ciao

giovedì 30 dicembre 2010

Infrangere i tabù : quali rischi? Delia Vaccarello intervistata da Elena Romanello sul portale Nuova Società


indexDa Nuova Società, il settimanale diretto da Diego Novelli Delia Vaccarello, scrivere sulla diversità (link dell'intervista: http://www.nuovasocieta.it/interviste/10257-delia-vaccarello-scrivere-sulla-diversita-.html )

Giovedì 30 Dicembre 2010 10:19

di Elena Romanello

Imma Battaglia: è importante la sentenza del tribunale siciliano che affida i figli a mamma lesbica.

La presidente di ‘Gay Project’ Imma Battaglia esulta dopo la sentenza di un giudice di Enna che ha stabilito che la mamma lesbica puo’ tenere i figli. “Il fatto che il giudice Alessandro Dagnino abbia scritto nella sua ordinanza che ”la relazione omosessuale di una madre non costituisce ostacolo all’affidamento condiviso dei figli” e’ molto importante “, sottolinea in una nota.
mercoledì 29 dicembre 2010

Violentò una transessuale al Cie di via Corelli. Agente di polizia condannato a sette anni.

Il poliziotto è stato assolto dalle accuse di sfruttamento della prostituzione e molestie.
Mauro Tavelli nel 2009 avrebbe costretto la brasiliana a un rapporto orale promettendogli la libertà.

Nicaragua: Chiesa cattolica contro matrimoni gay

Chiesa NicaraguaAnche in Nicaragua, come purtroppo in molte parti del mondo, le persone omosessuali devono fronteggiare l’intolleranza della Chiesa cattolica, che anche qui si oppone con forza ai diritti rivendicati dalla comunità gay, a cominciare da quello del matrimonio omosessuale.

Silvana Mura: “Le coppie gay possono formare una famiglia”

Famiglia omosessuale Le coppie omosessuali possono formare una famiglia? Per molte persino è addirittura impensabile che due persone gay possano stare insieme, ma fortunatamente molte altre persone riescono a comprendere il bisogno di ogni persona, omosessuale, transessuale o eterosessuale, di trovare l’amore, di avere una famiglia, di donare affetto a dei figli.
martedì 28 dicembre 2010

Nero su Bianco: Intervista di Delia Vaccarello con il suo libro "Evviva la neve"

 
Lunedì sera, il 26-12-2010 alle 21.30 a "Nero su Bianco" (Sky, canale Arturo), é andata in onda l'intervista della scrittrice Delia Vaccarello, fatta da Alessandra Casella, sul suo libro: "Evviva la neve (vite di trans e transgender)".
lunedì 27 dicembre 2010

LA TRANSESSUALE CHE HA FATTO STORIA NEL TENNIS

Richard Raskind nacque a New York il 19 Agosto del 1934. Capitano della squadra di tennis del suo liceo, l’ Horace Main School, a 15 anni vinse il torneo di singolare del campionato interscolastico tra istituti privati della East-Coast. All’università di Yale fu ancora capitano del team di tennis e si laureò poi alla Medical School di Rochester, divenendo un chirurgo oculista; servì nella marina americana come tenente capitano e nel 1972 vinse i campionati americani over 35.
domenica 26 dicembre 2010

Benedetto XVI all’Angelus ribadisce la centralità della famiglia tradizionale. Esseri umani di serie A e di serie B.

Il 26 dicembre è la giornata consacrata alla Sacra Famiglia dalla chiesa cattolica e Benedetto XVI, nel corso della recita dell’Angelus, ha puntualmente sottolineato che i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre. Questa è l’unica cosa importante:
venerdì 24 dicembre 2010

Felice Natale a tutti!!!

Oggi dovrebbe essere un giorno di pace, un giorno di armonia con gli altri e con se stessi; probabilmente per alcuni lo sarà e per altri purtroppo no.


Ma se la forza, il coraggio e la voglia di vivere ci accompagnerà in ogni momento della nostra vita...

e se cercando di guardare il mondo con occhi attenti e non egoisti riuscissimo non solo a sorreggere noi stessi...

e se sentiremo accanto noi, sempre e in ogni attimo del nostro cammino, qualcuno di sconosciuto ma tanto forte e superiore che ci donerà lo spirito giusto per vivere ogni secondo della nostra vita con la stessa intensità e voglia di donare un sorriso anche se dentro si sta piangendo...

BEH, ALLORA CI SARA' SEMPRE AMORE DA DARE E DA RICEVERE, NON SOLO A NATALE, MA PER TUTTA LA VITA!

CON QUESTA MIA POESIA VI AUGURO UN FELICE NATALE E TUTTE LE FESTE CHE LO SEGUIRANNO!

20-12-10 Live- Le storie: L'odissea di chi decide di cambiare sesso... e la mia impressione sul libro: "Evviva la neve" di Delia Vaccarello

Lunedì 20/10/2010 è andata in onda, su Italia Uno, la puntata di Live-Storie: L'odissea di chi decide di cambiare sesso...; sono minuti intensi, quelli che vedono come protagonisti la Transessualità e le storie di vita reale: vite vissute dalle persone transessuali. Una puntata densa di voci, di volti, compreso quello di Delia Vaccarello con il suo libro "Evviva la neve"; la stessa che ha dato voce a quei volti, a quelle storie cariche di sofferenza, di malessere ma che allo stesso tempo sono piene di VITA: piene di VOGLIA DI ESISTERE!!!
mercoledì 22 dicembre 2010

Trans si impicca per i debiti accumulati dall’azienda

L’imprenditore diventato donna si è ucciso nella fabbrica ereditata dal padre. Lettera-testamento: sola e sconfitta, non voglio una tomba dove essere ricordata
MESTRE - Nove pagine di «testamento». Un lungo addio, pieno di dolore, di rabbia, di rancore. E di indicazioni: non voglio nessuna tomba dove poter essere ricordata, meglio ceneri al vento, e voglio essere cremata insieme al mio cagnolino di stoffa, l’unico che mi ha sempre dato calore.

L’intervista a Delia Vaccarello di Giovanni Molaschi

Delia Vaccarello è una giornalista. Un vero e proprio punto di riferimento per chi si occupa di informazione GLBTQ. Attraverso “Liberi tutti”, la rubrica che cura per l’Unità, racconta i cambiamenti della comunità omo e transessuale. La giornalista non scrive solo per i quotidiani. Con Mondadori ha pubblicato dei libri. A Queerblog ha parlato di “Evviva la neve”, di cui ci eravamo già occupati qui.

“Evviva la neve” esce otto anni dopo “Gli svergognati”. In entrambi i libri lei si occupa di trans. Dal 2002, in Italia, è cambiato qualcosa per queste persone?

Onu. In risoluzione su minoranze Usa ottengono inserimento anche le azioni contro le persone Lgbtq.

L’Onu ha approvato una risoluzione che condanna la discriminazione contro le minoranze e vi ha incluso le azioni violente contro i gay. Si tratta di “un messaggio chiaro” a chi non vuole capire che i diritti umani riguardano anche l’orientamento sessuale degli individui, ha detto Susan Rice, ambasciatore americano al Palazzo di Vetro.
lunedì 20 dicembre 2010

Europride 2011. Si è riunito il comitato organizzatore

A Roma il 18 gennaio in una sede della Cgil si è riunito il movimento glbtq italiano. Erano presenti le varie associazioni, gruppi e collettivi che formano il variegato universo di volontariato che ogni giorno lavora per le battaglie culturali e la richiesta di diritti per le persone gay, lesbiche e trans in Italia, con il supporto anche di imprenditori di settore.

Da Trento. Arcivescovo Luigi Bressan ribadisce: “Gay si diventa. No al preservativo”.

Alcuni giovani si sono rivolti direttamente all’arcivescovo di Trento Luigi Bressan per chiedere minore rigidità da parte della Chiesa sui temi della sessualità e dell’affettività. Lui, secondo quanto ormai da anni perseguito dalla chiesa li ha invitati all’astinenza, e qualcuno lo ha contestato. È successo a Taio, dove l’altra sera si è tenuto un incontro rivolto ai ragazzi del decanato, nell’ambito della visita pastorale. I canti con la chitarra hanno animato l’incontro e numerose sono state le domande poste dai ragazzi, la maggior parte dei quali frequenta le scuole superiori.

Appello. Partecipa, diffondi il questionario sulle relazioni di coppia dei trans

Il Corso di Laurea Magistrale in “Psicologia clinica, dinamica e di comunità”, in collaborazione con il sito www.bullismoomofobico.it, ha avviato uno studio volto a comprendere le dinamiche affettive e la condizione psicosociale di coppie in cui uno tra i partner è transessuale/transgender (MtoF e/o FtoM).

(Link Articolo Correlato)

sabato 18 dicembre 2010

Luxuria in scena a Bari con “Si Sdrai per Favore”

Vladimir Luxuria torna in scena al Teatro Forma di Bari venerdì 14 e sabato 15 gennaio 2011 con lo spettacolo cult:


Si sdrai per favore

Vladimir Luxuria

Vladimir LuxuriaSpettacolo poliedrico che affronta i problemi della sessualità in chiave comica e …. “scientifica”
di Vladimir Luxuria e Roberto Piana
con la partecipazione medico-spettacolare di Fuxia
costumi Davide Cordova e Agostino Torchietto
regia Roberto Piana.

Rai e Mediaset contro lo spot ”lesbico” di Renault (video)

Punito solo un gioco di ammiccamenti e sguardi. “La competizione è femmina”

La Renault osa. Dopo lo spot con il papà drag queen (qui il video nella versione francese), arriva quello “lesbico”.

Virgolette d’obbligo. Perché, guardare per credere

Piuttosto un gioco di ammiccamenti e sguardi. Accompagnato dal claim: “La competizione è femmina”.

Tanto basta, però, per bloccare e censurare la pubblicità della nuova macchina di casa francese Twingo Miss Sixty. Targata ancora una volta “Publicis Milano”.
Sì, perché Rai e Mediaset hanno deciso di sospendere la pubblicità. Visibile, ora, solo su Sky.

Sembra infatti che i due colossi tv abbiano ritirato lo spot per chiedere un parere sulla messa in onda all’Autorità garante delle Comunicazioni.

Un delirio di “bacchettonaggine” davvero incomprensibile.


Soliti falsi e bigotti, al posto di togliere questa innocua pubblicità, che facessero piazza pulita di tutta la volgarità che trasmettono a qualsiasi ora del giorno!!!

Vi abbraccio
Marco Michele Caserta

L’ONU condanni esplicitamente le uccisioni di gay, lesbiche e trans nel mondo


All’illustre attenzione del Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e dell’Ambasciatore Cesare Maria Ragaglini, rappresentante Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite, Lunedì 20 dicembre prossimo le Nazioni Unite voteranno una risoluzione determinante nel decidere se includere esplicitamente le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali in una risoluzione sulle esecuzioni extragiudiziali, arbitrarie e sommarie.
venerdì 17 dicembre 2010

Essere gay in Iran: dalla discriminazione alla morte

Le dichiarazioni di Ahmadinejad sono state prese poco seriamente quando sostenne che le persone gay in Iran non esistono. In realtà, la società Iraniana non fa eccezione e il trattamento riservato alla comunità omosessuale iraniana non è di certo uno scherzo. Non sono passati neppure tre anni, da quando Ahmadinejad, durante una visita a New York, aveva dichiarato:

“In Iran non ci sono omosessuali come nella vostra società. In realtà nel nostro Paese non esistono“.

Le sue parole hanno aumentato la consapevolezza circa il problema delle minoranze in Iran.

Purtroppo la questione lgbt nel mondo islamico, la cui immagine icona è rappresentata da una foto di una coppia gay impiccata, non è per nulla facile. Per la condotta nei confronti della comunità lgbt, l’Iran si aggiudica il premio per l’Omofobia occupando l’ultimo posto nella classifica internazionale. Infatti, è uno dei sette paesi al mondo che mantiene la pena di morte per atti consensuali tra persone omosessuali, gli altri paesi sono Mauritana, Arabia Saudita, Yemen, Sudan e alcuni paesi della Somalia e della Nigeria. Fortunatamente il quadro non è totalmente negativo; difatti un piccolo numero d’iraniani, soprattutto quelli appartenenti alle classi medie e medio – alte, s’identifica come omosessuale e alcuni sarebbero tolleranti sulla questione lgbt. Esistono poi alcune comunità attiviste lgbt, seppure a livello embrionale, nelle grandi città come Teheran, Esfahan, Shiraz, dove vengono messi a disposizione, per incontri per attività socio culturali, caffè, parchi e ristoranti. Nonostante le dichiarazioni di Ahmadinejad sull’inesistenza degli omosessuali, questi possono trarre pochi vantaggi nel Paese. Ad esempio, possono richiedere l’esenzione dal servizio militare, dichiarandosi affetti da disturbo comportamentale o deviati, senza la necessità di ammettere di aver avuto rapporti omosessuali. Certamente questo va a ledere l’immagine sociale dell’individuo, comportando quindi un rovescio della medaglia, visto che tutti coloro che risultano deviati sul certificato di esenzione, avranno poche possibilità a trovare un lavoro. Un altro punto a suo favore è quello degli interventi chirurgici per i transessuali. Via di uscita, quest’ultima, adottata da diversi gay per evitare le terrificanti punizioni. La persecuzione nei confronti degli omosessuali in Iran non è da ricondurre solo alla responsabilità del regime, la persecuzione si verifica anche in altri contesti come nelle scuole e nelle famiglie, dove ovviamente sono le dottrine del regime ad influenzare i comportamenti omofobi. Risulta difficile poter quantificare nel dettaglio quante siano le punizioni inflitte alla comunità lgbt per via dell’orientamento, questo perché il regime iraniano tende a mantenere in privato i casi che riguardano i reati contro la cosiddetta morale mentre rende d’interesse pubblico quelle in cui il reato viene punito con la pena di morte. Quindi è difficile capire se l’individuo accusato per reato morale sia in realtà punito perché omosessuale. Ulteriore complicazione è data dal fatto che gli iraniani condannati per sodomia non vengono accusati direttamente per quel crimine, al fine di depistare l’opinione pubblica internazionale.

La legge iraniana non è direttamente contraria alle persone della comunità lgbt, ma criminalizza tutti i rapporti fuori dal matrimonio tradizionale anche se in realtà la legge viene applicata in maniera sproporzionata.

Le pene sono severe soprattutto perché la sodomia è punibile con la morte. I crimini minori sono puniti con la fustigazione. Il frottage è punito con 100 frustate mentre il bacio tra due uomini o tra due donne è punito con 60 frustrate, due uomini o due donne trovati nudi sotto le coperte, seppure senza aver fatto nulla, vengono puniti con 99 frustate. La punizione per le donne omosessuali è di 100 frustate e dopo 4 accuse si rischia la condanna a morte.

Per eseguire tali condanne, sempre secondo la legge, è necessaria la testimonianza diretta di almeno 4 uomini, cosa molto improbabile a meno che tali comportamenti non si verificano in pieno giorno in luoghi pubblici. In alternativa può esserci una testimonianza dell’imputato accusato, di fronte il giudice, anche questo è poco probabile che accada, a meno che la confessione non sia forzata e quindi frutto di precedenti minacce; infine la condanna può eseguirsi sulla base del giudizio del giudice in base alle prove in possesso e sulle convinzioni personali nei confronti dell’imputato.

Secondo quanto dichiarato dall’Human Rights Watch i giudici spesso si basano sulle confessioni degli imputati sottoposti a precedenti torture fisiche e psicologiche. Tutto ciò conferma un comportamento aggressivo e poco equo nei confronti di una minoranza, quale la comunità omosessuale.

Fonte: http://www.gaywave.it/articolo/essere-gay-in-iran-dalla-discriminazione-alla-morte/25741/

Vi abbraccio
Marco Michele Caserta

Arte Contemporanea T: Gender Obsolescence - Human Installation #1 (Obsolescenza del Genere - Installazione Umana #1)

Gender Obsolescence
The solemn ritual presents variety of genders and describes FtM (Female to Male) transition
The naked body and the I. The mask and the stereotype.
It’s a gynandroid performance where the transition process is intermingled with poetry.
Sex is represented as skin, female, male. Gender is represented in the sense of self, of man, and of woman. A journey, a crossing, a transition. Naked bodies lined up slowly coming closer. Each individual has a story. They are holding hands. Changing sex is painful like birth. The golden masks on their faces are not to hide their identities: In fact as they come closer it is possible to distinguish their genders: a biological man, a trans man, a trans woman, a biological woman. From the bottom of the stage, a female creature unfolds from behind a black towel and goes to stand behind them: she walks across touching the bodies, one after the other. The pain is tiring, the flesh a substance to be shaped. The solemn rite of dressing up - in trousers, jacket and tie: it's the return to the opposite. For a transsexual changing sex is not becoming a man but a return to being a man. There is no need to wear the masks anymore: the self is revealed.

Genere Obsolescenza
Il rito solenne presenta varietà di generi e descrive FtM (da femmina a maschio) di transizione.
Il corpo nudo e l'IO. La maschera e lo stereotipo. 
Si tratta di una performance gynandroid dove si mescola il processo di transizione con la poesia. 
Il sesso è rappresentato come la pelle, femminile, maschile. Il genere è rappresentato nel senso di sé, dell'uomo e della donna. Il genere è rappresentato nel senso di sé, dell'uomo e della donna. Un viaggio, un passaggio, una transizione. Corpi nudi allineati lentamente avvicinarsi. Ogni individuo ha una storia. Essi si tengono per mano. Cambiare sesso è doloroso come la nascita. Le maschere d'oro sui loro volti non sono per nascondere le loro identità: infatti come essi si avvicinano, è possibile distinguere il loro sesso: un uomo biologico, un uomo trans, una donna trans, una donna biologica. Dal fondo del palco, una creatura femminile si snoda da dietro un telo nero e va a stare dietro a loro: lei cammina da una parte all'altra toccando i corpi, uno dopo l'altro. Il dolore è faticoso, la carne una sostanza da plasmare. Il solenne rito di vestirsi - in pantaloni, giacca e cravatta: è il ritorno al contrario. Per un transessuale cambiare sesso non è diventare uomo ma un ritorno ad essere uomo. Non c'è più bisogno di indossare le maschere: il sè si rivela.

By Kyrahm and Julius Kaiser

AWARD: ARTE LAGUNA PRIZE - PERFORMANCE ART - 2009
(International Art prize - Venezia, Italy)

International Festivals:
IDKEX, Columbus (Ohio) - USA 2008

Chosen among the 30 best gender exploration performances in the world
Berlin Drag Festival - Germany 2008

Vi abbraccio
Marco Michele Caserta

giovedì 16 dicembre 2010

Berlusconi: “Con un gay? Perché no!” e il web si propone

Da “meglio macho che gay” a “con un gay? Perché no!” – la parabola berlusconiana è stata scandita da una serie di esternazioni che hanno reso palesi i rapporti che Berlusconi ha instaurato con il mondo LGBT.

A niente sono servite le proteste di studenti e associazioni gay, il Parlamento è stato comprato, la lotta continua. Durante una cena, prima del voto di (s)fiducia, i deputati PDL si sono riuniti con il Grande Capo per discutere della situazione politica (?). Il Premier è facile alle battute, perciò non ha saputo trattenersi: “Io non so dire dei no. La mia fortuna è stata che nessun gay è venuto mai a farmi una proposta“.

Non è finita ancora. Berlusconi ha continuato dicendo che: “alla terza volta avrei chiesto di spiegarmi tecnicamente come si fa e ci sarei stato“. Da omofobo a gay friendly, addiritturra! Questo Premier è pieno di sorprese, pur essendo prevedibile, ormai, anche in queste.

Le reazioni delle associazioni omosessuali non sono mancate, quelle di GayLib, che spera in un nuovo centro-destra, in primis. Il web è pieno di proposte: c’è chi lo invita a restare eterosessuale, c’è chi lo definisce gay represso, c’è persino chi vorrebbe passare con lui una notte di fuoco. I commenti dell’ultimo tipo non sono pochi, a testimonianza del fatto che meritiamo tutto quello che sta succedendo.

Fonte: http://www.gaywave.it/articolo/berlusconi-con-un-gay-perche-no-e-il-web-si-propone/25723/

CHE PENA BERLUSCONI: 6 UN PARACULO CHE META' NE BASTA!!!

Vi abbraccio
Marco Michele Caserta

Harvard: libri su omosessualità rovinati dall’omofobia

Omofobia, ignoranza, pregiudizio, vandalismo, violenza … in questa storia, come in molte altre, questi termini si mescolano fino a confondersi. Nei giorni scorsi nella prestigiosa università di Harvard è avvenuto un fatto increscioso.
I libri che trattavano tematiche sull’omosessualità, e quelli scritti da autori omosessuali, sono stati deturpati e rovinati irrimediabilmente da parte di un gruppo di prodi omofobi che di certo si sentiranno orgogliosi di aver compiuto un gesto tanto basso ed insulso. Eh si, perché urinare sopra dei libri deve essere un segno di virilità inconfondibile, non trovate?

Vittime dell’omofobia questa volta sono stati quaranta libri in cui si trattava il tema dell’omosessualità, dei matrimoni omosessuali ed altre tematiche Lgbt, che si trovavano nella Lamont Library, la biblioteca dell’Università.

Libri per un valore di diverse migliaia di dollari rovinati a causa dell’omofobia, ed è già scattata la ricerca dei vandali colpevoli di quello che, in America, è considerato “incitamento all’odio“, quindi è perseguito per legge.

I libri, rovinati completamente a causa dell’urina, dovranno essere tutti buttati e riacquistati dall’Università. Intanto non può non sorgere spontanea una domanda: cosa hanno mai ottenuto questi vandali compiendo un gesto tanto volgare e disgustoso?

Fonte: http://www.gaywave.it/articolo/harvard-libri-su-omosessualita-rovinati-dall-omofobia/25677/

Vi abbraccio
Marco Michele Caserta

In Germania il primo caso di guarigione dall’HIV?

Quello dell’omosessuale tedesco Timothy Ray Brown potrebbe passare alla storia come il primo caso di guarigione dal virus dell’HIV, secondo la rivista medica americana Blood che ne ha diffuso ieri la storia in tutto il mondo. Nel 2007, l’oggi 42enne Brown ricevette un trapianto di cellule staminali per curare la sua leucemia e, da li a poche settimane, l’HIV, da cui era affetto, è come se fosse completamente scomparso dal suo sangue. 

A tre anni di distanza da quel travaso miracoloso e da un ciclo di chemioterapia, avvenuto nel 2008, il gay ed ex sieropositivo teutonico continua a non mostrare più sintomi del virus, non seguendo, tra l’altro, alcuna terapia antiretrovirale o assumendo farmaci di alcun genere. 

Brown, conosciuto anche come il “Paziente Berlinese”, ha ricevuto il trapianto di cellule staminali da un donatore con una rara mutazione genetica ereditaria. il gene, riscontrato solo nel 3% della popolazione europea bianca, riduce il rischio di infezione HIV, e secondo la rivista specializzata a stelle e strisce esso ha permesso di eliminare dal corpo dell’omosessuale tedesco tutte e due le malattie di cui soffriva. Se Timothy Ray Brown è veramente guarito, la sua straordinaria storia indica la via maestra per lo sviluppo di una cura seria per contrastare la sempre più diffusa infezione HIV – e forse anche per lo stadio successivo, l’AIDS – attraverso l’uso delle cellule staminali geneticamente modificate.

Vi abbraccio
Marco Michele Caserta

mercoledì 15 dicembre 2010

A Salerno nasce A.L.I.


Nasce a Salerno una nuova associazione: si chiama A.L.I (Associazione Liberta Identitaria) e si prefigge l’intento dell’inserimento nel mondo del lavoro di minus habentes. A capo dell’Associazione c’è Martina Castellana [nella foto], affiancata da Morena Rapolla (Vice Presidente) e Fabiana Barbaria (Segretaria).

L’associazione che è collegata al Consultorio D.I.G Salerno, ha sede è in via F.Manzo 31 ed è aperta al pubblico il sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.00 dalle 17.00 alle 20.00.

