intellettuali scomodi.

VIA LA PAURA. «Eppure», ha osservato il Tagesspiegel, «la politica riformista di Erdogan ha consentito ad Almina Can di presentarsi nella sede del suo partito e di avanzare la richiesta della candidatura. Sarà una dura concorrenza, nelle file dell’Apk hanno fatto domanda in 6 mila, in quelle del Chp, il principale partito di opposizione, 4 mila. In totale è un numero 20 volte superiore a quello dei seggi disponibili in Parlamento. Ma ci stanno provando tutti e assieme ai transessuali si sono registrati cristiani, armeni, donne musulmane con il velo. Una sola cosa li accomuna: non hanno più paura».

Fino a ieri gay era sinonimo di malato

Il premier turco Recep Tayyp Erdogan (Ap Images).
Il segnale di Almina Can può essere però molto importante. «In Turchia esistono anche transessuali che sono diventati personaggi famosi», ha raccontato il quotidiano berlinese, «come la cantante Bülent Ersoy, artista di successo già quando era un uomo e poi rimasta sulla cresta dell’onda anche dopo aver cambiato sesso. Ma si è sempre trattato di un’eccezione, confinata al mondo dello spettacolo, la vita quotidiana è stata dominata da altre consuetudini».
LA CHIUSURA DEL MONDO MILITARE.L’omosessualità è ancora un impedimento alla carriera militare, perché viene considerata un disturbo psichico. La ministra della Famiglia Selma Aliye Kavaf, ovviamente dello stesso partito di Erdogan e ora di Can, ha paragonato solo poco tempo fa i gay ai malati. E pochi mesi fa, le autorità pubbliche di Burda, nel nord-ovest del Paese, hanno chiuso l’associazione Arcobaleno, impegnata in difesa dei diritti delle minoranze sessuali.
L’ALBA DI UNA RIVOLUZIONE. «Ora però anche il presidente di questa associazione potrebbe finire in Parlamento», ha concluso il Tagesspiegel, «questa volta dalla parte dell’opposizione. Öykü Özen, infatti, potrebbe finire nelle liste del Chp, dopo un passato di discriminazioni e persecuzioni. A differenza di Almina Can, intende occuparsi soprattutto di aids e discriminazioni sessuali. Dice che se verrà candidato si tratterà di un miracolo. E se verrà addirittura eletto, allora si potrà parlare di una vera e propria rivoluzione».


Vi abbraccio

Marco Michele Caserta