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sabato 5 marzo 2011

Roma. Insegnanti e ragazzi del liceo Keplereo mobilitati con il Gaycenter a sostegno del prof licenziato.

Una mobilitazione civica e politica “perché per noi Genesio Petrucci non è un ex insegnante”. E’ cominciata la battaglia per reintegrare il professore di religione cattolica Genesio Petrucci.

All’insegnate, da 8 anni a tempo determinato, alla fine dello scorso anno scolastico non era stato rinnovato il contratto perché aveva aderito ad un progetto della scuola dove insegnava, il liceo scientifico Keplero, sull’educazione sessuale nel quale si esortava i ragazzi all’ uso del preservativo. Un appello pubblico e una richiesta d’incontro al ministro Maria Stella Gelmini, sono queste le prime iniziative illustrate questo pomeriggio al Gay Center dal portavoce Fabrizio Marrazzo, dal rappresentante legale di Gay Help Line e avvocato dell’insegnante, Daniele Stoppello e da Gensio Petrucci. La mobilitazione peró non passa solo attraverso le vie ufficiali.

A sostegno del professore licenziato, questo pomeriggio nella sede del Gay Center in via Zabaglia a Testaccio, c’erano i colleghi insegnanti e gli alunni del Keplero, genitori e amici. “La Gelmini ci deve spiegare perché Genesio non lavora più al Klepero e se è stato licenziato solo per il suo orientamento sessuale – ha ammonito Marrazzo – se sono queste le motivazioni il ministro deve esporsi e intervenire presso il Vicariato per il reintegro di Genesio”.

“Perdere il lavoro per un preservativo mi sembra comico – è cominciato così l’intervento del professor Petrucci – Il liceo non c’entra nulla ne poteva fare tecnicamente qualcosa. Se fino ad ora nessuno è intervenuto è stato per una mia volontà. Sono stato spinto a parlare di questa vicenda dalla lettera degli studenti e dalla loro scelta di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica per il prossimo anno come forma di protesta”. Il professore di religione è tranquillo mentre spiega le sue motivazioni però è contrariato: “Sono cattolico, di sinistra e omosessuale. Non vedo la contraddizione se c’è vorrei che me la spiegassero. Fa rabbia il pensare di non lavorare perché sei quel che sei. Mi si dica che ho traviato gli studenti, che sono un pessimo insegnante ma lo si provi però. La cosa che mi ha ferito di più – ammette – è stata quella di non aver mai ricevuto nemmeno una telefonata dal Vicariato, ho chiesto io un colloquio mi sarei aspettato un confronto con il Vicario”. Petrucci spiega anche la sua adesione al corso di educazione sessuale proposto dalla scuola: “oltre ad essere d’ accordo ho espresso il mio parere con il voto favorevole perché sono consigliere di istituto”. Petrucci ha poi sottolineato come: “La mia urgenza è quella di dare ai ragazzi gli strumenti per evitare le malattie trasmissibili. Probabilmente non ci sarà un reintegro ma è importante che di questa storia se ne parli”. Il professore, poco prima di chiudere il suo intervento ha ammesso: “La lezione più grande che ho ricevuto da questa storia mi è venuta dai ragazzi”. E proprio gli alunni del Keplero hanno spinto per rendere nota l’ intera vicenda rimasta celata per diversi mesi. “Siamo rimasti senza parole – ha detto uno dei rappresentanti degli studenti Alberto Belloni – abbiamo espresso la nostra solidarietà e deciso di proclamare un’ assemblea pubblica giovedì prossimo. Abbiamo scritto una lettera al vicario per il reintegro del nostro professore. Quello che è accaduto è assurdo, ci lascia basiti che una persona possa perdere il lavoro per questo”. Le assunzioni dei professori di religione non entrati per concorso sono regolate dal nuovo concordato. Il contratto di lavoro è stipulato, dai professori che devono avere precisi requisiti, con il ministero ma il loro nominativo giunge su proposta del Vicariato.

“Non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale scritta – ha detto l’ avvocato Stoppello – ora faremo una richiesta scritta al Vicariato per avere una risposta scritta. Non vorremo che l’idoneità, in questo caso si sia trasformata in libero arbitrio”. Al fianco di Petrucci si sono schierati anche gli insegnanti del Liceo con la loro portavoce Cristiana Carissimi: “Ora siamo convinti che il nostro ruolo è quello di intervenire, giovedì 10 faremo un’ assemblea per chiedere al Ministro Gelmini perché un nostro competente collega è stato allontanato. Vogliamo conoscere i motivi dell’allontanamento”.

Fonte: http://gaynews24.com/?p=19402

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta