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martedì 8 febbraio 2011

Severgnini contro matrimoni e adozioni gay

Il giornalista del Corriere della Sera Beppe Severgnini ha davvero stupito tutti nei giorni scorsi con una dichiarazione che davvero non ci aspettavamo. Tutto inizia con una lettera in cui si parla di adozioni e matrimoni omosessuali, lettera alla quale Beppe Severgnini ha risposto in maniera quantomeno chiara: 

"Non sono favorevole all’adozione e, prima ancora, al matrimonio, che è per definizione l’unione di un uomo e di una donna", ha affermato il giornalista, che ha anche spiegato su cosa si basa il suo rifiuto nei confronti di nozze ed adozioni omosessuali.

"Non accetta il mio argomento? Provi a seguirmi. Perché, allora, il matrimonio non può essere fra tre persone? O fra quattro? O fra tre uomini, due donne e un avatar? Se la sua risposta fosse: "Eh no, bisogna essere in due!", vuol dire che anche per lei esiste una definizione di matrimonio, basata su una categoria: il numero. Per me ce n’è un’altra: la differenza di sesso. Non lo chiede solo la religione cattolica; lo suggeriscono il buon senso, la storia e la natura (che punta, implacabile, alla procreazione e alla conservazione della specie)."
Aggiungo:

"l’adozione da parte di coppie omosessuali mi lascia perplesso; molto perplesso quando ha risvolti pubblici e mondani, come nel caso di Elton John. Un bambino ha bisogno di mamma e papà, figure diverse e complementari. Può accadere che debba crescere solo con una o solo con l’altro. Ma svantaggiarlo da subito mi sembra ingiusto. Solo nel caso di adolescenti, la cui l’adozione si rivelasse difficile, sono pronto a rivedere il mio parere."

In risposta alle affermazioni di Severgnini ha risposto l’Arcigay, tramite il suo presidente nazionale Paolo Patanè, che parla di eguaglianza, un sogno che spesso sembra davvero irrealizzabile:

"L’eguaglianza ha avuto come testimoni combattenti le donne, gli ebrei, le persone di colore. Oggi tocca ai gay, alle lesbiche, alle persone transessuali realizzare un nuovo step di un principio che ha fatto crescere l’umanità nel contrasto di sofferenze, emarginazioni, solitudini e violenze".

Dal canto suo Patanè ha anche invitato il giornalista ad un dibattito insieme, all’insegna di quel diritto che tutti i cittadini dovrebbero vedersi riconosciuto: quello di sentirsi rispettati per quello che sono, per costruire la propria cittadinanza interiore.

Fonte: http://www.gaywave.it/articolo/severgnini-contro-matrimoni-e-adozioni-gay/27851/ 

Che differenza tra Spagna e Italia...ma non è una novità!!!

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta