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martedì 1 febbraio 2011

Fotografate differenze di tratti cerebrali in transessuali...piccole considerazioni.

Fotografate differenze di tratti cerebrali in transessuali

Ricercatori spagnoli sono riusciti a ‘fotografare’ alcune differenze nel cervello di persone transessuali, muovendo passi in avanti verso possibili trattamenti, ad esempio per ritardare le pubertà e limitare così le sofferenze psicologiche del paziente.

Secondo un recente studio, infatti, il 38% di queste persone si rende conto della propria tendenza sessuale già dall’età di cinque anni, sentendosi spesso ‘imprigionato’ in un corpo che non riconosce.

Gli esperti guidati da Antonio Guillamon, del National University of Distance Education di Madrid, hanno applicato la tecnica della risonanza magnetica a un gruppo composto da 18 transessuali donne che si sentono uomini, 24 uomini e 19 donne. Come riporta lo studio in via di pubblicazione sul ‘Journal of Psychiatric Research’, che ha confermato i risultati già ottenuti in precedenti indagini ma solo su cadaveri, esistono delle differenze a livello di quattro aree del cervello. In particolare, “abbiamo dimostrato che il cervello delle transessuali incluse nel campione risulta come ‘mascolinizzato’, cioè assomiglia di più a quello di un uomo”.

In un’indagine separata, gli scienziati hanno usato la stessa tecnica per mettere a confronto il cervello di 18 uomini che si sentono donne con quello di 19 uomini e 19 donne. In questo caso è stato rilevato che in tutte le quattro zone ‘clou’ il cervello dei transessuali appare come una ‘via di mezzo’ fra quello maschile e femminile. “I loro cervelli – dice il ricercatore – non sono completamente mascolinizzati nè femmilizzati”. Guillamon non è certo di poter affermare quale sia la zona cerebrale maggiormente associata con la nozione di genere – riporta ‘New Scientist’ – ma Ivanka Savic-Berglund del Karolinska Institute di Stoccolma fa un’ipotesi: il fascicolo arcuato longitudinale superiore, “che connette il lobo parietale e quello frontale e potrebbe avere implicazioni nella percezione del proprio corpo”.

Fonte: http://www.liquidarea.com/2011/01/fotografate-differenze-di-tratti-cerebrali-in-transessuali/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+liquidarea+%28..%3A%3A%3A%3ALIQUIDAREA%3A%3A%3A%3A..%29

Come già mi espressi parecchie volte su questo tipo di argomento, la mia opinione non cambia, è sempre la medesima: se la ricerca si adoperasse solo per rendere la vita più facile ad una persona transgender/transessuale già in tenera età, allora si, io ci sto; in caso contrario, non sono più d'accordo.
Quello che, invece, non sopporto è quando vogliono cercare per forza una causa come se dovessero trovare una cura per il transessualismo; nsomma, come si volesse estinguere una specie diventata scomoda per la società. Il transgenderismo/transessualismo esiste da secoli: i libri di storia confermano ciò che sto dicendo.
L'unico sbaglio che credo non dovrebbero fare mai, è quello che fanno spesso e volentieri per quanto riguarda i bambini intersessuati: decidere il loro genere senza sapere davvero cosa vorranno "essere" da "grandi"; insomma, quando si parla di Identità di Genere e di bimbi, bisognerebbe andarci con i piedi di piombo.

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta