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venerdì 7 gennaio 2011

Leo Gullotta, l'omosessualità, le unioni gay

 Ho sempre stimato Leo Gullotta per il suo modo di porsi, per la sua coerenza, per il suo modo di essere semplice e gioviale che si nota quando lo si incontra per le strade delle nostre città e lui risponde sempre con un sorriso a tutti. La sua coerenza la si nota anche nell’intervista rilasciata oggi a Simonetta Robiony dell'Editoriale "La Stampa" in cui si parla della carriera artistica dell’attore siciliano. Non sono mancate domande sulla sua omosessualità (Gullotta ha fatto coming out nel 1995 durante una puntata di Domenica In).

Sono stato etero per un certo tempo, poi, con naturalezza, ho scoperto che mi piaceva di più l’altro. Cresciuto in una famiglia libera ho fatto le mie scelte. Non le ho mai sbandierate anche se sono a favore delle unioni gay come a favore della difesa di qualunque minoranza.

Leo Gullotta racconta poi dell’unico caso in cui l’essere omosessuale gli ha creato problemi: è accaduto in Rai in occasione della fiction su Don Puglisi.

La Rai voleva fare una fiction su Don Puglisi e aveva scelto me per il ruolo del protagonista. Poi la Chiesa cominciò a parlare di beatificarlo e i funzionari della tv di Stato, più realisti del re, mi tolsero la parte. Non era bello che un gay facesse un santo. Con Luigi Manconi decisi di denunciare il caso con una interrogazione parlamentare, ma in quel periodo diventava capo del governo Berlusconi e, denunciando una cosa avvenuta sotto il centro-sinistra, pareva volessi montare sul carro del vincitore. Ho fermato tutto.


Vi abbraccio

Marco Michele Caserta