Per info e contati: 331 3047 859

Fonte: http://ziczac.it/a/leggi/e54fa675d5e68618199341be26843e1b/

Vi abbraccio
Marco Michele Caserta

domenica 12 dicembre 2010

Paola Concia commenta le recenti dichiarazioni di Giovanardi

Come vi abbiamo raccontato proprio ieri, nei giorni scorsi Carlo Giovanardi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, intervistato nella trasmissione KlausCondicio, il programma politico di Klaus Davi in onda su You Tube, ha rilasciato delle dichiarazioni in merito a svariati argomenti, tra i quali la recente maternità della famosa cantante Gianna Nannini, e soprattutto ha detto la sua riguardo il coming out nel mondo militare.

Dopo aver criticato la scelta di Gianna Nannini di diventare mamma, augurandosi che non vi sia un’altra mamma lesbica nascosta nell’ombra, Giovanardi ha elogiato la politica del DADT (Don’t ask, don’t tell), affermando che in realtà si tratta di una politica che funziona benissimo.

Giovanardi afferma che l’omosessualità dei militari dovrebbe essere tenuta nascosta: “Perché se uno è omosessuale è affare suo, ma se fa apertamente coming out non è più affare suo, la sua omosessualità diventa un manifesto politico”.

A commentare le di per sé in commentabili parole di Giovanardi ci ha pensato Anna Paola Concia, deputata dichiaratamente omosessuale del PD, che ha definito Giovanardi come un campione di omofobia!

“Stupirsi per le quotidiane uscite omofobe del sottosegretario Giovanardi, che oggi si e’ cimentato sul rapporto tra omosessualità e vita militare, e’ cosa superata, ma ormai anche l’indignazione sta cedendo il passo a una pietosa rassegnazione. – ha dichiarato la deputata Anna Paola Concia – Pietosa nei confronti di un uomo che, con ossessiva insistenza, continua a recitare il ruolo caricaturale dell’integralista cattolico anni ‘50. Pietosa nei confronti di un sottosegretario che, nell’imminenza della fine del suo mandato governativo, non trova nulla di meglio da fare che confermarsi campione nazionale di discriminazione libera, cercando di conquistare la medaglia al valore per omofobia conclamata”.

La politica Anna Paola Concia spiega che non è di certo l’omosessualità pubblicamente dichiarata un elemento non consono alla divisa. Gli atteggiamenti non consoni sono ben altri, ad iniziare dal nonnismo, dalle azioni violente sui civili, dall’uso della forza per prevaricare suo deboli. L’omosessualità non fa di certo parte dei problemi dell’Esercito!

“E in ultimo, caro sottosegretario, non si preoccupi, l’omosessualita’ non sarà mai obbligatoria nell’esercito; – ha concluso indispettita la deputata – in compenso tutti gli omosessuali sognano che, prima o poi, buon senso, obiettività e rispetto dei diritti umani diventino obbligatori per far parte del governo della Repubblica Italiana“.

Fonte: http://www.gaywave.it/articolo/paola-concia-commenta-le-recenti-dichiarazioni-di-giovanardi/25537/

Vi abbraccio
Marco Michele Caserta

sabato 11 dicembre 2010

Manifesto Genderqueer

Qui di seguito troverete le parole di un ragazzo Statunitense, un ragazzo Genderqueer che ha voluto creare un Manifesto di protesta: MANIFESTO GENDERQUEER.

Una protesta contro la dictomia Uomo/Donna: una protesta per avere il DIRITTO di ESISTERE.

Una iniziativa che mi piacque moltissimo, per questo ho deciso di collaborare per la diffusione di questo bellissimo Manifesto.

Spero piacerà anche a voi e spero illuminerà chi ancora conosce poco o nulla di questa realtà: la realtà Genderqueer!

MANIFESTO GENDERQUEER

Non devo per forza scegliere una cosa o l'altra e non sono confuso riguardo il mio genere.
So qual'è, anche se tu non lo sai.

Non sono neutro o senza genere; solo perchè non lo sai indicare chiaramente, non vuole dire che io non esisto. E non ti dà il diritto di fingere che io sia uomo, donna a tuo piacimento, o che non abbia un genere.

Non posso permettere che il mio modo di presentarmi possa essere una base su cui chiunque possa determinare la mia sessualità, per quanto mi sia possibile.

I pronomi che ho scelto non sono un peso difficile da sopportare per te, quindi non comportarti come se lo fossero.

Non hai alcun diritto di sapere quello che c'è nei miei pantaloni o come scopo e con chi, per ciò per favore: non chiedermelo.

Non mi importa se passo.

Mi importa se passo.

E indosserò i colori, i tessuti e gli accessori che mi piacciono, fregandomene di quanto maschile o femminile mi faranno apparire o sentire.

Non userò, per quanto mi è possibile, pronomi, bagni, strutture, servizi e organizzazioni che lavorano attivamente per rendere la mia identità di genere invisibile.

