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martedì 25 gennaio 2011

Storia di Angela mamma coraggiosa di una giovane Trans(Delia Vaccarello, l'Unità)


Difficoltà, tensioni in famiglia, problema a scuola. Il toccante racconto di una madre che si è battuta per sostenere la scelta del figlio “imprigionato” nel corpo di un ragazzo.
“Mia figlia alle superiori aveva ancora un aspetto maschile, ma veniva già presa di mira. Dopo una scritta infamante su un muro nei pressi della scuola ha iniziato a buttarsi nello studio, vestendosi come una rockstar. Scarpe con la zeppa, capelli ossigenati, magliette fuxia. Era già alta un metro e novanta, voleva farsi notare, affermarsi. Io mi vergognavo. Studiava ragioneria, è diventata bravissima, ha cominciato a isolarsi”. Flash di una adolescenza trans. A narrarli è Angela, una madre coraggio. La figlia di cui parla è nata maschio. Oggi ha 31 anni e dopo l'inizio della transizione da maschio a femmina ha scelto per sé il nome Chiara. Per Angela, Chiara è stata a lungo motivo di apprensione, fino al primo dialogo vero. Un giro di Boa. Vivono in un piccolo centro del Piemonte. Le ansie ormai sono legate ai pregiudizi e al lavoro : “Chiara è in gamba, ha ricevuto molti no, trovando lavori saltuari. La gente dice: che vada a Milano, lì queste persone passano inosservate. Ma perchè deve andare via? La nostra vita è qua”. Oggi lavora come barista in un locale dove fanno la lap-dance: “Potrebbe ottenere molto di più, quando le chiedo di cambiare, mi risponde: mamma è l'unico posto in cui sono accettata e vengo valorizzata per come sono. Chiara si difende. Cambiare vuol dire esporsi al rifiuto. Meglio poco che niente. E l'ingiustizia si compie. La barriera tra sé e gli altri ha iniziato a erigersi presto. “Avevo già intuito la sua parte femminile quando andava alle elementari: stava con le bambine, le piacevano le Barbie. Ero terrorizzata, volevo aiutarla e non sapevo come fare. Ho parlato con il prete dell'oratorio, mi ha detto . Gli insegnanti: . Né io né gli altri usavamo la parola Trans. Intanto veniva derisa dai maschi. Alle medie, sul muro vicino alla scuola trova scritto il suo nome e accanto . Ha finito col rispondere male, aggredire, urlare”. 

LA CONFESSIONE: "Avevo intuito la sua parte femminile già da quando era bambino".


La tensione arriva alle stelle anche in casa. Il padre non interviene, la madre non capisce più. La piccola Chiara annidata nel corpo di maschio non mangia, la mamma si affanna per prendere cibi succulenti. Inutile. Angela teme che voglia farsi del male, si sente impotente, si dispera. Soffrono, sono chiusi. Si aggrediscono. Un giorno la madre dice: “Non ce la faccio più, vai fuori di casa”. Dopo una notte passata da una cara amica, e qualche giorno per riprendersi, Chiara trova il coraggio, si decide: entra in cucina e mi dice: “mamma io mi sento una donna”.

Angela è in preda al panico. “Mio marito ascolta ma dice: pensaci tu. Siamo andati invano da tre psicologi. Nessuno capiva. La mia dottoressa della mutua mi diceva: non so dirti dove andare. Ero sola. Ho chiesto a mio marito che comperasse il pc. Ho navigato in Internet. Preso contatti con le associazioni. Ho saputo che in un ospedale di Milano c'erano medici che potevano darle una guida, di nascosto prendeva già ormoni”. Chiara aveva paura dei medici, pensava: “mi tratteranno come un mostro?".

Angela deve farsi forza ancora una volta. “Ho riunito tutta la famiglia in una stanza, ho detto: " adesso mi sentite: mi sono interessata, lei non vuole venire, così non va". Il padre e l'altra sorella ascoltavano davvero. Per tutti è un momento fondamentale. Vanno a Milano. Chiara inizia la transizione, per la prima volta esce vestita da donna. Ce la farà: “per strada la additano, noi due ridiamo – conclude Angela -, diciamo che la gente è in confusione. Oggi in casa va meglio. Se non l'aiutassimo noi, figuriamoci se lo farebbero gli altri. Vorrei che trovasse il lavoro che merita, che la sua vita fosse serena. Io sono al suo fianco, non smetto di lottare”.

Fonte: http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/d117ebb7a771da1a6693a3fa2d600e75.pdf 


Questa non è solo la metamorfosi di una donna trans* ma anche di una madre! Le auguro tutto il meglio che la vita può donare.

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta