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martedì 11 gennaio 2011

Arcigay. Il Papa sulle unioni civili sbaglia.

Per Paolo Patanè: “Riconoscimento giuridico risposta a bisogni essenziali”

L’Arcigay contro il papa: “Il pontefice, nel discorso di oggi rivolto ai diplomatici accreditati presso la Santa Sede, afferma – si legge in una dichiarazione di Paolo Patanè, presidente nazionale dell’Arcigay – che la possibilità per gay e lesbiche di contrarre matrimonio o unioni civili sono mera ‘espressione di desideri egoistici e non trovano il loro fondamento nell’autentica natura umana’ (in realtà il pontefice ha parlato genericamente di ‘pretesi nuovi diritti’, ndr)”.
“Ci preme ribadire, per l’ennesima volta, che tale riconoscimento giuridico – continua Patanè – costituisce invece la giusta risposta a bisogni essenziali di cittadine e cittadini, utili al pieno sviluppo della personalità umana, come riconosciuto ormai dalla stragrande maggioranza delle democrazie occidentali e dalle legislazioni di moltissimi paesi, che tutelano l’uguaglianza nell’ambito dei valori civili di uno stato laico e democratico. Non a caso anche la Corte costituzionale italiana ha riconosciuto l’alto valore sociale delle coppie omosessuali e ha sottolineato l’urgenza di un istituto giuridico che le tuteli, invitando il Parlamento a sanare tale vulnus legislativo”.

“Da parte nostra – dice ancora il rpesidente dell’Arcigay – combattere per i diritti civili significa garantire diritti-doveri a omosessuali e lesbiche, senza limitare in alcun modo la libertà di espressione delle diverse fedi religiose, nel pieno rispetto dovuto alle parti. Sul terreno delle discriminazioni religiose, in occasione del mese del dialogo tra omosessuali e religioni, ci sentiamo in dovere di affiancare la nostra battaglia civile ad una piena difesa della libertà religiosa, sia essa dei cristiani copti perseguitati in Egitto, sia essa dei credenti di religione ebraica colpiti dall’antisemitismo, sia essa dei molti fedeli musulmani o di qualunque altra religione che desiderino avere luoghi di culto in cui esprimere la propria fede al di fuori del paese d’origine”.

“Uno stato laico – prosegue Patanè – tutela la libera espressione di ogni aspetto della vita sociale, garantendo che esso si sviluppi nel pieno rispetto dei valori della Carta costituzionale. Le limitazione alle libertà religiose, insieme alla limitazione delle libertà civili e sociali sono una violazione dei diritti umani fondamentali ed una ferita alla democrazia. Su questo fronte omosessuali e chiesa cattolica potrebbero avere un terreno comune di dibattito e lotta”. “In occasione del 13 Gennaio, giornata di dialogo fra religioni ed omosessualità, inviteremo pubblicamente la Chiesa cattolica – annuncia Patanè – ad aprire un dialogo franco ed aperto con la comunità gay, lesbica e transessuale italiana”.

Fonte: http://gaynews24.com/?p=18122

Vi abbraccio

Marco Michele Caserta