Cercherò di essere rappresentato nei media e nella politica, e se non sarà così, lo chiederò a gran voce. Ancor più di questo, chiedo di poter avere un alloggio, un lavoro e l'assistenza sanitaria.

Non sono e no, non posso essere solo "un altro tipo di donna" e non posso essere solo "Un altro tipo di uomo".
Non sono una donna. Non sono un uomo. Sono genderqueer e questo non è un termine confuso, non significa che non ho ancora scelto o capito, non significa che non conosca me stesso.

Mi rifiuto di rimanere indifferente o invisibile, o di tenere la bocca chiusa e la testa bassa quando sono testimone di un'ingiustizia che ho il potere di prevenire o su cui possa richiamare l'attenzione in modo significativo.

Rifiuto l'idea che gli unici libri o film in cui il mio genere sia rappresentato, si possano trovare solo nella sezione "studi di identità di genere" o "tematiche LGBTQ" e che siano solo letture o visioni riservate ad un pubblico di nicchia.

Voglio un quadratino col mio genere sui questionari, sulla tessera elettorale, sulla pagina di facebook, sulle richieste di lavoro, sulla mia assicurazione, la mia patente e la mia tessera sanitaria.

Calcolami. Calcola me e altri come me.

Rifiuto il fatto che tu mi chieda una diagnosi: NON SONO MALATO.

Rifiuto di chiedere scusa in qualsiasi circostanza riguardo il mio genere, o di vergognarmene. Non ho fatto nulla di male. Mi dispiace che tu non voglia vederlo, ma sono qui. Se chiuderai gli occhi o ti volterai di spalle, urlerò e se ti tapperai le orecchie ti darò educatamente un colpetto sulla spalla.

Sono stato una creatura sconosciuta per fin troppo tempo.

Ho il diritto di essere parte della comunità e di parteciparvi, al di là di come il mio corpo viene percepito.

Ed in quanto persona, reclamo il mio diritto ad una vita privata. Il mio genere non mi obbliga a rispondere a interrogatori e inquisizioni. Non acconsento, semplicemente mostrandomi per quello che sono, ad un tuo scrutinio.

Decido di essere sexy, ed attraente e di essere una bella persona sia dentro che fuori. Di sentirmi così, nonostante quanto spesso i media mi diranno che lo sto facendo in modo sbagliato, o quanto la società possa deridermi.

Non mi sentirò in colpa se la tua attrazione nei miei confronti ti metterà a disagio, o se ti farà avere dubbi sulla tua sessualità.

Se lo farà, bene! La vita non è nulla senza un buon dubbio.

Reclamo il mio diritto ad amare il mio corpo e a sentirmici a disagio, a sentirmici a casa e a desiderare che sia differente, ad amarlo solo a tempi alterni e ad essere incoerente.
Reclamo il diritto di cambiare il MIO corpo in qualunque modo io voglia. Di cambiarlo e ricambiarlo a mia discrezione. Lo vestirò con qualsiasi abito io voglia, non solo con quelli che mi viene detto di volere...ma anche qualcuno di quelli.

E ballerò, berrò del tè e canterò, indosserò pantaloni stretti, boxer e mi raderò le ascelle ma non le gambe; farò sollevamento pesi, mi metterò del profumo, giocherò a giochi da duro e poi guarderò true blood perchè Eric è stupendo. E avrò i baffi e mi metterò il mascara. Posso dipingermi le unghie, cambiare l'olio alla macchina, lavorare con macchinari pesanti e passare mezz'ora a sistemarmi i capelli ed usare qualsiasi bagno mi vada bene quel giorno. E qualche volta, avrò paura. Altre guarderò film paurosi per divertimento: anche commedie romantiche.

Posso lanciare un perfetto tiro a spirale a football e ricamare un perfetto punto croce.

Non dirmi che il mio genere è incoerente: lo è perfettamente e te l' ho appena spiegato chiaramente.

Non devo sceglierne uno: ce l'ho già.

E' Genderqueer.

MERAVIGLIOSO!!!

Autore del Manifesto Genderqueer e Protagonista del Collage di Foto: MrSydn
http://www.youtube.com/user/MrSydn


Traduzione del testo in italiano: Jonathan NoahQueer
http://www.youtube.com/user/NoahQueer

Autore del Collage di Foto: Marco Michele Caserta
http://www.youtube.com/user/MARCOLINO78FtM


Vi abbraccio
Marco Michele Caserta

martedì 7 dicembre 2010

Cambio sesso ma resto sposata: la sentenza le dà ragione. La mia considerazione in merito.

Il Tribunale di Modena riconosce l'unione transessuale tra Alessandra Bernaroli e la moglie dopo che i comuni di Bologna e Finale avevano considerato le nozze nulle.

Modena, 3 dicembre 2010. Il cambio di sesso di uno dei coniugi non comporta l’automatica cessazione degli effetti civili del matrimonio. Lo ha deciso la seconda sezione civile del Tribunale di Modena composta dai giudici Ornella D’Orazi, Ester Russo e Giuseppe Pagliani.

