ciao

venerdì 11 febbraio 2011

Da "La Sicilia" la recensione di Elvia Seminara; le foto della presentazione di Catania

«Io che ho cambiato
sesso e identità»
di ELVIRA SEMINARA

Chi sono, dove vivono i trans? Se lo chiedi a bruciapelo a qualcuno, ti risponderà: nei film, sulla strada, in certi locali particolari. Non è diverso sui media, dove il trans compare sempre vestito anzi spogliato in un certo modo – ricordate il caso Marrazzo? – figura 
equivoca, degradata, legata a “certi ambienti”, al confine tra legge e non.
La persona trans viene solitamente ignorata, rimossa dal tessuto “normodotato” della città perché scandalosa e disturbante, ma se compare è un antagonista sociale, perché insidia il canone, squinterna i poli. Inquieta.
Eppure. Quanta ignoranza e pregiudizio, coppia solidissima, c’è nel nostro atteggiamento? E’ da qui, dal bisogno elementare di conoscenza e informazione, di comprensione, che si muove il libro di Delia Vaccarello – che da dieci anni non a caso cura su L’unità la pagina Liberi tutti – intitolato “Evviva la neve”. E da qui, attraverso le tante testimonianze di uomini e donne transitate a una diversa sessualità, si snoda una storia che somiglia a un romanzo, fitta com’è di destini, passioni e scelte estreme, che mette insieme tecnica e poesia, documento e tenerezza, dolore e grazia.
Interessantissime, ad esempio le pagine scritte dentro la sala operatoria, per raccontare le sei ore di intervento in cui un uomo “diventa” una donna.
“E’ qui – dice Delia – che vedi incontrarsi per un attimo la vita e la morte, quando una “mutilazione” genera una nuova forma di vita, e assisti alla rinascita, al miracolo della metamorfosi, l’anima che si rigenera dentro un corpo finalmente adeguato ad essa”.
Perché la neve, infine? Perché è bella, è pulita, è naturale. Purifica e parifica. Sotto la neve non fa differenza un’antenna o un piccolo arbusto. La neve rinnova, reinvergina. E’ l’infanzia, il gioco, l’innocenza. E il trans è questo che chiede, essere restituito a se stesso, liberarsi di un corpo che subisce come una violenza, un sopruso. E riscrivere il romanzo della propria vita, facendo coincidere finalmente l’io narrante con la voce narrante.

9 Febbraio 2011
Album fotografico a cura di Monica Federico

Fonte: http://evvivalaneve.blog.tiscali.it/2011/02/11/da-la-sicilia-la-recensione-di-elvia-seminara-le-foto-della-presentazione-di-catania/

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta