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martedì 29 marzo 2011

‘L’amico extraterrestre’. In libreria la terza opera di Gabriele Sannino.

Gabriele Sannino ha esordito nel 2008 nel panorama letterario italiano col romanzo “Non sono un alieno”. Un romanzo delicato ma nel contempo anche duro nei confronti della realtà sociale italiana e dove il tema principale era l’accettazione della propria “diversità” sessuale: il protagonista, infatti, Walter, riusciva ad accettare se stesso solo grazie ad una profonda introspezione e all’amore reale di poche persone che ruotavano introno alla sua vita.
Nel 2009 Gabriele ha pubblicato il suo secondo romanzo, titolato “Viaggio verso me” , una storia che lui stesso ha definito più volte “un viaggio nell’anima”.

Con questi primi due libri Gabriele si è affacciato ufficialmente al panorama editoriale italiano ed è riuscito per le sue tematiche e per le sue riflessioni a farsi apprezzare non soltanto dal pubblico gay ma anche etero.
Questo è il suo primo racconto fantasy: un fantasy – come spiega lo stesso Gabriele – che affonda le sue radici nella realtà.
La storia – diciamolo subito – è quella di una tenera amicizia tra un bimbo terrestre e un bimbo alieno: Igor è un bimbo orfano e cresce in un orfanotrofio a Plovdiv, in Bulgaria; Kriptiko, invece, è un bimbo venuto da un altro pianeta, per studiare l’umanità in uno dei numerosi “viaggi di perlustrazione” che da tempo i suoi simili compiono sulla nostra Terra.
Quest’amicizia porterà Igor – e quindi noi uomini tutti, in un certo senso – a scoprire cose mai neppure immaginate su di noi. Kriptiko, infatti, porterà Igor a riflettere molto sul concetto stesso di Dio, dell’umanità e dell’aura di tristezza che oggi ci attanaglia più che mai.
Le riflessioni spaziano, sono sorprendenti e vanno dall’economia alla società, dalla religione al benessere dell’umanità, benessere che ha sempre origine, come tutte le cose, dalla nostra mente e che è l’unica cosa che può regalarci la vera felicità in questo brevissimo soggiorno che è la vita stessa. L’amico extraterrestre è, come i primi due romanzi di Gabriele, un romanzo che parla di diversità: in questo caso, anzi, essa è ancora piu’ eclatante in quanto si riferisce – con tutta probabilità anche se non è detto – all’unica diversità in fondo possibile per noi “terrestri”. L’unica e vera diversità, anche se neanche questa… è certa: ci riferiamo ovviamente alla diversità, appunto, di un’altra civiltà.

L’amico extraterrestre – attraverso il personaggio “immaginifico” del bimbo alieno, personaggio molto probabile se si pensa alle miliardi di stelle e quindi di pianeti che abitano SOLO la nostra galassia – vuole in sostanza mettere a nudo l’umanità. Attraverso la fantasia e la semplicità di un bimbo, in questo caso venuto da un altro pianeta, l’umanità intera si rende conto di ciò che non va veramente in lei. Cos’è che non va nella nostra quotidianità. Perchè tanti, troppi esseri viventi oggi soffrono per cui è indispensabile ormai fare qualcosa, una volta e per tutte, poiché la sofferenza, sebbene in misura diversa, ci riguarda un po’ tutti e dunque bisogna affrontare i nostri problemi che sono principalmente ed essenzialmente – prima di ogni cosa – di carattere psicologico.
L’amico extraterrestre non vuole insegnare proprio nulla, vuole solo far pensare e indurre le persone a porsi delle domande. Non si può vivere senza chiedersi mai nulla di quello che si ha intorno e che determina tutta la nostra vita. Non è umano, insomma. Questo e ’il nostro mondo e, volenti o nolenti, dobbiamo occuparcene come lui ogni giorno, instancabilmente e amorevolmente, si occupa di noi.

Fonte: http://gaynews24.com/?p=19757

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta