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martedì 4 gennaio 2011

Nipote dona sperma alla zia e alla compagna: nascono due figli

Il giovane è poi deceduto in seguito alle complicazioni di un'ernia

MILANO - Per cinque anni Charles e Lynn Lowden hanno creduto che Carlton e Sarah fossero semplicemente i figli della sorella di lei, Sarah, e della sua partner, Claire.
E invece la coppia, originaria di Bedlington, nel Northumberland, ha da poco scoperto che i due bambini, rispettivamente di 5 e 2 anni, sono, in realtà, i nipotini naturali.I piccoli sono, infatti, stati concepiti grazie allo sperma che cinque anni prima il figlio dei Lowden, Charlie (morto nel dicembre scorso, all’età di 20 anni, per le complicazioni sopraggiunte dopo una banale operazione di ernia) aveva donato alla zia e alla sua compagna. All’epoca, il ragazzo stava per compiere i 16 anni e le due donne (che si sono sposate con rito civile a luglio dell’anno scorso, dopo 14 anni di relazione) gli chiesero questo regalo dopo che Claire aveva avuto un aborto, in seguito alla fecondazione di un altro donatore.

VICENDA SEGRETA - Charlie, legatissimo a zia Sarah, acconsentì, chiedendo però alle due donne di tenere la faccenda segreta per non turbare i genitori, e così prima è nato Carlton (inizialmente, doveva essere chiamato Charles, ma il padre si è opposto) e, tre anni dopo, la piccola Sarah. Ma la morte improvvisa del ragazzo ha costretto la zia a raccontare la verità alla sorella, distrutta dal dolore per la perdita del figlio. «Charlie era davvero speciale per me – ha raccontato zia Sarah ai giornali – e gli avrei dato il mondo, se avessi potuto. Non dimenticherò mai quello che ha fatto: ha regalato a me e a Claire una famiglia e quello era il nostro segreto. Ma quando è morto, ho dovuto dirlo a Lynn, perché non potevo sopportare l’idea che lei non sapesse che Carlton e Sarah fossero, in realtà, i suoi nipotini. Mia sorella era talmente disperata, diceva che di Charlie non le era rimasto niente e così io e Claire abbiamo deciso di raccontarle la verità». Malgrado Carlton fosse la copia sputata del padre e che spesso Charlie si divertisse con lui davanti allo specchio, dicendogli “io sono il tuo papà”, la signora Lowden non ha mai sospettato nulla e credeva si trattasse solo di un gioco. «Adesso, guardando Carlton, mi sembra di aver riavuto il mio Charlie indietro – ha confessato Lynn – e sono davvero felicissima di avere ancora un legame con mio figlio. Quando Charlie è morto, a me e a mio marito ci si è spezzato il cuore. Pensavamo che di lui non ci sarebbe rimasto nulla e, invece, abbiamo scoperto che non è così. Mi sarebbe solo piaciuto saperlo prima della sua morte, così Charlie avrebbe capito che noi avevamo accettato quello che aveva fatto». I Lowden non riescono, comunque, a rassegnarsi alla perdita del figlio e hanno intentato una causa all’ Hexham General Hospital di Northumberland, sostenendo che non sono state garantite le necessarie misure di sicurezza. La prima udienza è prevista per il 20 gennaio.

Simona Marchetti

Fonte: http://www.corriere.it/cronache/10_dicembre_30/ragazzo-donatore-marchetti_f0f5d134-1413-11e0-96ea-00144f02aabc.shtml

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta