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venerdì 11 febbraio 2011

Ivan Scalfarotto risponde a Beppe Severgnini su matrimonio gay e adozioni

Ivan Scalfarotto risponde a Beppe Severgnini in merito alle affermazioni di quest’ultimo sui matrimoni e adozioni gay. Lo fa attraverso il sito de I Mille con una riflessione molto interessante, a mio modo di vedere. Scrive Scalfarotto:

La presa di posizione di Beppe Severgnini su matrimoni e adozioni gay sul forum Italians del Corriere della Sera è la dimostrazione lampante che le persone eccezionalmente brillanti non dicono costantemente cose eccezionalmente brillanti.

Scalfarotto evidenzia come la posizione di Severgnini sia quella di un conservatore: probabilmente trentacinque anni fa Severgnini, sempre scrivendo per il Corriere, “si sarebbe probabilmente pronunciato con il medesimo garbo contro il nuovo diritto di famiglia”. Se, infatti, per millenni il marito è stato il capo della famiglia, se il matrimonio era indissolubile, se lo stupro poteva essere sanato con un bel matrimonio, perché cambiare? Si è sempre fatto così, no? Scalfarotto mette l’accento anche su una questione che spesso i lettori di Queerblog hanno sollevato: nessuno si sognerebbe di dare contro al matrimonio “tra persone di diversa razza o etnia” – sarebbe “legittimo” ma anche “evidentemente razzista”. Conclude Ivan Scalfarotto:

Così oggi la posizione di Severgnini sui gay è legittima – e anche probabilmente maggioritaria nel paese – eppure assolutamente omofoba. È omofoba perché oggi le famiglie fatte da due uomini e da due donne, che trentacinque anni fa esistevano appena, esistono e aumentano di numero. Così come esistono genitori omosessuali e figli di coppie gay e lesbiche. Dire “sono contrario” non ha nessun senso, perché ci sono centomila bambini alla cui esistenza non si può essere contrari o favorevoli, ma di cui bisogna soltanto prendere atto per poterli tutelare come ogni altro minore merita. In uno stato democratico, il diritto all’esistenza e alla dignità di queste persone, di queste famiglie e di questi bambini non può dipendere dalla sensibilità o dall’opinione di Severgnini o di altri. Limitare un diritto può essere legittimo solo in presenza di argomenti logico-giuridici molto forti e con una solida base oggettiva. L’opinione di un signore, o anche di una vasta moltitudine di signori, si scontra davanti al diritto di ognuno. Su questo sono convinto che anche Severgnini, persona eccezionalmente brillante, finirà col convenire.

Fonte: http://www.queerblog.it/post/10325/ivan-scalfarotto-risponde-a-beppe-severgnini-su-matrimonio-gay-e-adozioni

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta