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venerdì 11 febbraio 2011

In Sicilia la Chiesa e l’Udc sono gay-friendly, la svolta piacerà a Benedetto XVI e Pierferdinando Casini?

Del Sud si ragiona soprattutto se ci sono motivi per criticarlo. Qui e qui gli approfondimenti di Polisblog sull’emergenza rifiuti che a Napoli sta scoppiando. Di nuovo. La monnezza non può oscurare quanto di buono sta accadendo al Sud.
Chi rappresentava l’omofobia del Mezzogiorno oggi è in prima linea per difendere i diritti delle persone omosessuali discriminate dalle autorità. C, della parrocchia di San Gabriele Arcangelo, ha chiesto alle istituzioni di fare qualcosa per i gay:

“Credo che in uno Stato laico non si possa fare diversamente se non agire in direzione del riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. Si parla sempre di popolo sovrano, ma se è davvero così i rappresentati delle istituzioni dovrebbero agire di conseguenza e legiferare in nome del popolo sovrano. I politici dovrebbero ricordare che è loro dovere difendere i diritti dei cittadini, di tutti i cittadini, anche quelli che formano coppie di fatto siano esse etero o omosessuali.

L’agenda politica siciliana oggi discute invece di coppie di fatto e su quelle non ci sono dubbi. Per questo mi appello ai politici: ascoltatelo questo popolo che rappresentate. Non siete chiamati a legiferare in nome della Chiesa, ma in nome del popolo sovrano. E il vostro popolo è fatto anche da queste persone, che meritano il riconoscimento dei loro diritti”.

Il dibattito a cui don Francesco Romano è lo stesso di cui ci siamo occupati noi qui. Il registro delle coppie di fatto, etero e omosessuali, proposto dal Pd è stato sostenuto anche dalla destra locale. Persino Giulia Adamo, rappresentante dell’Udc ha deciso di sposare l’iniziativa. Questa posizione non è piaciuta al partito. Attraverso la stampa Giampiero D’Alia, coordinatore regionale dell’Udc , ha precisato che Adamo risponde per sé e non per l’Udc.

Don Francesco Romano non è l’unico sacerdote siciliano che ha deciso di difendere in pubblico i gay. Qui e qui trovate la storia di padre Cosimo Scordato, parroco della chiesa San Francesco Saverio all’Albergheria. Scordato sostiene che la Chiesa di Benedetto XVI debba trattare tutti i fedeli allo stesso modo:

“Gli omosessuali sono persone normali, non errori di natura o dei malati. Sono persone che hanno tutto il diritto di amare e di essere amati e in quanto tale di formare delle famiglie. Bisogna avere rispetto per gli omosessuali perché quello che conta è l’amore. E loro amano al pari degli etero. Dove c’è amore c’è Dio. Per questo la Chiesa dovrebbe rivedere radicalmente il suo pensiero sugli omosessuali”.

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta