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martedì 18 gennaio 2011

Brenda e i pregiudizi

“A nessuno interessa cosa ci sia dentro quei corpi: ecco la fine che fanno i corpi quando si nega loro il volto. È un vertiginoso passo indietro che sgomenta. Per Maria Gigliola Toniollo, alla testa della cgil Nuovi diritti, «il pregiudizio è durissimo a morire e ha dei momenti di forti ricadute. Avrei pensato che il vero fatto positivo dopo vent’anni di lavoro nostro e delle associazioni fosse un miglioramento della conoscenza e dell’immagine della persona transessuale, ma i media sulla vicenda Marrazzo sono stati capaci di riportarci indietro in una sorta di Medioevo e di farci dubitare dell’utilità di tante belle iniziative».
Nell’autunno del 2009, per giorni e giorni, tv e quotidiani hanno definito anche nei titoli il luogo dove avvenivano gli incontri «il condominio dei trans»; hanno ospitato nel corso di trasmissioni televisive persone che si prostituiscono definendole «i trans» (con alcune felici eccezioni). L’uso dell’aggettivo maschile a fronte di un aspetto femminile diceva chiaro che a dettare legge è il sesso biologico, null’altro. Se in altre vicende per indicare le prostitute di genere femminile si fosse usato il termine «le donne», con titoli del tipo «il condominio delle donne», avrebbe dilagato il pregiudizio che vuole tutte le donne prima o poi prostitute. Ma il termine in voga è ormai «escort», che rimanda a venditrici del sesso costose, esigenti, status symbol. Adesso l’automatismo è un altro: «Dico trans e intendo prostituta da marciapiede». L’immagine del corpo «vuoto dentro» attira come una calamita le fantasie sulle pratiche di un sesso tanto degradato e anonimo, fatto di pezzi – pene e seno –, quanto ricercato come una frontiera buia della trasgressione. Apre varchi all’insinuarsi dei moderni necrofili. Il sesso si allontana anni luce dal volto, dagli occhi, dalla voce. Si svuota, si priva della gioia. Le persone trans hanno urlato il loro no”. (Da Evviva la Neve, pag.91)

Fonte: http://draft.blogger.com/post-create.g?blogID=5291158690488459214 

Non dimentichiamo!
Vi abbraccio

Marco Michele Caserta