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lunedì 28 febbraio 2011

Berlusconi: «No ai matrimoni gay». Vendola: «Bigotto, che sofferenza se avesse un figlio gay». Arcigay: «Berlusconi, dichiarazioni ridicole sul matrimonio gay».


II veto del premier alle unioni omosessuali e alle adozioni per single. «Finché governeremo non saranno mai equiparate alle famiglie tradizionali»


Berlusconi:

«Finché governeremo noi il Paese le unioni omosessuali non saranno mai equiparate alla famiglia tradizionale». Lo ha garantito il premier Silvio Berlusconi, in un suo intervento al congresso dei Cristianoriformisti. «Finché governeremo noi», ha proseguito, «non ci sarà mai la possibilità di adozioni per i single né per le coppie gay». Il capo del governo ha inoltre sottolineato la necessità di «politiche a sostegno della natalità e a sostegno delle donne» che vogliono avere figli.
Berlusconi concorda con il segretario Mazzocchi dei Cristianoriformisti sul fatto che la nostra società vive una crisi demografica ed è destinata ad invecchiare. «Per questo servono politiche a sostegno della natalità».

Per il premier Silvio Berlusconi, entro la fine della legislatura, saranno adottate politiche fiscali a favore delle famiglie. Ma mai sarà introdotta la patrimoniale.

Berlusconi ha spiegato inoltre che:

«una politica fiscale a favore delle famiglie è uno degli impegni fondamentali che prima della fine della legislatura intendiamo realizzare ad ogni costo. Al contrario», ha concluso «della sinistra che invece vuole rapinare le famiglie con una bella patrimoniale. Ma finché saremo noi al governo la patrimoniale gli italiani non la vedranno mai».



Vendola:

Silvio Berlusconi è "intollerante bigotto" e se avesse un "figlio gay" per il giovane sarebbe una "sofferenza". Nichi Vendola ha attaccato il presidente del Consiglio parlando alla manifestazione 'Cambia l'Italia'.  

"Berlusconi, sei un bigotto: ieri sei andato a un congresso semisagrestanico, hai detto quelle cose per farti perdonare il bunga bunga, sei andato a quel congresso di sepolcri imbiancati per farti perdonare il bunga-bunga. Se avesse un figlio gay che sofferenza regalerebbe a quel figlio questo suo modo di essere intollerante e di vedere la vita senza rispetto per gli altri".


Arcigay: 

Con un’affermazione pronunciata con cinica consapevolezza: “Fin quando governeremo noi non ci sarà mai un’equiparazione tra matrimonio tradizionale e unioni gay”, Silvio Berlusconi regala al Paese intero una mossa meschina che cerca di riconquistare un elettorato cattolico disgustato da mesi di scandali e storielle più o meno spregevoli, attraverso l’ennesimo uso spietato delle vite e degli amori delle persone omosessuali e transessuali .

Il tentativo strumentale è talmente evidente, e corredato da un attacco alla scuola pubblica in favore di quella privata, da non potere ingannare nessuno.

Rammenti il Presidente del Consiglio che è la Corte Costituzionale con la sentenza 138 /2010 ad aver equiparato i diritti delle coppie gay conviventi a quelli delle coppie eterosessuali coniugate, e che l’affermazione dei doveri e dei diritti di qualunque cittadino di questo Paese è assolutamente obbligo etico, politico, morale di un uomo di Governo.
Silvio Berlusconi con le sue parole straccia senza pudore la storia dell’eguaglianza in Europa; il dettato della Corte costituzionale, i principi di dignità delle persone che l’Unione afferma e che lui nega.

Non è di sinistra, né di destra affermare l’uguaglianza di diritti tra le persone, ma è patrimonio della coscienza civica e del buon governo.

Il Presidente dice di temere derive integraliste in Nord Africa e poi ce le ripropone in Italia? E’ evidente che il suo modello non sono gli USA di Obama che pochi giorni fa ha usato parole importanti a sostegno dei matrimoni gay: il Presidente del Consiglio si guardi attorno nel mondo per verificare quale tipo di paesi usino le persone lgbt per le peggiori derive ideologiche, e poi ci faccia sapere.

La Storia osserva e giudica tutti, caro Presidente, persino lei, e ricordi che milioni di persone gay, lesbiche e trans pagano regolarmente le tasse ed assolvono ai propri doveri sociali e civili, senza avere gli stessi diritti di qualunque cittadino.

Per queste persone le sue affermazioni sono davvero troppo ridicole per essere sopportate, ma per lei e per tutti in questo Paese sono davvero troppo poco per ripulirsi la coscienza.
La sua verginità la ricostruisca sottoponendosi al giudizio della Magistratura ma non con le nostre vite ed i nostri amori da sventolare come trofeo alle brame della parte più retriva di un Italia che lei contribuisce a frammentare.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

Nella fotografia Silvio Berlusconi Presidenza della Repubblica - Wikicommons

Fonte: http://www.arcigay.it/arcigay-berlusconi-dichiarazioni-ridicole-sul-matrimonio-gay

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta