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martedì 7 dicembre 2010

Cambio sesso ma resto sposata: la sentenza le dà ragione. La mia considerazione in merito.

Il Tribunale di Modena riconosce l'unione transessuale tra Alessandra Bernaroli e la moglie dopo che i comuni di Bologna e Finale avevano considerato le nozze nulle.

Modena, 3 dicembre 2010. Il cambio di sesso di uno dei coniugi non comporta l’automatica cessazione degli effetti civili del matrimonio. Lo ha deciso la seconda sezione civile del Tribunale di Modena composta dai giudici Ornella D’Orazi, Ester Russo e Giuseppe Pagliani.

Una sentenza emessa lo scorso mese di ottobre e che, di fatto, riconosce l’unione transessuale tra Alessandra Bernaroli (che per 35 anni è stato Alessandro) e la moglie. Alessandra, funzionaria di banca e sindacalista, è nata a Mirandola, si è sposata (quando era un uomo) in chiesa a Massa Finalese, lavora a Modena e oggi che ha 39 anni abita con la moglie a Bologna.

E proprio per rimanere sposata ha ingaggiato una battaglia legale con i Comuni di Finale e Bologna, oltre che con il ministero dell’Interno, che invece avevano decretato la fine del matrimonio nel momento in cui Alessando, il 30 giugno 2009, all’anagrafe è diventato Alessandra.

Come ha saputo che il suo matrimonio era stato ‘annullato’?"Avevo chiesto la nuova carta d’identità al Comune di Bologna, dove oggi risiedo, ma il documento non arrivava mai. Alla fine, tramite i miei avvocati, ho scoperto che le variazioni di nome e sesso avevano comportato anche quella dello stato civile. A Bologna mia moglie ed io risultavamo separati e addirittura con indirizzi diversi (tra cui uno inventato) nonostante si viva nella stessa casa. Per quanto riguarda Finale Emilia, il Comune ha dichiarato nullo il matrimonio senza avvisarmi, sebbene il Ministero avesse dato un parere non vincolante. Mi chiedo come sia possibile una cosa simile visto che anche la Chiesa, non riconoscendo il cambio di sesso, ritiene le nozze valide".


Come siete riuscite a vincere la causa?

"Innanzitutto il mio non è un matrimonio omosessaule, vietato in Italia, ma transessuale, regolarmente celebrato in chiesa tra un uomo e una donna. Poi il mio percorso di vita mi ha portato a cambiare sesso. Mia moglie lo ha accettato con un grandissimo atto d’amore. La legge dice che un matrimonio è valido finché una delle parti non chiede il divorzio. Nel nostro caso nessuno ha chiesto il divorzio. Il cambiamento di sesso può essere causa di scioglimento di matrimonio, nel caso uno dei coniugi voglia separarsi, ma non lo è d’ufficio".

Era pronta a questa battaglia legale?
"Sinceramente, essendomi documentata, sono sempre stata tranquilla sotto gli aspetti clinico e giuridico. Quello che è successo è sconcertante. Nelle istituzioni ho trovato un muro di gomma. Dai Comuni solo porte in faccia e nessuna volontà di ascoltare le mie ragioni. Spero che questa sentenza rappresenti un punto fermo per la giurisprudenza".


Il ministerò farà ricorso in Appello...

"Lo so, la battaglia non è finita. C’è un accanimento giuridico inconcepibile".


Nel frattempo, che cosa farà?

"Sto valutando l’impegno politico, a Bologna è il momento giusto anche per portare l’attenzione su questi temi troppo spesso ignorati".


Certo, che abbia vinto questa prima fase della sua causa ne sono contentissimo e su quello non ci piove: figuriamoci se proprio io ero contrario; solo su un paio di cose non sono assolutissimamente d'accordo con lei. La prima cosa, per me di vitale importanza, fa riferimento ad una sua affermazione: aver detto che, ora, il suo non è un matrimonio omosessuale ma transessuale è la cosa più spiacevole e scorretta che poteva affermare; secondo me ha sbagliato alla grande, non doveva puntare verso quella direzione se, oltre se stessa, voleva dare una mano a tutta la comunità LGBT!!!Vorrei tanto che da questa piccola vittoria partisse un percorso che includesse anche un discorso più ampio: le unioni omosessuali; quello che poi, a conti fatti, è diventato il suo matrimonio dopo il cambio dei documenti. E' giusto che sia così, è giusto che da questa piccola vittoria parti un qualcosa di più grande!!!La seconda cosa per me importante, invece, fa rifermento ad una sua intervista andata in onda sul Tg5, il 2 Dicembre alle ore 20:00; ecco, in quell'occasione non ho sentito quello che avrei voluto si dicesse a proposito del Transessualismo. A detta sua la Transessualità viene appunto considerata una patologia clinica: beh, e poi? Nient'altro? Che dire: secondo me poteva spendere qualche parola in più a proposito; spero solo che, per mancanza di tempo, qualche pezzo della sua intervista sia stata tagliato da loro durante il montaggio del video: insomma, da una persona Transessuale di sicuro non ci si aspetta di sentire dire solo che il Transessualismo viene considerato una patologia clinica e basta!!!Oltretutto, dopo tutto quello che si sta facendo per la Depatologizzazione del Transessaulismo, la sua è stata un'affermazione spoglia ed infelice; di sicuro il messaggio da lei dato non ci ha fatto uscire per le persone sane di mente (clinicamente parlando) che in realtà siamo: diverse (qualsiasi essere umano è diverso l'uno dall'altro), quello si, ma SANE DI MENTE!!!
Vi abbraccio
Marco Michele Caserta