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sabato 26 febbraio 2011

Dall'America: manifestazione per i diritti civili in Brasile, misure per evitare l'omofobia in Honduras e una canzone contro i gay a Panamá

Facciamo un riassunto di quanto uccesso in questi giorni in alcuni paesi del mondo – in particolare Brasile, Honduras e Panamá –, in merito alla situazione delle persone omosessuali e delle varie lotte per i diritti civili.

A Rio de Janeiro, in Brasile, si è tenuta nei giorni scorsi una manifestazione – organizzata da vari enti lgbt del paese – a favore della tolleranza e delle diversità sessuale. Secondo la stampa vi hanno preso parte un migliaio di persona che, in maniera pacifica, hanno chiesto gli stessi diritti giuridici e sociali che hanno gli eterosessuali o, per usare le loro parole, “non vogliamo essere cittadini di terza classe”.
Attualmente in Brasile non c’è alcuna legge che punisce gli attacchi omofobici e questa è stata una delle richieste dei manifestanti. I mezzi di comunicazione hanno considerato la manifestazione un vero successo anche grazie al sostegno della Ministra per i Diritti Umani, e di vari deputati.

Negli ultimo diciotto mesi in Honduras sono stati uccisi trentaquattro omosessuali. E se la cifra è un vero e proprio scandalo, lo è ancora di più il fatto che nessuno di questi omicidi abbia un colpevole. Per porre fine a questa situazione, le autorità dell’Honduras hanno deciso di creare una Unità Speciale che indaghi sui delitti contro i gruppi più deboli, con l’intento di condurre indagini approfondite e di cercare di risolvere la situazione. Basti pensare che su 180 ordini di cattura emessi contro sospettati di omicidi, nessuno è stato eseguito.

A Panamá, invece, l’Asociación Hombres y Mujeres Nuevos, ha chiesto agli enti competenti la censura di una canzone considerata offensiva per il collettivo lgbt. Il titolo della canzone èPor qué non me has e la canta il gruppo di cumbia Samy y Sandra. Il problema gira intorno ad alcune frasi della canzone (Perché non mi hai detto che eri dell’altra sponda; Mi sembravi tanto maschio; Si diceva che fossi maschio invece sei Ricky Martin; Prima indossavi i calzoncini corti, ora i collant) che vengono considerate un vero e proprio affronto. Gli attivisti hanno anche inviato il testo a Ricky Martin perché valuti eventuali azioni legali. La canzone ha creato ancora più scalpore perché Samy e Sandra, fratello e sorella, si sono adoperati in passato a favore delle persone gay. I due, comunque, hanno detto di non capire tutta questa polemica dal momento che loro volevano solo stigmatizzare il comportamento di quanti non accettano la propria omosessualità e si sposano con una persona dell’altro sesso, dando così origine a inevitabili problemi.


Vi abbraccio

Marco Michele Caserta