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sabato 5 marzo 2011

Matrimoni gay: i 350mila dollari che hanno fatto cambiare idea a Obama

«Sono Edie Windsor e ho fatto causa al Governo perché non potevo credere che il nostro Governo mi chiedesse 350.000 dollari perché ero sposata con una donna e non con un uomo.
L’importanza e i miei sentimenti per la decisione del presidente Obama e del procuratore generale sulla section 3 del DOMA (Defense of Marriage Act) – la parte in cui si dice che il matrimonio è solo tra un uomo e una donna –, secondo i quali questa è nei fatti anti-costituzionale, è molto significativa per me e per ogni coppia dello stesso sesso. Mi sento fortemente vicina alle coppie di giovani che si innamorano per la prima volta senza la speranza di potersi sposare. Che il Governo dica che non c’è niente nella Costituzione contro i nostri matrimoni, rende tutto differente, lo rende più promettente e incoraggiante. Il mio unico rammarico è che mia moglie sia morta e non stia vivendo questo momento. Tutti mi rassicurano che lei sa, e spero che sia così!» Edith “Edie” Windsor ha ottantuno anni, metà dei quali trascorsi con la sua compagna di sempre Thea Spyer, e nel novembre del 2010 ha fatto causa al Governo federale degli Stati Uniti perché, non riconoscendo il suo matrimonio contratto con Thea in Canada, le aveva chiesto 350.000 dollari in tasse di successione per delle proprietà della moglie, morta un anno prima. Tasse che di solito non sono richieste alle vedove o ai vedovi eterosessuali.



La decisione della settimana scorsa del presidente Barack Obama e del procuratore generale Eric Holder ha commosso Edie che, dopo aver raccontato nei mesi scorsi l’incontro e i 44 anni d’amore con Thea, ha voluto esprimere il suo emozionato commento al «promettente» e «incoraggiante» passo in avanti dell’amministrazione federale americana verso la parità dei diritti. La sua vita con Thea, Edie l’aveva raccontata, proprio nei giorni in cui si apprestava a presentare ricorso, in un video diffuso dell’associazione che la sta accompagnando in questo suo percorso legale, l’American Civil Liberties Union (Aclu). «È stata una storia d’amore andata avanti, e avanti, e avanti. E fino a tre settimane prima di morire Thea mi ha detto ‘siamo ancora così profondamente innamorate!’». Il racconto del colpo di fulmine, nel 1963, in ristorante al Greenwich Village; il ricordo della bellezza e del carattere «gioioso» della moglie; dopo dodici anni la diagnosi della SLA e il giorno seguente «vuoi ancora sposarmi?»; nel 2005 i matrimoni gay vengono riconosciuti in Canada, nel 2007 il viaggio e il sogno che si avvera. «Se vivi insieme da 42 anni, se ti ami e ci si prende cura l’una dell’altra per tutti quegli anni, cosa potrà avere di diverso il matrimonio?», si chiede Edie nel breve ma intenso documentario prodotto lo scorso novembre. «Si dimostrerà diverso, e non ti rendi conto perché! È difficile spiegare perché è importante, perché il matrimonio è diverso, ma lo è! Deve avere a che fare con la dignità in tutti i sensi, con la dignità di esseri umani e con la possibilità di essere apertamente ciò che si è». Questo racconto avrà sicuramente contribuito a far riflettere Obama sulla necessità di rivedere le politiche sui diritti civili per le persone lgbt. E la donna non ha potuto che ringraziare il presidente.



Quello di Edie Windors è uno dei casi di ricorso contro il DOMA tuttora in corso negli Stati Uniti. L’altro caso, in Connecticut, riguarda i diritti pensionistici per una coppia dello stesso sesso. La decisione del presidente americano avrà effetto immediato su queste due cause: il procuratore sottoporrà questo cambio di indirizzo all’attenzione delle due corti impegnate a stabilire se, ai sensi del principio di uguaglianza, sia costituzionale vietare che i benefici derivanti dal diritto federale previsti per le coppie di coniugi siano estesi alle coppie dello stesso sesso, negli Stati che le riconoscono. Holder ha aggiunto che secondo il presidente Obama, alla luce di una documentata storia di discriminazione nei confronti delle persone lgbt, la classificazione dei cittadini sulla base dell’orientamento sessuale dovrà essere soggetta a degli standard d’esame più alti rispetto a quelli applicati fino ad ora nelle cause. Obama, ha riferito il procuratore generale Holder, è arrivato alla conclusione che la sua amministrazione non può più difendere la legge federale, approvata da Clinton tre anni dopo l’ormai cancellato “Don’t ask, don’t tell”, che definisce il matrimonio solo tra un uomo e una donna. Il presidente, che in campagna elettorale si era detto favorevole solo alle unioni civili, pur ammettendo che la sua riflessione sul matrimonio gay stava evolvendo, ha fatto notare che durante l’approvazione della legge nel dibattito vennero fuori «numerose espressioni che indicavano una disapprovazione morale delle persone gay e lesbiche e delle loro relazioni intime e familiari – in modo particolare quello stesso tipo di opinioni stereotipate contro cui la Equal Protection Clause (nella Costituzione) è preposta a contrastare». Ed è proprio in base a questa “clausola costituzionale” che Edie Windsor ha fatto ricorso in tribunale.

Fonte: http://www.dirittodicritica.com/2011/03/03/edie-thea-amore-obama/

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta