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sabato 6 novembre 2010

SI al diritto di potersi vivere come si desidera!!! NO alle cure riparative!!!

E' importante che tutti capiscano che un diverso modo di viversi e di sentirsi non può e non deve essere classificato come una malattia, semplicemente perchè tutti noi siamo diversi gli uni dagli altri; è proprio con questo presupposto che nasce il concetto del diverso negli esseri umani.

Sarà poi la mancata elasticità di pensiero, l’ignoranza e l’intolleranza delle persone a generare sofferenza in un individuo Omosessuale/Bisessuale o Transessuale, non di certo l’Omosessualità/Bisessualità o la Transessualità in sé per sé.

Il Disturbo d'Identità di Genere (Chiamato anche "Disforia di Genere"). La Disforia è il contrario di Euforia: cioè un’alterazione dell'umore in senso depressivo. Per ciò, si usa il termine Disforia di Genere quando tale condizione emotiva è legata al proprio sesso psichico (la propria Identità di Genere); diciamo che si tratta di una marcata condizione di malessere e di un forte disagio per la persona coinvolta (e non me lo sto inventando di sana pianta); per questo motivo non si può parlare di cura riparativa: "Si curano le malattie (mentali e/o fisiche), non i "DISAGI". Il disagio è “semplicemente” una situazione di difficoltà (più comunemente chiamato "PROBLEMA"); spero sarete d’accordo con me nel pensare che la difficoltà non si cura ma, più semplicemente, la si cerca di risolvere cercando di riportare alla luce la causa che l'ha generata (o comunque la si cerca di risolvere con dei mezzi ritenuti statisticamente efficaci per la risoluzione stessa). Nel caso della Transessualità, la difficoltà consiste in una persistente identificazione nel sesso opposto la cui causa, però, non può essere ricondotta a dei conflitti familiari (è scientificamente provato, di certo non l’ho esclusa io a priori); alcuni sostengono che la causa sia dovuta ad una alterazione fetale, altri sostengono le più svariate motivazioni: anche quelle più strampalate e campate in aria. Rimane il fatto che, punto primo, personalmente non è importate saperlo perchè per me, ora, la cosa importante è una: aver ritrovato me stesso e la serenità mediante la chirurgia e la terapia ormonale; punto secondo, le loro teorie in merito rimangono solo delle SUPPOSIZIONI, nulla di più. Ora, la cosa certa è una: le persone chi si identificano al 100% nel sesso opposto, traggono beneficio con l’Iter di Riassegnazione Chirurgica del Sesso. Credo che sia proprio questo quello che dovrebbe contare davvero; certo, la risoluzione non è immediata, ci vuole del tempo, molta introspezione e soprattutto molto dipende anche dalla determinazione della persona stessa nel volersi risolvere. Tutto ciò, però, non significa che possiamo fare finta di non vedere le persone che trovano la soluzione al loro disagio con questo tipo di percorso; i problemi non si curano, SI RISOLVONO: "La logica non esiste mica per niente"!!!Non mi sto inventando io le statistiche che dimostrano quante persone, con il Disturbo d'Identità di Genere, abbiano ritrovato loro stessi tramite l’Iter di Riassegnazione Chirurgica del Sesso; una cosa è certa: "Certamente, non è una soluzione che vale per tutti". Molte persone Transgender ritrovano il loro equilibrio seguendo altre strade; tutto questo semplicemente perchè, molte di esse, non si identificano al 100% in un genere piuttosto che in un altro. Che sia bello chiaro e a caratteri cubitali: "PER LE PERSONE TRANSGENDER NON ESISTE UN PERCORSO STANDARD"!

Ci sono persone Transessuali (MtF ed FtM) che si identificano nel sesso opposto al 100% e risolvono questa discrepanza con la terapia ormonale e con la chirurgia, ritrovando con ciò la propria dimensione; invece, ci sono persone (Genderqueer) che ritrovano la loro dimensione seguendo altre vie. Per esempio: le persone Genderqueer spesso la ritrovano non transizionando, cercando ugualmente di viversi per quello che sono e vivendo con serenità la loro mancata identificazione in uno dei due generi prestabiliti (Uomo/Donna). C’è però da sottolineare che questa via in particolare, grazie ai forti condizionamenti sociali e familiari, purtroppo risulta molto difficoltosa da reggere dal punto di vista psicologico.

Per quanto riguarda l’Orientamento Sessuale Omosessuale, vi dico solo che ormai hanno tolto l’Omosessualità dell’elenco delle condizioni patologiche mica a caso; alla fine è semplicemente una variante sull'orientamento sessuale dell’essere umano. Perciò, bisognerebbe iniziare a togliersi i paraocchi e smettere di rendere le vite di queste persone un inferno. Alla fine, molti omosessuali (ancora non tutti purtroppo), sono persone che finalmente riescono a vivere bene il loro Orientamento Sessuale indipendentemente dalle discriminazioni e dai pregiudizi legati ad esso; perciò, facciamola finita con queste cure riparative!!!

E’ assurdo pensare che, per milioni di persone, ci sia solo una possibilità di Orientamento Sessuale e solo due possibilità di Genere nelle quali potersi “identificare”: "E' inconcepibile tutto ciò, sopratutto ai giorni nostri che dovremmo essere tutti quanti più evoluti come specie".

Io non giudico nessuno, ognuno è libero di viversi come meglio crede e fare di se ciò che vuole; alla fine della fiera non farebbe di certo i conti con me, in caso avesse preso la strada sbagliata per se stesso: "Anche perchè, non posso di certo essere io a dire quale sia quella giusta o meno per qualcun'altro". Però, da quì a dire che l'Omosessualità/Bisessualità e la Transessualità siano delle malattie, beh, ce ne passa: "Non è giusto far passare questo messaggio, non sono d'accordo"!!!

Ognuno di noi può prendere un abbaglio, può vivere momenti di confusione: ci sta tutto, ci mancherebbe altro; come già dissi svariate volte, ai tempi pensavo ignorantemente di essere lesbica, ma lungi da me dire che sono guarito dall'Omosessualità: ho solo preso la via giusta per me stesso!!!


Ripeto, io sono il primo a dire che non esiste una sola strada per tutti, alla fine siamo in milioni al mondo mica per nulla. Per ciò è anche giusto che ognuno di noi abbia la possibilità di poter prendere la strada che lo fa stare meglio; però, da quì a pensare di poter curare le persone Omosessuali/Bisessuali e Transessuali perchè ritenute malate, beh, ne fa passare di acqua sotto i ponti. Non mi sembra sia il modo migliore per lasciare spazio e libero arbitrio agli esseri umani su come sia meglio viversi.
"Non esiste un modo giusto di viversi che vale per tutti", e spero che sarete d'accordo con me almeno su questo pensiero; però, ahimè, il messaggio che fa passare Militia Christi ai media è proprio questo ragazzi, è come se dicesse: "Siete malati perchè esiste un solo modo giusto di viversi e perciò dovete curarvi"!E' molto triste e avvilente tutto questo"!

Vi abbraccio
Marco Michele Caserta