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venerdì 3 dicembre 2010

Suicida per il no al sacerdozio: c'entra l'omosessualità?

Due suicidi tragici negli ultimi giorni riaprono con violenza la questione del sacerdozio e dell’omosessualità dei preti, dopo le parole di Benedetto XVI, che nel libro intervista “Luce del mondo” aveva ribadito il no all’abito talare per i gay.

Il 51enne don Sergio, che aveva subito l’outing dalle Iene (era stato sputtanato in tv in quanto omosessuale), si è tolto la vita qualche giorno fa buttandosi sotto il treno Milano-Venezia. A Orvieto, invece, un giovane diacono si suicida dopo che il Vaticano gli nega l’ordinazione e in giro si comincia a parlare di una sua presunta omosessualità.

Luca ha 27 anni, è già un diacono e il suo sogno è diventare sacerdote; anzi, il giorno dell’ordinazione è già stato fissato per il 7 dicembre 2010. A pochi giorni dalla cerimonia, però, arriva la delusione cocente: la Santa Sede respinge la sua richiesta perché “non è ancora maturo”, anche se il suo vescovo, monsignor Giovanni Scanavino, ritiene che sia pronto a diventare prete. Così martedì Luca sale sulle mura di Oriveto e di sera, tra le 21:30 e le 22, si butta giù dopo avere scritto una lettera che esprime tutta la sua delusione e sofferenza.

Nella lettera il giovane, di origini pugliesi, ammette di essere “fragile” e chiede di pregare per lui per aiutarlo a ottenere il perdono di Dio; ma perché il Vaticano gli ha negato il sacerdozio?

Alcune voci, arrivate anche all’orecchio del procuratore di Orvieto, sostenevano che il giovane fosse gay, ma il vescovo respinge questa ricostruzione e parla piuttosto di non meglio precisati problemi legati alle sue amicizie. Resta il fatto che il diacono era stato allontanato dal seminario di Molfetta, poi era passato a Fermo e infine aveva completato la formazione teologica a Roma, all’Università Lateranense. Da lì si era spostato a Orvieto: due anni nella parrocchia di San Venanzo e tre in quella di Ficulle per diventare poi segretario del vescovo.

Non possiamo sapere - e non ci interessa - se questo diacono non ancora trentenne fosse gay: quello che conta è che il suo desiderio era diventare sacerdote e il no lo ha portato alla disperazione e al suicidio. Certo, se quel no fosse dovuto unicamente alla sua omosessualità, vera o presunta, la chiesa cattolica dovrebbe riflettere a lungo sulle sue ultime decisioni in materia di sacerdozio.


Boh, io non ho parole, anche se ormai non c'è più nulla di cui stupirci quando si parla di "chiesa"!!!
Però voglio spezzare una lancia a favore delle Iene, perchè loro non vollero smascherare tanto il prete omosessuale in quanto tale ma quanto le molestie inflitte ad un ragazzino: è totalmente diverso, mi spiace ma certe cose VANNO DENUNCIATE ANCHE PUBBLICAMENTE!!!
Vi abbraccio
Marco Michele Caserta