Una sentenza emessa lo scorso mese di ottobre e che, di fatto, riconosce l’unione transessuale tra Alessandra Bernaroli (che per 35 anni è stato Alessandro) e la moglie. Alessandra, funzionaria di banca e sindacalista, è nata a Mirandola, si è sposata (quando era un uomo) in chiesa a Massa Finalese, lavora a Modena e oggi che ha 39 anni abita con la moglie a Bologna.

E proprio per rimanere sposata ha ingaggiato una battaglia legale con i Comuni di Finale e Bologna, oltre che con il ministero dell’Interno, che invece avevano decretato la fine del matrimonio nel momento in cui Alessando, il 30 giugno 2009, all’anagrafe è diventato Alessandra.

Come ha saputo che il suo matrimonio era stato ‘annullato’?"Avevo chiesto la nuova carta d’identità al Comune di Bologna, dove oggi risiedo, ma il documento non arrivava mai. Alla fine, tramite i miei avvocati, ho scoperto che le variazioni di nome e sesso avevano comportato anche quella dello stato civile. A Bologna mia moglie ed io risultavamo separati e addirittura con indirizzi diversi (tra cui uno inventato) nonostante si viva nella stessa casa. Per quanto riguarda Finale Emilia, il Comune ha dichiarato nullo il matrimonio senza avvisarmi, sebbene il Ministero avesse dato un parere non vincolante. Mi chiedo come sia possibile una cosa simile visto che anche la Chiesa, non riconoscendo il cambio di sesso, ritiene le nozze valide".


Come siete riuscite a vincere la causa?

"Innanzitutto il mio non è un matrimonio omosessaule, vietato in Italia, ma transessuale, regolarmente celebrato in chiesa tra un uomo e una donna. Poi il mio percorso di vita mi ha portato a cambiare sesso. Mia moglie lo ha accettato con un grandissimo atto d’amore. La legge dice che un matrimonio è valido finché una delle parti non chiede il divorzio. Nel nostro caso nessuno ha chiesto il divorzio. Il cambiamento di sesso può essere causa di scioglimento di matrimonio, nel caso uno dei coniugi voglia separarsi, ma non lo è d’ufficio".

Era pronta a questa battaglia legale?
"Sinceramente, essendomi documentata, sono sempre stata tranquilla sotto gli aspetti clinico e giuridico. Quello che è successo è sconcertante. Nelle istituzioni ho trovato un muro di gomma. Dai Comuni solo porte in faccia e nessuna volontà di ascoltare le mie ragioni. Spero che questa sentenza rappresenti un punto fermo per la giurisprudenza".


Il ministerò farà ricorso in Appello...

"Lo so, la battaglia non è finita. C’è un accanimento giuridico inconcepibile".


Nel frattempo, che cosa farà?

"Sto valutando l’impegno politico, a Bologna è il momento giusto anche per portare l’attenzione su questi temi troppo spesso ignorati".


Certo, che abbia vinto questa prima fase della sua causa ne sono contentissimo e su quello non ci piove: figuriamoci se proprio io ero contrario; solo su un paio di cose non sono assolutissimamente d'accordo con lei. La prima cosa, per me di vitale importanza, fa riferimento ad una sua affermazione: aver detto che, ora, il suo non è un matrimonio omosessuale ma transessuale è la cosa più spiacevole e scorretta che poteva affermare; secondo me ha sbagliato alla grande, non doveva puntare verso quella direzione se, oltre se stessa, voleva dare una mano a tutta la comunità LGBT!!!Vorrei tanto che da questa piccola vittoria partisse un percorso che includesse anche un discorso più ampio: le unioni omosessuali; quello che poi, a conti fatti, è diventato il suo matrimonio dopo il cambio dei documenti. E' giusto che sia così, è giusto che da questa piccola vittoria parti un qualcosa di più grande!!!La seconda cosa per me importante, invece, fa rifermento ad una sua intervista andata in onda sul Tg5, il 2 Dicembre alle ore 20:00; ecco, in quell'occasione non ho sentito quello che avrei voluto si dicesse a proposito del Transessualismo. A detta sua la Transessualità viene appunto considerata una patologia clinica: beh, e poi? Nient'altro? Che dire: secondo me poteva spendere qualche parola in più a proposito; spero solo che, per mancanza di tempo, qualche pezzo della sua intervista sia stata tagliato da loro durante il montaggio del video: insomma, da una persona Transessuale di sicuro non ci si aspetta di sentire dire solo che il Transessualismo viene considerato una patologia clinica e basta!!!Oltretutto, dopo tutto quello che si sta facendo per la Depatologizzazione del Transessaulismo, la sua è stata un'affermazione spoglia ed infelice; di sicuro il messaggio da lei dato non ci ha fatto uscire per le persone sane di mente (clinicamente parlando) che in realtà siamo: diverse (qualsiasi essere umano è diverso l'uno dall'altro), quello si, ma SANE DI MENTE!!!
Vi abbraccio
Marco Michele Caserta